Archivi della categoria: viaggio missionario in brasile 2026

Come si riempie lo zaino di chi andrà in Brasile

IVREA – Sabato 18 luglio, nel salone parrocchiale del Sacro Cuore di Ivrea, è andato in scena lo spettacolo preparato dai giovani che partiranno per un viaggio missionario in Brasile il mese prossimo. La serata prevedeva un primo momento di apericena in condivisione, in cui i ragazzi si sono resi disponibili a raccontare le loro emozioni all’avvicinarsi della partenza. A sorpresa, inoltre, è stato possibile ascoltare le testimonianze di chi in missione ci era già stato. Una volta conclusa la cena, il vescovo Daniele ha dato avvio al momento centrale della serata. Attraverso la metaforica preparazione dello zaino necessario per la partenza, i giovani ci hanno accompagnato in un viaggio nel tempo tra il passato e il presente delle missioni della nostra Diocesi in Brasile. Alcuni di loro hanno raccontato le loro storie e le loro aspettative, richiamando le interviste che sono state pubblicate nelle settimane passate su questo giornale. Altri, insieme a don
Gianni Giachino e don Josè Bergesio (ex missionari Fidei donum), hanno descritto le realtà che incontreranno una volta atterrati e hanno ripercorso la storia che ha portato alla nascita delle singole iniziative missionarie. Il tutto è stato accompagnato da musiche e canti brasiliani e non solo, realizzate dagli stessi ragazzi.

Man mano che si avvicinava la conclusione dello spettacolo, lo zaino si riempiva di oggetti di varia natura: l’indispensabile antizanzare, la crema solare, gli strumenti musicali, un dizionario italiano-portoghese e perfino l’immancabile “Settimana Enigmistica”. Quello, però, che hanno voluto sottolineare i giovani, è stato che la preparazione del loro zaino personale, in realtà, procede ormai da parecchi mesi. Non vi hanno ancora inserito oggetti materiali, ma il loro bagaglio si è riempito di racconti, di consigli e ancor di più di amicizie e di incontri. “È importante – ha detto uno di loro – lasciare dello spazio anche per tutte le nuove amicizie e i nuovi legami che nasceranno una volta arrivati in Brasile”.

Nella riflessione conclusiva, accompagnata da alcuni canti di Taizè, i ragazzi hanno infine comunicato come andare in Brasile sarà per loro un modo per guardare il mondo con occhi diversi. La vera missione, però, li aspetta – come aspetta ognuno di noi – nelle nostre case, nelle nostre parrocchie e nelle nostre realtà. Ogni giorno siamo chiamati attraverso piccoli gesti ad essere missionari nella nostra vita quotidiana. “Non è indispensabile andare lontano: io, tu, tutti noi, possiamo essere missionari qui e ora”.

lorenzo di silvestro e marian sallam (Il Risveglio Popolare, 23 luglio 2026)


Il vero senso del viaggio. In Brasile col cuore aperto a scoprire nuove realtà

IVREA –- Se avete seguito con passione la preparazione del gruppo di giovani missionari che in agosto andranno in Brasile insieme al Vescovo Daniele, se vi interessa scoprire qualcosa in più su quello che andranno a fare o se semplicemente l’argomento delle missioni vi ha incuriosito, siete invitati per una serata di racconto e di testimonianza in programma sabato 18 luglio alle ore 19 presso l’oratorio del Sacro Cuore di Ivrea. Sarà sicuramente un modo per conoscere direttamente le ragazze e i ragazzi che partiranno, e perché no, ascoltare in prima persona ciò che in questi mesi abbiamo provato a raccontare per iscritto. Intanto continuiamo a porre qualche domanda e a sollecitare qualche commento dei partenti.

“Manca solo un mese alla partenza. È incredibile, il tempo sembra essere volato. Non so ancora esattamente cosa aspettarmi, però non vedo l’ora di arrivare in Brasile”: queste sono le sensazioni di uno dei ragazzi che il 17 agosto, insieme al nostro vescovo, si imbarcherà sul volo che porterà tutto il gruppo di giovani missionari da Milano a Salvador de Bahia, dopo aver fatto scalo a Parigi. Parlando con loro è facile capire come i loro cuori e le loro conversazioni siano pieni di domande e dubbi: cosa ci aspetterà una volta atterrati? Saremo in grado di comunicare con chi ci accoglierà? Come affronteremo le difficoltà che incontreremo? La cosa, però, che veramente colpisce è la luce che hanno negli occhi di questi ragazzi e ragazze mentre si pongono questi interrogativi.

