Author: admindiocesi

Come si riempie lo zaino di chi andrà in Brasile

IVREA – Sabato 18 luglio, nel salone parrocchiale del Sacro Cuore di Ivrea, è andato in scena lo spettacolo preparato dai giovani che partiranno per un viaggio missionario in Brasile il mese prossimo. La serata prevedeva un primo momento di apericena in condivisione, in cui i ragazzi si sono resi disponibili a raccontare le loro emozioni all’avvicinarsi della partenza. A sorpresa, inoltre, è stato possibile ascoltare le testimonianze di chi in missione ci era già stato. Una volta conclusa la cena, il vescovo Daniele ha dato avvio al momento centrale della serata. Attraverso la metaforica preparazione dello zaino necessario per la partenza, i giovani ci hanno accompagnato in un viaggio nel tempo tra il passato e il presente delle missioni della nostra Diocesi in Brasile. Alcuni di loro hanno raccontato le loro storie e le loro aspettative, richiamando le interviste che sono state pubblicate nelle settimane passate su questo giornale. Altri, insieme a don
Gianni Giachino e don Josè Bergesio (ex missionari Fidei donum), hanno descritto le realtà che incontreranno una volta atterrati e hanno ripercorso la storia che ha portato alla nascita delle singole iniziative missionarie. Il tutto è stato accompagnato da musiche e canti brasiliani e non solo, realizzate dagli stessi ragazzi.

Man mano che si avvicinava la conclusione dello spettacolo, lo zaino si riempiva di oggetti di varia natura: l’indispensabile antizanzare, la crema solare, gli strumenti musicali, un dizionario italiano-portoghese e perfino l’immancabile “Settimana Enigmistica”. Quello, però, che hanno voluto sottolineare i giovani, è stato che la preparazione del loro zaino personale, in realtà, procede ormai da parecchi mesi. Non vi hanno ancora inserito oggetti materiali, ma il loro bagaglio si è riempito di racconti, di consigli e ancor di più di amicizie e di incontri. “È importante – ha detto uno di loro – lasciare dello spazio anche per tutte le nuove amicizie e i nuovi legami che nasceranno una volta arrivati in Brasile”.

Nella riflessione conclusiva, accompagnata da alcuni canti di Taizè, i ragazzi hanno infine comunicato come andare in Brasile sarà per loro un modo per guardare il mondo con occhi diversi. La vera missione, però, li aspetta – come aspetta ognuno di noi – nelle nostre case, nelle nostre parrocchie e nelle nostre realtà. Ogni giorno siamo chiamati attraverso piccoli gesti ad essere missionari nella nostra vita quotidiana. “Non è indispensabile andare lontano: io, tu, tutti noi, possiamo essere missionari qui e ora”.

lorenzo di silvestro e marian sallam (Il Risveglio Popolare, 23 luglio 2026)


Il vero senso del viaggio. In Brasile col cuore aperto a scoprire nuove realtà

IVREA –- Se avete seguito con passione la preparazione del gruppo di giovani missionari che in agosto andranno in Brasile insieme al Vescovo Daniele, se vi interessa scoprire qualcosa in più su quello che andranno a fare o se semplicemente l’argomento delle missioni vi ha incuriosito, siete invitati per una serata di racconto e di testimonianza in programma sabato 18 luglio alle ore 19 presso l’oratorio del Sacro Cuore di Ivrea. Sarà sicuramente un modo per conoscere direttamente le ragazze e i ragazzi che partiranno, e perché no, ascoltare in prima persona ciò che in questi mesi abbiamo provato a raccontare per iscritto. Intanto continuiamo a porre qualche domanda e a sollecitare qualche commento dei partenti.

