Author: admindiocesi

Pellegrinaggio diocesano ad Oropa

Carissimi Sacerdoti, Diaconi e Fedeli della Diocesi,

dopo due anni in cui, a motivo dell’epidemia, il nostro Pellegrinaggio diocesano al Santuario di Oropa, pur non sospeso, si è svolto in forma meno solenne e con una partecipazione più ridotta, siamo grati al Signore e alla Vergine Santa di poter riprendere quest’anno, in forma piena, questo momento, importante nella vita della Diocesi, che ha sempre visto una notevole partecipazione di fedeli. Saliremo al Santuario sabato 6 agosto, festa della Trasfigurazione del Signore.

Nei prossimi giorni sarà comunicato il programma, che seguirà, tuttavia, lo schema di sempre.

Confido che Parrocchie, Comunità ecclesiali, Movimenti ed Associazioni sentano l’importanza di questo atto significativo che idealmente chiude l’Anno Pastorale ed apre il nuovo; e chiedo loro, perciò, di iniziare a preparare la propria partecipazione.

“Insieme” non è un’espressione riservata a documenti e dichiarazioni: è lo stile del camminare ecclesiale anche con gesti concreti di partecipazione, di condivisione e di preghiera.

 

Ivrea, 9 giugno 2022.

Con affetto

† Edoardo, vescovo


Dux Aymo e il primo Quattrocento – uno sguardo sugli affreschi della cattedrale

Tornano le iniziative a tema culturale della Biblioteca Teologica Diocesana. Venerdì 10 giugno, alle 20.45, nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, una serata dedicata alla scoperta di un artista del primo Quattrocento canavesano e degli splendidi affreschi della Cattedrale. “Dux Aymo e il primo Quattrocento – uno sguardo sugli affreschi della cattedrale“, a cura del dott. Simone Bonicatto, storico dell’arte che ha dedicato molti dei suoi studi al Quattrocento in Canavese, laureato alla facoltà di Storia dell’Arte dell’Università di Torino e a oggi dottorando presso l’Università di Ginevra, Dipartimento di Storia dell’Arte.


Annuncio della nomina di S.E. Mons. Arrigo Miglio a Cardinale di S. Romana Chiesa

Ivrea, 29 maggio 2022

Carissimi fratelli e Sorelle della Chiesa che è in Ivrea,

appena ricevuto l’annuncio, dato oggi, direttamente dal Santo Padre nel discorso del Regina Caeli, trovandomi a Chivasso per la celebrazione delle Sante Messe programmate a Castelrosso, a Boschetto, e poi al Duomo, ho inviato a Monsignor Arrigo, un messaggio stringato come lo possono essere i messaggi whatsapp: “Carissimo Monsignor Arrigo, dirti che sono contento è poco. Un grande abbraccio”. 

Avrei voluto telefonargli, ma conosco la mole di chiamate e di messaggi che in queste circostanze si ricevono… Per questo gli ho scritto solo due parole. È poco dire che sono contento; sono infatti contentissimo per il riconoscimento che da Sua Santità il mio predecessore ha avuto. 

Questa nomina premia Monsignor Arrigo per quanto ha fatto nelle diocesi che gli sono state affidate e che ha continuato a fare, a Roma, anche dopo aver terminato il suo servizio all’ultima di esse, la diocesi Cagliaritana; oltre che in diversi ambiti di responsabilità anche a livello nazionale. Meritatissimo riconoscimento che onora la diocesi di Ivrea e che, tra l’altro, fa risalire a tre, come è stato fino a non molto tempo fa, il numero dei Porporati canavesani presenti contemporaneamente nel Collegio cardinalizio.

Sono certo che questi sentimenti sono condivisi dalla intera diocesi che lo ha avuto Pastore per più di tredici anni. 

Lo accoglieremo con gioia, in forma ufficiale, dopo la celebrazione del Concistoro del 27 agosto; ma Monsignor Arrigo sarà presto da noi, di passaggio, avendo egli generosamente accettato fin dagli scorsi mesi – e anche di questo lo ringrazio – l’invito ad amministrare la S. Cresima in alcune Parrocchie.