“Ho provato ad imparare il brasiliano in meno di due mesi – dice sorridendo uno di loro –: so che non sarà come essere un madrelingua, però confido che riuscirò a farmi capire”. “Più sento parlare del Brasile e ascolto i racconti di chi è stato in missione per parecchi anni, più sono emozionata – continua una delle ragazze –. Sono sicura che una volta conosciute le persone che incontreremo, avrò l’occasione di scoprire un punto di vista sul mondo che altrimenti non avrei mai potuto avere. Anche se non riuscissi a dare concretamente una mano, una volta tornata
in Italia, sarò in grado di osservare le difficoltà con occhi diversi e magari trovare soluzioni là dove prima vedevo solo ostacoli”.

Ricordiamo che i giovani che andranno in Brasile avranno modo di conoscere le diverse realtà costruite da chi, anni prima, partendo proprio da Ivrea, fu missionario nel paese sudamericano. Proprio i primi missionari hanno fatto da guida e da consiglieri a coloro che si stanno preparando alla partenza. Gli incontri di preparazione sono stati numerosi; i principali, raccontati puntualmente su questo giornale hanno permesso ai ragazzi di scoprire la cultura e le tradizioni del Brasile, la sua lingua e la sua storia, ma anche le numerose missioni che la Diocesi di Ivrea ha sostenuto negli anni.

“Credo che sulla teoria ormai siamo ferrati – sostiene uno di loro –: abbiamo avuto degli ottimi ‘insegnanti’. In particolare, mi ha colpito la videochiamata che abbiamo potuto fare con il diacono Danilo Grindatto, che si trova in Brasile da ormai trent’anni. I suoi consigli sono stati molto preziosi e le sue parole sono state le prime testimonianze dirette di ciò che incontreremo. Mettere in pratica ciò che si è imparato, sarà sicuramente più complesso, però non vedo l’ora di mettermi alla prova”. “Ma alla fine, perché hai deciso di partire?”, chiediamo a una delle ragazze. “Non so ancora perché ho scelto di fare questa esperienza – ammette –. È difficile da spiegare, ma quando me l’hanno proposto sapevo semplicemente che ‘Sì’ era la risposta giusta. Sentivo che fosse la strada che ero chiamata a percorrere. In realtà, penso che ognuno di noi ne abbia una: credo che il segreto per trovarla sia rimanere in ascolto”.

lorenzo di silvestro marian sallam (Il Risveglio Popolare, 16 luglio 2026)

Viaggio missionario in Brasile. I partecipanti spiegano il perché di una scelta meditata e voluta

IVREA – Il viaggio missionario, che una trentina di giovani della nostra Diocesi intraprenderanno ad agosto insieme al vescovo Daniele, si avvicina a grandi passi. In questi mesi abbiamo avuto la possibilità di conoscere i giovani che partiranno e di seguirli durante i loro incontri di preparazione, tutti raccontati nei numeri passati di questo giornale, senza dimenticare il “mandato” ricevuto in Cattedrale nella solenne Veglia di Pentecoste che pure abbiamo raccontato. A meno di due mesi dalla partenza possiamo dirvi che le domande, le curiosità, le emozioni e la voglia di partire di tutti i componenti del gruppo si sono fatte sempre più forti.

Dietro ad ogni ragazzo del gruppo si nasconde una storia diversa, una storia che l’ha portato, quest’anno, a dire di sì alla proposta di far parte del viaggio missionario. Ogni giovane partirà con aspettative diverse e sta vivendo in modo differente l’avvicinarsi della partenza. In tutti, però, c’è la consapevolezza che camminare insieme ad un gruppo, avere qualcuno con cui condividere le gioie e le difficoltà che incontreranno è certamente un aspetto fondamentale e motivo di crescita umana e spirituale. Allo stesso modo, in molti non vedono l’ora di conoscere le persone che
incontreranno e che li ospiteranno, insieme alla loro cultura e alle loro tradizioni.