“Manca solo un mese alla partenza. È incredibile, il tempo sembra essere volato. Non so ancora esattamente cosa aspettarmi, però non vedo l’ora di arrivare in Brasile”: queste sono le sensazioni di uno dei ragazzi che il 17 agosto, insieme al nostro vescovo, si imbarcherà sul volo che porterà tutto il gruppo di giovani missionari da Milano a Salvador de Bahia, dopo aver fatto scalo a Parigi. Parlando con loro è facile capire come i loro cuori e le loro conversazioni siano pieni di domande e dubbi: cosa ci aspetterà una volta atterrati? Saremo in grado di comunicare con chi ci accoglierà? Come affronteremo le difficoltà che incontreremo? La cosa, però, che veramente colpisce è la luce che hanno negli occhi di questi ragazzi e ragazze mentre si pongono questi interrogativi.

“Ho provato ad imparare il brasiliano in meno di due mesi – dice sorridendo uno di loro –: so che non sarà come essere un madrelingua, però confido che riuscirò a farmi capire”. “Più sento parlare del Brasile e ascolto i racconti di chi è stato in missione per parecchi anni, più sono emozionata – continua una delle ragazze –. Sono sicura che una volta conosciute le persone che incontreremo, avrò l’occasione di scoprire un punto di vista sul mondo che altrimenti non avrei mai potuto avere. Anche se non riuscissi a dare concretamente una mano, una volta tornata
in Italia, sarò in grado di osservare le difficoltà con occhi diversi e magari trovare soluzioni là dove prima vedevo solo ostacoli”.

Ricordiamo che i giovani che andranno in Brasile avranno modo di conoscere le diverse realtà costruite da chi, anni prima, partendo proprio da Ivrea, fu missionario nel paese sudamericano. Proprio i primi missionari hanno fatto da guida e da consiglieri a coloro che si stanno preparando alla partenza. Gli incontri di preparazione sono stati numerosi; i principali, raccontati puntualmente su questo giornale hanno permesso ai ragazzi di scoprire la cultura e le tradizioni del Brasile, la sua lingua e la sua storia, ma anche le numerose missioni che la Diocesi di Ivrea ha sostenuto negli anni.

“Credo che sulla teoria ormai siamo ferrati – sostiene uno di loro –: abbiamo avuto degli ottimi ‘insegnanti’. In particolare, mi ha colpito la videochiamata che abbiamo potuto fare con il diacono Danilo Grindatto, che si trova in Brasile da ormai trent’anni. I suoi consigli sono stati molto preziosi e le sue parole sono state le prime testimonianze dirette di ciò che incontreremo. Mettere in pratica ciò che si è imparato, sarà sicuramente più complesso, però non vedo l’ora di mettermi alla prova”. “Ma alla fine, perché hai deciso di partire?”, chiediamo a una delle ragazze. “Non so ancora perché ho scelto di fare questa esperienza – ammette –. È difficile da spiegare, ma quando me l’hanno proposto sapevo semplicemente che ‘Sì’ era la risposta giusta. Sentivo che fosse la strada che ero chiamata a percorrere. In realtà, penso che ognuno di noi ne abbia una: credo che il segreto per trovarla sia rimanere in ascolto”.

lorenzo di silvestro marian sallam (Il Risveglio Popolare, 16 luglio 2026)

Serata per il Brasile. Testimonianze della missione – 18 luglio

L’Ufficio per la Pastorale Giovanile e Vocazionale invita alla “Serata per il Brasile: testimonianze della missione” che si svolgerà sabato 18 luglio 2026 ore 19.00 presso l’Oratorio del Sacro Cuore (canton Maridon, 11 Ivrea).

Durante il corso della serata verranno raccolte offerte per aiutare i giovani che ad agosto partiranno per il Brasile.

Per adesioni contattare Francesca 3381883097.


Viaggio missionario in Brasile. I partecipanti spiegano il perché di una scelta meditata e voluta

IVREA – Il viaggio missionario, che una trentina di giovani della nostra Diocesi intraprenderanno ad agosto insieme al vescovo Daniele, si avvicina a grandi passi. In questi mesi abbiamo avuto la possibilità di conoscere i giovani che partiranno e di seguirli durante i loro incontri di preparazione, tutti raccontati nei numeri passati di questo giornale, senza dimenticare il “mandato” ricevuto in Cattedrale nella solenne Veglia di Pentecoste che pure abbiamo raccontato. A meno di due mesi dalla partenza possiamo dirvi che le domande, le curiosità, le emozioni e la voglia di partire di tutti i componenti del gruppo si sono fatte sempre più forti.