Questa sera, al santuario del Monte Stella, nella S. Messa celebrata nella imminente conclusione del mese di maggio, ho affidato, insieme a tutti i presenti, Monsignor Arrigo al Cuore della Vergine Santa che veglia sulla nostra città.

† Edoardo, vescovo    


La tua strada e la mia

I giovani della Diocesi di Ivrea in cammino... per una Chiesa sinodale

SABATO 18 GIUGNO 2022

IVREA – Cattedrale

  • h 10.30 Accoglienza e saluto del Vescovo
  • h 11.30 Divisione in gruppi di confronto
  • h 12.30 Pranzo al sacco
  • h 15.00 Tavoli sinodali
  • h 18.30 Cena libera per la città
  • h 20.30 ‘UNPLUGGED EXPERIENCE’. Concerto e testimonianza dei ‘REALE’

Esperienza per giovani dai 16 anni Per info e iscrizioni: www.pgivrea.it

 

 

 


9. Lettera del vescovo Edoardo ai Rev.di Sacerdoti e Diaconi della Diocesi

Carissimi Confratelli,

vi invio la Sintesi redatta dall’Equipe sinodale della nostra Diocesi, ora che è stata consegnata, come richiesto, alla Conferenza Episcopale Italiana per essere trasmissa alla Segreteria del Synodus Episcoporum, e due dei referenti diocesani hanno partecipato a Roma al secondo Incontro programmato per essi.  

Ringrazio cordialmente l’Equipe, costituita, su consiglio dei Vicari foranei, da Mons. Gianmario Cuffia, don Luca Meinardi, mons. Arnaldo Bigio, diacono Raffaele Servalli, dr. Valentina Gili Borghet, dr. Elisabetta Acide e p. Davide Damiano, in qualità di segretario – i quali hanno lavorato con impegno già nella prima fase del “Cammino sinodale”, ed hanno raccolto e sintetizzato le 38 relazioni pervenute.

Ringrazio di cuore tutti coloro – Comunità parrocchiali, Docenti di religione e studenti, Pastorale giovanile e gruppi di evangelizzazione – che hanno partecipato alla consultazione. 

Il testo che vi invio è per il momento riservato a voi, nell’attesa della Assemblea diocesana che si terrà a settembre – in data che sarà comunicata – con i referenti locali i cui nominativi sono stati segnalati alla Segreteria dell’Equipe. 

Questo testo sarà traccia per il cammino dell’Anno pastorale 2022-2023, caratterizzato dalla fase detta “sapienziale”.

Con il più cordiale saluto,

† Edoardo, Vescovo


8. SIR. Cammino sinodale. Alba e Ivrea: un’occasione per riscoprirsi Chiesa aperta e in ascolto

Le esperienze vissute negli ultimi mesi dalle comunità di Alba e Ivrea, raccontate al Sir dai referenti diocesani

Il cammino sinodale si è aperto “provvidenzialmente” in un periodo non solo di “chiusura” per via della pandemia ma anche di “stanca” nella vita ordinaria di molte comunità ecclesiali. Sarà anche per questo che, in giro per l’Italia, si avverte grande entusiasmo al termine della prima fase, quella che è stata dedicata all’ascolto. Ne sono testimoni le esperienze che i referenti diocesani raccontano, al Sir, condividendo quanto vissuto negli ultimi mesi.