Proponiamo una seconda tornata di interviste, per conoscerli meglio e prepararci anche noi ad accompagnarli, idealmente, in questo viaggio di cui ora conosciamo l’itinerario: partenza da Ivrea in piena notte del 17 agosto, aeroporto di Milano e poi Parigi e arrivo a Salvador de Bahia nel pomeriggio dello stesso giorno (il fuso orario è di 5 ore in meno rispetto all’Italia). Pernottamento presso il Centro di formazione nel Quartiere di Itapuã, gestito dalle Suore della Congregazione Figlie dell’Amore Divino. Il giorno successivo sarà dedicato alla visita della città (foto 1 di repertorio). Mercoledì 19 agosto al mattino presto partenza per Barra in bus, che si raggiunge dopo circa 10 ore di viaggio; accoglienza, visita, incontri, celebrazione della Messa, serata e sistemazione organizzata dalla comunità locale. Il giorno successivo alle 7 del mattino partenza per Mansidȃo (foto 2 di repertorio) con arrivo previsto dopo 4 ore di bus e accoglienza all’Asilo Laura Pasqua. Anche qui visita, incontri, Messa, serata e sistemazione organizzata dalla comunità locale. Venerdì 21 agosto alle 8 partenza per Santa Rita de Cassia, con soste ad Aroeiras e S. Josè; per le ore 13 è previsto l’arrivo a Santa Rita; pranzo, visita, incontri, Messa, serata e sistemazione organizzata dalla comunità locale. La mattinata di sabato 22 agosto sarà dedicata al Sindacato locale mentre al pomeriggio ripartenza alla volta di Formosa do rio Preto con il consueto programma serale. Domenica 23 agosto, mattinata a Formosa e al pomeriggio partenza per Barreiras con arrivo previsto verso le 17. Sarà il diacono Danilo Grindatto che avrà in carico l’accoglienza, le visite e il pernottamento del gruppo di giovani che il giorno successivo
resteranno a Barreiras così come la mattinata seguente prima di risalire in bus verso Salvador de Bahia a cui si arriva dopo una notte di viaggio. La giornata servirà a riprendere le forze e prepararsi al viaggio di ritorno in Italia, passando sempre da Parigi con volo Air France, poi a Milano e quindi ad Ivrea dove il gruppo approderà verso le 20 di giovedì 27 agosto.

Che senso dai a questo viaggio missionario?

Questo viaggio missionario in Brasile lo considero come una chiamata di Dio: un’occasione concreta per testimoniare il Vangelo alle persone che incontrerò in una realtà completamente diversa – ci risponde il diacono Simone Mezzano –. Credo che la missione non consista soltanto nel portare qualcosa agli altri, ma anche nel lasciarsi evangelizzare da loro. Desidero che questa esperienza mi aiuti a comprendere meglio il valore del servizio gratuito, della carità, dell’umiltà e della fraternità: pilastri che sorreggono il mio servizio da diacono permanente. Non pretendo di cambiare la vita delle persone, ma vorrei essere uno strumento di Dio attraverso il mio carisma, capace di donare un sorriso, un gesto di vicinanza e la testimonianza sincera della mia fede. Per questo parto con il desiderio di servire, ma anche con il cuore aperto a tutto ciò che il Signore vorrà insegnarmi attraverso questa esperienza.

Qual è stata la prima cosa che hai pensato quando hai saputo che saresti partito proprio per il Brasile?

Con il giusto discernimento ho pensato che Dio mi stesse proponendo un pellegrinaggio dell’anima – continua Simone –. È una vera e propria sfida che vivrò per la prima volta, andando oltre le mie abitudini e le mie sicurezze, per veder splendere negli occhi delle persone, soprattutto dei bambini, la bellezza del Signore. Proprio in loro risiedono la vera essenza e l’umiltà che contraddistinguono quella terra. Partirò con il pensiero di Madre Teresa: “Sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient’altro. È Lui che pensa. È Lui che scrive”. Lascerò a Dio il compito di scrivere la storia, giorno per giorno, con i colori della vita.