Dietro ad ogni ragazzo del gruppo si nasconde una storia diversa, una storia che l’ha portato, quest’anno, a dire di sì alla proposta di far parte del viaggio missionario. Ogni giovane partirà con aspettative diverse e sta vivendo in modo differente l’avvicinarsi della partenza. In tutti, però, c’è la consapevolezza che camminare insieme ad un gruppo, avere qualcuno con cui condividere le gioie e le difficoltà che incontreranno è certamente un aspetto fondamentale e motivo di crescita umana e spirituale. Allo stesso modo, in molti non vedono l’ora di conoscere le persone che
incontreranno e che li ospiteranno, insieme alla loro cultura e alle loro tradizioni.

Proponiamo una seconda tornata di interviste, per conoscerli meglio e prepararci anche noi ad accompagnarli, idealmente, in questo viaggio di cui ora conosciamo l’itinerario: partenza da Ivrea in piena notte del 17 agosto, aeroporto di Milano e poi Parigi e arrivo a Salvador de Bahia nel pomeriggio dello stesso giorno (il fuso orario è di 5 ore in meno rispetto all’Italia). Pernottamento presso il Centro di formazione nel Quartiere di Itapuã, gestito dalle Suore della Congregazione Figlie dell’Amore Divino. Il giorno successivo sarà dedicato alla visita della città (foto 1 di repertorio). Mercoledì 19 agosto al mattino presto partenza per Barra in bus, che si raggiunge dopo circa 10 ore di viaggio; accoglienza, visita, incontri, celebrazione della Messa, serata e sistemazione organizzata dalla comunità locale. Il giorno successivo alle 7 del mattino partenza per Mansidȃo (foto 2 di repertorio) con arrivo previsto dopo 4 ore di bus e accoglienza all’Asilo Laura Pasqua. Anche qui visita, incontri, Messa, serata e sistemazione organizzata dalla comunità locale. Venerdì 21 agosto alle 8 partenza per Santa Rita de Cassia, con soste ad Aroeiras e S. Josè; per le ore 13 è previsto l’arrivo a Santa Rita; pranzo, visita, incontri, Messa, serata e sistemazione organizzata dalla comunità locale. La mattinata di sabato 22 agosto sarà dedicata al Sindacato locale mentre al pomeriggio ripartenza alla volta di Formosa do rio Preto con il consueto programma serale. Domenica 23 agosto, mattinata a Formosa e al pomeriggio partenza per Barreiras con arrivo previsto verso le 17. Sarà il diacono Danilo Grindatto che avrà in carico l’accoglienza, le visite e il pernottamento del gruppo di giovani che il giorno successivo
resteranno a Barreiras così come la mattinata seguente prima di risalire in bus verso Salvador de Bahia a cui si arriva dopo una notte di viaggio. La giornata servirà a riprendere le forze e prepararsi al viaggio di ritorno in Italia, passando sempre da Parigi con volo Air France, poi a Milano e quindi ad Ivrea dove il gruppo approderà verso le 20 di giovedì 27 agosto.

Che senso dai a questo viaggio missionario?

Questo viaggio missionario in Brasile lo considero come una chiamata di Dio: un’occasione concreta per testimoniare il Vangelo alle persone che incontrerò in una realtà completamente diversa – ci risponde il diacono Simone Mezzano –. Credo che la missione non consista soltanto nel portare qualcosa agli altri, ma anche nel lasciarsi evangelizzare da loro. Desidero che questa esperienza mi aiuti a comprendere meglio il valore del servizio gratuito, della carità, dell’umiltà e della fraternità: pilastri che sorreggono il mio servizio da diacono permanente. Non pretendo di cambiare la vita delle persone, ma vorrei essere uno strumento di Dio attraverso il mio carisma, capace di donare un sorriso, un gesto di vicinanza e la testimonianza sincera della mia fede. Per questo parto con il desiderio di servire, ma anche con il cuore aperto a tutto ciò che il Signore vorrà insegnarmi attraverso questa esperienza.