Coinvolgimento, creatività, corresponsabilità. Comunità aperte all’ascolto, più accoglienti e meno verticistiche. È uno degli aspetti emersi dai 220 gruppi sinodali attivati nei mesi scorsi nella diocesi di Alba, tra i quali quelli “di strada” avviati da Caritas, quello con gli imprenditori, con gli operatori sanitari e quelli nelle case di riposo oltre a quelli nelle parrocchie e nelle realtà associative. Un centinaio di contributi, poi, sono arrivati – anche da persone più “esterne” al mondo ecclesiale – attraverso il questionario online reso disponibile sul sito web del settimanale diocesano, al quale si poteva rispondere in modo libero, anche in forma anonima. E poi – racconta don Piero Racca, uno dei due referenti diocesani – non è mancata la risposta degli studenti che, attraverso gli insegnanti di religione, dalle materne alle superiori sono stati coinvolti nel cammino diocesano. E “se all’inizio abbiamo fatto un po’ di difficoltà, per via non solo delle restrizioni dovute al Covid ma anche per una certa resistenza, alla fine è emersa la bellezza delle persone che si sono messe in gioco. Nell’ultimo periodo – spiega l’altra referente, Annamaria Tibaldi –

c’è stato un crescente desiderio di partecipare

e di dire la propria”. Per questo, prosegue, è “importante cogliere il desiderio di protagonismo, di trovare ascolto”. Dai contributi raccolti e dalla riflessione compiuta è emerso un “certo scollamento tra la Chiesa e la cultura e la società odierne”, sottolinea don Racca: “La Chiesa viene percepita arretrata, un po’ chiusa in sé, con poche capacità di comunicare davvero”. “C’è necessità – aggiunge Tibaldi – di un linguaggio non annacquato ma più comprensibile a donne e uomini di oggi”. Partecipazione alla messa, religiosità popolare, centralità della Parola di Dio, il venir meno della figura del parroco come riferimento e il coinvolgimento non dei singoli ma di gruppi di laici corresponsabili sono altri temi sottolineati. Non è mancata l’attenzione, a volte esprimendo preoccupazione, per l’accompagnamento dei giovani con i quali ricucire un rapporto così come per la formazione degli educatori. Nei prossimi giorni , ad Alba, si terrà un’assemblea nella quale la sintesi della prima fase del cammino verrà condivisa con i coordinatori dei gruppi, i Consigli diocesani e il clero.

“Ci vorrà ancora un po’ di tempo – affermano i referenti – per far sì che lo stile e il metodo sinodale entri definitivamente nelle nostre comunità”. C’è bisogno, evidenzia Tibaldi, di “capacità di ascolto ‘vero’, senza paura; quest’ultima c’è e non va sottovalutata ma dobbiamo essere in grado di liberarcene”.

Collaborazione, centralità della Parola di Dio, richiesta di formazione. “Lo spirito sinodale sta entrando nel vissuto della realtà eporediese. È diffusa la consapevolezza di

un cammino che non si è esaurito

con la sintesi al termine della prima fase ma che continua e dà vita generando nuove riflessioni”. Così Elisabetta Acide, del Gruppo di coordinamento della diocesi di Ivrea, riassume l’esperienza vissuta in questi mesi e lo stato d’animo di chi ha partecipato al percorso sinodale. Nel periodo di avvio, per spiegare in modo semplice e immediato cos’è il cammino sinodale e cosa chiede alla Chiesa è stato realizzato e diffuso in diocesi un video tutorial: “Pensato – sottolinea Acide – per fornire indicazioni sulla logica del discernimento, dell’ascolto, del dialogo e sulle tre parole: comunione, partecipazione, missione”. “In diversi casi – aggiunge – è stato utilizzato per avviare la riflessione nel primo incontro dei gruppi sinodali con frasi, voci e immagini significative”. Al termine di questo “primo momento estremamente ricco di contributi”, Acide traccia un sintetico bilancio: “Nei piccoli centri come nelle città più grandi della diocesi si è riusciti ad attivare processi di ascolto, dialogo e confronto. In alcune realtà si è fatta più difficoltà nell’avviarli per via anche della mancanza di una pregressa abitudine agli incontri. Ma, in ogni caso,

è stata un’esperienza dappertutto fruttuosa” dalla quale è emerso l’“apprezzamento per la logica del camminare insieme che, forse per la prima volta, parte in modo concreto dalla base”.