Perché hai scelto un viaggio missionario e non una vacanza al mare?

Quando ho saputo della possibilità di partire per la missione – ci racconta Andrea –, ammetto che avevo già mezzo organizzato un’estate al mare. Quelle classiche ferie prese per rilassarsi e staccare dalla quotidianità ma che nulla hanno a che vedere con la gioia e la bellezza di poter dire di sì ad un’esperienza speciale come quella missionaria. La scelta di un viaggio missionario nasce dalla volontà di conoscere un nuovo pezzo di mondo e fare esperienza di Chiesa una volta di più! Oggi è importante per noi giovani essere del mondo portando, anche con queste piccole azioni, la Parola di Dio e la nostra gioia ai tanti che incontreremo, cercando di creare un mondo pieno di ponti e non di muri e diffidenza. La scelta della missione ha subito fatto breccia e ancor di più quando ho visto il gruppo popolarsi di tanti giovani che come me avevano scelto di lasciare il mare… a quando andremo in pensione!

Che importanza dai al guardare per imparare a conoscere?

Penso sia uno dei tratti fondamentali per vivere il mondo odierno – risponde Andre –. La nostra esperienza missionaria passerà tanto dal conoscere una cultura diversa dalla nostra ma che ha
tanto da insegnarci e da donarci. Credo che la bellezza della missione sia proprio quello di volersi accostare ad un mondo nuovo e tornare a casa cambiati. Tutto questo vivendolo con giovani del nostro territorio e accompagnati da chi le missioni le ha viste nascere e sicuramente ci racconterà la storia della nostra Chiesa diocesana in un luogo distante ma sempre cresciuto in comunione.

Cosa ti entusiasma di più? Il viaggio, la compagnia, l’esperienza, l’incontro con persone di altre culture e tradizioni?

Sono molto entusiasta per questa esperienza in generale – ci dice Vittoria – innanzitutto perché non ho mai viaggiato al di fuori dell’Europa. Mi affascina molto l’idea di incontrare persone di una cultura e lingua diverse dalla mia. Infatti, non vedo l’ora di immergermi nella loro quotidianità e poter imparare qualcosa dalle loro abitudini e tradizioni. Ho sempre voluto affrontare un’esperienza del genere anche per mettermi alla prova e scoprire qualcosa in più su me stessa. Inoltre, la compagnia sarà fondamentale e orienterà l’andamento dell’intero viaggio: spero
infatti di poter stringere nuove amicizie con i miei compagni di missione e con la gente del posto.

Cosa ne pensano i tuoi genitori? Che supporto hai avuto?

I miei genitori sono molto felici che io e mio fratello Alessandro abbiamo deciso di nostra iniziativa di intraprendere questa esperienza – continua Vittoria –. Sono consapevoli che non sarà un viaggio facile da affrontare e che ci vorrà molto impegno e spirito di adattamento per abituarsi ad una realtà molto diversa dalla nostra. Pensano entrambi che sarà un’esperienza faticosa ma costruttiva, che ci farà crescere e ci cambierà nel profondo. Devo però ammettere che sono anche un po’ preoccupati per la nostra sicurezza ma li rassicura il fatto che non saremo da soli, bensì in gruppo. In questi mesi di preparazione i nostri genitori ci hanno supportato in ogni modo possibile e continuano a farlo ogni giorno. Dal punto di vista economico hanno fatto dei sacrifici per permetterci di affrontare questo viaggio, inoltre ci hanno aiutato con le iniziative di autofinanziamento nella nostra Parrocchia di Montanaro. Ci hanno anche sostenuto partecipando ad alcune Messe-cena organizzate dal nostro vescovo e alla Messa della Veglia di Pentecoste, durante la quale abbiamo ricevuto il mandato missionario.

marian sallam e lorenzo di silvestro (Il Risveglio Popolare, 25 giugno 2026)