Qual è stata la prima cosa che hai pensato quando hai saputo che saresti partito proprio per il Brasile?

Con il giusto discernimento ho pensato che Dio mi stesse proponendo un pellegrinaggio dell’anima – continua Simone –. È una vera e propria sfida che vivrò per la prima volta, andando oltre le mie abitudini e le mie sicurezze, per veder splendere negli occhi delle persone, soprattutto dei bambini, la bellezza del Signore. Proprio in loro risiedono la vera essenza e l’umiltà che contraddistinguono quella terra. Partirò con il pensiero di Madre Teresa: “Sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient’altro. È Lui che pensa. È Lui che scrive”. Lascerò a Dio il compito di scrivere la storia, giorno per giorno, con i colori della vita.

Perché hai scelto un viaggio missionario e non una vacanza al mare?

Quando ho saputo della possibilità di partire per la missione – ci racconta Andrea –, ammetto che avevo già mezzo organizzato un’estate al mare. Quelle classiche ferie prese per rilassarsi e staccare dalla quotidianità ma che nulla hanno a che vedere con la gioia e la bellezza di poter dire di sì ad un’esperienza speciale come quella missionaria. La scelta di un viaggio missionario nasce dalla volontà di conoscere un nuovo pezzo di mondo e fare esperienza di Chiesa una volta di più! Oggi è importante per noi giovani essere del mondo portando, anche con queste piccole azioni, la Parola di Dio e la nostra gioia ai tanti che incontreremo, cercando di creare un mondo pieno di ponti e non di muri e diffidenza. La scelta della missione ha subito fatto breccia e ancor di più quando ho visto il gruppo popolarsi di tanti giovani che come me avevano scelto di lasciare il mare… a quando andremo in pensione!

Che importanza dai al guardare per imparare a conoscere?

Penso sia uno dei tratti fondamentali per vivere il mondo odierno – risponde Andre –. La nostra esperienza missionaria passerà tanto dal conoscere una cultura diversa dalla nostra ma che ha
tanto da insegnarci e da donarci. Credo che la bellezza della missione sia proprio quello di volersi accostare ad un mondo nuovo e tornare a casa cambiati. Tutto questo vivendolo con giovani del nostro territorio e accompagnati da chi le missioni le ha viste nascere e sicuramente ci racconterà la storia della nostra Chiesa diocesana in un luogo distante ma sempre cresciuto in comunione.

Cosa ti entusiasma di più? Il viaggio, la compagnia, l’esperienza, l’incontro con persone di altre culture e tradizioni?

Sono molto entusiasta per questa esperienza in generale – ci dice Vittoria – innanzitutto perché non ho mai viaggiato al di fuori dell’Europa. Mi affascina molto l’idea di incontrare persone di una cultura e lingua diverse dalla mia. Infatti, non vedo l’ora di immergermi nella loro quotidianità e poter imparare qualcosa dalle loro abitudini e tradizioni. Ho sempre voluto affrontare un’esperienza del genere anche per mettermi alla prova e scoprire qualcosa in più su me stessa. Inoltre, la compagnia sarà fondamentale e orienterà l’andamento dell’intero viaggio: spero
infatti di poter stringere nuove amicizie con i miei compagni di missione e con la gente del posto.

Cosa ne pensano i tuoi genitori? Che supporto hai avuto?