Contributi sono arrivati dal 60% delle parrocchie della diocesi e nel percorso sono stati coinvolti anche oltre 2mila studenti. Da una parte, osserva, è stata espressa “la volontà di uscire dalla chiusura delle singole realtà parrocchiali e territoriali per provare ad allargare lo sguardo a gruppi, movimenti, realtà vicine e a voci diverse”; dall’altra, è stato manifestato il “desiderio di progettare il futuro con uno sguardo rivolto anche al passato ma con una prospettiva che parte da una nuova spinta capace di creatività per dare spazio alle istanze emerse da più parti”. Anche nelle comunità eporediesi c’è la richiesta di “collaborazione effettiva tra presbiteri, diaconi, laici impegnati ma anche coloro che sono sulla soglia, che magari oggi stanno a guardare ma che non sono disponibili a farsi coinvolgere”. Acide indica poi altri due aspetti che delineano il sentire prevalente: quella di Ivrea è “una Chiesa che ha voglia di continuare il cammino, magari a velocità diverse o con passi diversi, ma insieme e mettendo al centro Cristo”; diffusa è “la richiesta di formazione”, da vivere in “un clima che è già di per sé sinodale perché richiede disponibilità all’ascolto e al dialogo”.

Alberto Baviera


Collette Terra Sante e Ucrania

La Terra Santa non è fatta solo di pietre e di luoghi. Ci sono dei nostri fratelli di fede che là vivono, in situazioni sempre difficili, precarie da tanti punti di vista. Sono essi, le loro comunità, a far sì che, quando andiamo pellegrini in Terra Santa, non ci troviamo solo di fronte a monumenti. Essi sono la Chiesa vivente in quella terra! 

La Colletta pro Terra Sancta che ogni anno si fa il Venerdì Santo nasce dalla volontà dei Papi di mantenere forte il legame tra tutti i cristiani del mondo e i Luoghi Santi; ed è aiuto indispensabile per chi là vive, permettendo il permanere della presenza cristiana nella terra delle origini cristiane. 

Non dimentichiamo questi fratelli!  Confidando nella generosità di tutti, ricordo ai Sacerdoti che la Colletta – richiesta dalla Sede Apostolica – può essere collocata anche in una domenica del Tempo pasquale. 

*

In costante collegamento con le Caritas in Ucraina, la Caritas Italiana resta accanto alla popolazione coinvolta, supportando anche le Caritas dei Paesi confinanti per l’accoglienza delle persone in fuga dalla guerra, garantendo le azioni necessarie per rispondere ai bisogni più urgenti e contribuendo all’accoglienza di quanti arrivano in Italia. 

La Conferenza Episcopale Italiana ha esortato le Diocesi ad attivarsi, come segno della concreta solidarietà di tutti i credenti, per una giornata di raccolta fondi da inviare entro il 15 maggio p.v. Nella nostra Diocesi la domenica della raccolta sarà l’8 maggio.

I Parroci sono pregati di consegnare in Curia le offerte dei fedeli che saranno trasmesse alla Caritas Italiana, secondo le modalità dalla stessa comunicate.  Confido nella generosità di tutti.

† Edoardo, vescovo

Santa Pasqua 2022

«Tutto si rinnova nel contatto con Lui. Oh, non aspettiamo di essere buoni per vivere insieme al Signore! È il vivere con Lui che ci farà buoni; è l’accogliere Lui che ci farà santi. Non c’è altra santità. Lo guarderò e mi basterà. Non vivrò che per il Signore e non saprò davvero che la mia vita è sacrificio. È una vita di sacrificio quella di una donna che ama veramente il vivere soltanto per colui che ama? Dovete avere soltanto una preoccupazione: credere e credere sul serio e credere che è qui, credere che vi ama e credere che siete con Lui. È il vivere con Lui che ci farà buoni; è l’accogliere Lui che ci farà santi» (Divo Barsotti)

Surrexit Dominus vere! Alleluia!

+ Edoardo, vescovo