Giovani, destinazione Brasile

IVREA – I giovani si muovono, rispondono con entusiasmo a proposte serie, che chiedono il loro impegno. Oggi si racconta di giovani smarriti, disillusi o distanti… ma ci sono storie che vanno in direzione opposta. Qui in diocesi abbiamo, ad esempio, una trentina di giovani che ad agosto saranno in Brasile insieme al Vescovo, protagonisti di un’esperienza missionaria che non è
soltanto un viaggio, ma un percorso di fede, servizio e crescita umana; si mettono in gioco, decidono di attraversare un oceano per incontrare altri volti, altre povertà, altre speranze. Dietro a questa partenza c’è una Chiesa viva, capace ancora oggi di parlare ai giovani, di accompagnarli, di educarli al dono e alla responsabilità. Una Chiesa che investe tempo, energie e risorse perché le nuove generazioni possano scoprire il valore dell’incontro, della solidarietà e della fraternità concreta. Anche grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, il Centro Missionario diocesano e il Servizio di Pastorale Giovanile possono trasformare desideri e intuizioni in esperienze reali, aprendo strade che aiutano i ragazzi a diventare adulti consapevoli e generosi. E c’è il vescovo Daniele che nei mesi scorsi ha lanciato l’iniziativa.

Qui di seguito raccogliamo alcune delle loro voci, voci di giovani che hanno detto “sì” a una chiamata che parla di condivisione, coraggio e speranza. Perché quando la Chiesa cammina accanto ai giovani, i giovani sanno ancora sorprendere il mondo. Oggi vivono la preparazione a quel viaggio, studiano la lingua, pregano, si incontrano e si confrontano con i “vecchi” missionari che in quelle terre hanno lavorato per anni.

Come avete saputo del Viaggio Missionario e perché avete deciso di partire?

“L’esperienza del viaggio missionario in Brasile ci è stata proposta durante l’ultimo campo invernale alla Casa Alpina Gino Pistoni – ci rispondono Dario e Giorgia –. In quel momento qualcosa si è subito smosso dentro di noi e negli sguardi di chi avevamo intorno. I racconti di chi aveva visto nascere e crescere le missioni diocesane in Brasile e le aveva vissute in prima persona ci hanno colpito profondamente. Con le loro parole abbiamo percepito quanto un’esperienza simile possa lasciare un segno autentico nella vita di una persona. Anche le immagini dei luoghi che visiteremo, che ci sono state mostrate, hanno contribuito ad alimentare in noi il desiderio di partire davvero, di uscire dalle nostre abitudini per andare incontro a una realtà diversa dalla nostra.

Che approccio hai adottato al viaggio missionario ormai cosi vicino?

“Con la Diocesi di Ivrea, accompagnati dal vescovo Daniele e dall’Ufficio Missionario Diocesano, vivrò questo viaggio con lo spirito di chi desidera prima di tutto ascoltare, scoprire e imparare – racconta Miriam –. Non parto con la pretesa di ‘portare’ qualcosa, ma con la volontà di lasciarmi cambiare dall’incontro con persone, culture e modi di vivere differenti. Tutti noi crediamo che il valore più grande di un’esperienza come questa sia proprio la possibilità di aprirsi agli altri con semplicità, condividendo tempo, sorrisi ed esperienze autentiche che possano arricchire lo spirito, per poi tornare a casa con uno sguardo nuovo sul mondo e sulla nostra quotidianità”.

Come ti stai preparando e che cosa metterai nello zaino?

“Innanzitutto sto studiando il portoghese-brasiliano per cercare di capire qualcosa e con l’obiettivo di imparare a suonare e cantare diverse canzoni del posto – ci dice Davide –. Da Ivrea porterò dei regalini da lasciare alle comunità che visiteremo. Nello zaino non potranno mancare gli accordi e gli spartiti del nostro repertorio. Non vedo l’ora di partire!”

Quali racconti ti hanno colpito durante gli incontri di preparazione?