I miei genitori sono molto felici che io e mio fratello Alessandro abbiamo deciso di nostra iniziativa di intraprendere questa esperienza – continua Vittoria –. Sono consapevoli che non sarà un viaggio facile da affrontare e che ci vorrà molto impegno e spirito di adattamento per abituarsi ad una realtà molto diversa dalla nostra. Pensano entrambi che sarà un’esperienza faticosa ma costruttiva, che ci farà crescere e ci cambierà nel profondo. Devo però ammettere che sono anche un po’ preoccupati per la nostra sicurezza ma li rassicura il fatto che non saremo da soli, bensì in gruppo. In questi mesi di preparazione i nostri genitori ci hanno supportato in ogni modo possibile e continuano a farlo ogni giorno. Dal punto di vista economico hanno fatto dei sacrifici per permetterci di affrontare questo viaggio, inoltre ci hanno aiutato con le iniziative di autofinanziamento nella nostra Parrocchia di Montanaro. Ci hanno anche sostenuto partecipando ad alcune Messe-cena organizzate dal nostro vescovo e alla Messa della Veglia di Pentecoste, durante la quale abbiamo ricevuto il mandato missionario.

marian sallam e lorenzo di silvestro (Il Risveglio Popolare, 25 giugno 2026)

Solennità di San Savino, vescovo e martire, patrono di Ivrea

SABATO 4 LUGLIO 2026

  • ore 17.00 – Chiesa di S. Nicola da Tolentino (piazza Duomo). Investitura dei Priori alla presenza di mons. Vescovo e venerazione delle reliquie di San Savino in Cattedrale

LUNEDÌ 6 LUGLIO

  • ore 19.30 – Chiesa di San Grato (Borghetto). Primi Vespri solenni alla presenza delle reliquie del Santo presieduti da mons. Vescovo

MARTEDÌ 7 LUGLIO

  • ore 9.30 – Chiesa di S. Grato (Borghetto). Ora Terza e Processione con le reliquie del Santo verso la Cattedrale (via Gozzano, via delle Rocchette, via Guarnotta, piazza Gioberti, via Arduino, piazza di Città, via Palestro, piazza Balla, via Varmondo)
  • ore 11.00 – Chiesa Cattedrale. SANTA MESSA PONTIFICALE PRESIEDUTA DA S.E.R. MONS. DANIELE SALERA, VESCOVO DI IVREA

A Ivrea il viaggio tra i nomadi dell’Iran con il libro-reportage di Anna De Stefano. 20 giugno 2026

Uno sguardo intimo, ravvicinato e profondamente empatico su una delle comunità più affascinanti e meno comprese del Medio Oriente. Sabato 20 giugno, alle ore 18:00, presso l’Aula Magna del Centro Pastorale Diocesano (via Varmondo Arborio 9, Ivrea), la psicologa e scrittrice eporediese Anna De Stefano presenterà il suo ultimo libro-reportage: “Qashqai, i nomadi dell’Iran, una nazione nella nazione”.
L’incontro, organizzato dalla Caritas Diocesana in collaborazione con la Curia di Ivrea, il Lions Club Terre di Mezzo e il Comitato Centro Storico Alto, offre una prospettiva capovolta sulle dinamiche sociali iraniane. Forte di una lunga esperienza nelle missioni umanitarie internazionali, l’autrice condivide la sua immersione nella vita dei Qashqai: ha vissuto nelle loro tende, ha condiviso i ritmi della transumanza e ha riportato la forza e la fiera libertà delle sue donne.
“Ho cercato di raccontare con parole e immagini la storia del popolo Qashqai. Ho mangiato con loro, ho dormito nelle loro tende e mi sono svegliata all’alba per vedere le greggi allontanarsi al sorgere del sole”.
Il reportage non cede al romanticismo, ma affronta le minacce della modernità, della burocrazia e delle pressioni geopolitiche che rischiano di far sbiadire questa cultura millenaria.
La serata, moderata all’insegna del dialogo, vedrà anche la straordinaria partecipazione di Soheila Pirmoradian, imprenditrice arrivata direttamente dall’Iran.
Alle ore 17.00 visita guidata gratuita al Museo Diocesano, via Varmondo Arborio 28
L’evento unisce cultura e solidarietà.
L’intero ricavato dei libri sarà devoluto alla Caritas Diocesana per finanziare i progetti di assistenza sul territorio.

Giovani, destinazione Brasile

IVREA – I giovani si muovono, rispondono con entusiasmo a proposte serie, che chiedono il loro impegno. Oggi si racconta di giovani smarriti, disillusi o distanti… ma ci sono storie che vanno in direzione opposta. Qui in diocesi abbiamo, ad esempio, una trentina di giovani che ad agosto saranno in Brasile insieme al Vescovo, protagonisti di un’esperienza missionaria che non è
soltanto un viaggio, ma un percorso di fede, servizio e crescita umana; si mettono in gioco, decidono di attraversare un oceano per incontrare altri volti, altre povertà, altre speranze. Dietro a questa partenza c’è una Chiesa viva, capace ancora oggi di parlare ai giovani, di accompagnarli, di educarli al dono e alla responsabilità. Una Chiesa che investe tempo, energie e risorse perché le nuove generazioni possano scoprire il valore dell’incontro, della solidarietà e della fraternità concreta. Anche grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, il Centro Missionario diocesano e il Servizio di Pastorale Giovanile possono trasformare desideri e intuizioni in esperienze reali, aprendo strade che aiutano i ragazzi a diventare adulti consapevoli e generosi. E c’è il vescovo Daniele che nei mesi scorsi ha lanciato l’iniziativa.

Qui di seguito raccogliamo alcune delle loro voci, voci di giovani che hanno detto “sì” a una chiamata che parla di condivisione, coraggio e speranza. Perché quando la Chiesa cammina accanto ai giovani, i giovani sanno ancora sorprendere il mondo. Oggi vivono la preparazione a quel viaggio, studiano la lingua, pregano, si incontrano e si confrontano con i “vecchi” missionari che in quelle terre hanno lavorato per anni.

Come avete saputo del Viaggio Missionario e perché avete deciso di partire?

“L’esperienza del viaggio missionario in Brasile ci è stata proposta durante l’ultimo campo invernale alla Casa Alpina Gino Pistoni – ci rispondono Dario e Giorgia –. In quel momento qualcosa si è subito smosso dentro di noi e negli sguardi di chi avevamo intorno. I racconti di chi aveva visto nascere e crescere le missioni diocesane in Brasile e le aveva vissute in prima persona ci hanno colpito profondamente. Con le loro parole abbiamo percepito quanto un’esperienza simile possa lasciare un segno autentico nella vita di una persona. Anche le immagini dei luoghi che visiteremo, che ci sono state mostrate, hanno contribuito ad alimentare in noi il desiderio di partire davvero, di uscire dalle nostre abitudini per andare incontro a una realtà diversa dalla nostra.

Che approccio hai adottato al viaggio missionario ormai cosi vicino?

“Con la Diocesi di Ivrea, accompagnati dal vescovo Daniele e dall’Ufficio Missionario Diocesano, vivrò questo viaggio con lo spirito di chi desidera prima di tutto ascoltare, scoprire e imparare – racconta Miriam –. Non parto con la pretesa di ‘portare’ qualcosa, ma con la volontà di lasciarmi cambiare dall’incontro con persone, culture e modi di vivere differenti. Tutti noi crediamo che il valore più grande di un’esperienza come questa sia proprio la possibilità di aprirsi agli altri con semplicità, condividendo tempo, sorrisi ed esperienze autentiche che possano arricchire lo spirito, per poi tornare a casa con uno sguardo nuovo sul mondo e sulla nostra quotidianità”.

Come ti stai preparando e che cosa metterai nello zaino?

“Innanzitutto sto studiando il portoghese-brasiliano per cercare di capire qualcosa e con l’obiettivo di imparare a suonare e cantare diverse canzoni del posto – ci dice Davide –. Da Ivrea porterò dei regalini da lasciare alle comunità che visiteremo. Nello zaino non potranno mancare gli accordi e gli spartiti del nostro repertorio. Non vedo l’ora di partire!”

Quali racconti ti hanno colpito durante gli incontri di preparazione?

“Ho aspettative molto alte perché so che sarà un’esperienza importante che mi cambierà profondamente – confida Alessandro –. Lo penso per diversi motivi; perché saremo a stretto contatto con la gente del posto e verremo ospitati nelle famiglie e poi perché ci saranno molti momenti di preghiera insieme. Sono consapevole che questo non sarà un viaggio-turistico ma un viaggio-missionario rivolto alla gente. Nella preparazione mi ha colpito la testimonianza di un ragazzo che ha fatto un’esperienza di tre mesi in Kenya: ha detto di avere iniziato, dopo essere rientrato, ad apprezzare di più le piccole cose nella sua vita quotidiana perché ha capito di aver ricevuto molto più di quanto pensava di poter offrire. Sono stato contento di aver ascoltato anche le testimonianze di don Giuseppe Bergesio e don Giovanni Giachino che erano stati missionari in Brasile; mi ha toccato profondamente quando hanno raccontato di aver tolto molti bambini dalla strada”.

Per alcuni sarà la prima volta in giro per il mondo, per altri no…

“Da tantissimi anni partecipo ai pellegrinaggi a Lourdes e quindi la Francia la diamo per fatta, idem per Austria e Spagna – dice Chiara –. L’estate scorsa sono stata 10 giorni in Egitto (posti bellissimi, culture meravigliose) ma a chiudere questa breve lista ho lasciato il Portogallo, perché porta con sé forse l’esperienza migliore della mia vita, la Giornata Mondiale della Gioventù nel
2023 a Lisbona. Il Portogallo porta con sé infinite emozioni, tantissime amicizie, troppe bandiere e persone per poterle ricordare tutte. Ricordo di essere partita senza aspettarmi nulla, con il
cuore aperto a tutto quello che sarebbe venuto, ed è stata la scelta migliore. È proprio per questo motivo e memore di questa esperienza che anche per il viaggio in Brasile che ci attende parto senza obiettivi prefissati, ma ‘solo’ con l’immensa voglia di conoscere, incontrare e amare l’altro. In quest’ottica tutto quello ne verrà non potrà che essere meraviglioso, un meraviglioso viaggio”.

interviste a cura di Marian Sallam, ha collaborato Lorenzo Di Silvestro (Il Risveglio Popolare, 28 maggio 2026)


Diversi carismi e ministeri

[…] Ad animare la Veglia le chitarre e le voci dei giovani (foto a destra), parte dei quali parteciperà al viaggio missionario in Brasile ad agosto, a cui si sono associate le voci dei tanti fedeli presenti in Cattedrale. A quei giovani il vescovo, prima della benedizione finale consegnerà il crocifisso (foto in alto), uno ciascuno, “il mandato” per una esperienza di fede, di condivisione, di testimonianza da vivere oltreoceano dove sacerdoti, laici e consacrati della nostra diocesi sono stati impegnati nei lunghi anni di impegno missionario. Non prima però di averli interrogati, radunati insieme ai piedi del presbiterio: “le angosce di ogni uomo vi manda per essere segni di fraternità e di vicinanza nello stile del Vangelo di Gesù – indica il vescovo che poi chiede – siete pronti a partire in semplicità di cuore portando la gioia del Vangelo a tutti quelli che il Signore vi farà incontrare? Siete pronti ad abbandonare le vostre abitudini, i luoghi conosciuti per vivere nella disponibilità allo spirito e nella comunione fra di voi la missione in una Chiesa mai incontrata prima? Convinta e vivace la risposta con quel “si” tipico della cristallina voce dei giovani. “Guarda con bontà, o Padre, questi tuoi figli che hanno risposto con gioia alla tua chiamata missionaria per camminare verso l’altro e cercare la verità nelle cose più semplici – ha pregato il vescovo –. Confermali nel loro proposito con la tua benedizione. Con l’ascolto assiduo della tua Parola e nutriti alla tua mensa si impegnino a seguire le orme di Cristo e testimonino ai fratelli e alle sorelle che incontreranno nel loro cammino la luce della speranza che non viene mai meno”.

carlo maria zorzi (Il Risveglio Popolare, 28 maggio 2026)