“Ho aspettative molto alte perché so che sarà un’esperienza importante che mi cambierà profondamente – confida Alessandro –. Lo penso per diversi motivi; perché saremo a stretto contatto con la gente del posto e verremo ospitati nelle famiglie e poi perché ci saranno molti momenti di preghiera insieme. Sono consapevole che questo non sarà un viaggio-turistico ma un viaggio-missionario rivolto alla gente. Nella preparazione mi ha colpito la testimonianza di un ragazzo che ha fatto un’esperienza di tre mesi in Kenya: ha detto di avere iniziato, dopo essere rientrato, ad apprezzare di più le piccole cose nella sua vita quotidiana perché ha capito di aver ricevuto molto più di quanto pensava di poter offrire. Sono stato contento di aver ascoltato anche le testimonianze di don Giuseppe Bergesio e don Giovanni Giachino che erano stati missionari in Brasile; mi ha toccato profondamente quando hanno raccontato di aver tolto molti bambini dalla strada”.

Per alcuni sarà la prima volta in giro per il mondo, per altri no…

“Da tantissimi anni partecipo ai pellegrinaggi a Lourdes e quindi la Francia la diamo per fatta, idem per Austria e Spagna – dice Chiara –. L’estate scorsa sono stata 10 giorni in Egitto (posti bellissimi, culture meravigliose) ma a chiudere questa breve lista ho lasciato il Portogallo, perché porta con sé forse l’esperienza migliore della mia vita, la Giornata Mondiale della Gioventù nel
2023 a Lisbona. Il Portogallo porta con sé infinite emozioni, tantissime amicizie, troppe bandiere e persone per poterle ricordare tutte. Ricordo di essere partita senza aspettarmi nulla, con il
cuore aperto a tutto quello che sarebbe venuto, ed è stata la scelta migliore. È proprio per questo motivo e memore di questa esperienza che anche per il viaggio in Brasile che ci attende parto senza obiettivi prefissati, ma ‘solo’ con l’immensa voglia di conoscere, incontrare e amare l’altro. In quest’ottica tutto quello ne verrà non potrà che essere meraviglioso, un meraviglioso viaggio”.

interviste a cura di Marian Sallam, ha collaborato Lorenzo Di Silvestro (Il Risveglio Popolare, 28 maggio 2026)


Diversi carismi e ministeri

[…] Ad animare la Veglia le chitarre e le voci dei giovani (foto a destra), parte dei quali parteciperà al viaggio missionario in Brasile ad agosto, a cui si sono associate le voci dei tanti fedeli presenti in Cattedrale. A quei giovani il vescovo, prima della benedizione finale consegnerà il crocifisso (foto in alto), uno ciascuno, “il mandato” per una esperienza di fede, di condivisione, di testimonianza da vivere oltreoceano dove sacerdoti, laici e consacrati della nostra diocesi sono stati impegnati nei lunghi anni di impegno missionario. Non prima però di averli interrogati, radunati insieme ai piedi del presbiterio: “le angosce di ogni uomo vi manda per essere segni di fraternità e di vicinanza nello stile del Vangelo di Gesù – indica il vescovo che poi chiede – siete pronti a partire in semplicità di cuore portando la gioia del Vangelo a tutti quelli che il Signore vi farà incontrare? Siete pronti ad abbandonare le vostre abitudini, i luoghi conosciuti per vivere nella disponibilità allo spirito e nella comunione fra di voi la missione in una Chiesa mai incontrata prima? Convinta e vivace la risposta con quel “si” tipico della cristallina voce dei giovani. “Guarda con bontà, o Padre, questi tuoi figli che hanno risposto con gioia alla tua chiamata missionaria per camminare verso l’altro e cercare la verità nelle cose più semplici – ha pregato il vescovo –. Confermali nel loro proposito con la tua benedizione. Con l’ascolto assiduo della tua Parola e nutriti alla tua mensa si impegnino a seguire le orme di Cristo e testimonino ai fratelli e alle sorelle che incontreranno nel loro cammino la luce della speranza che non viene mai meno”.

carlo maria zorzi (Il Risveglio Popolare, 28 maggio 2026)

La preparazione al viaggio in Brasile

IVREA – Continua il cammino di preparazione al Viaggio Missionario per i giovani che ad agosto partiranno per il Brasile. Le ultime settimane li hanno visti coinvolti, presso la casa alpina “Gino Pistoni” a Gressoney, in un incontro alla scoperta della storia e della cultura del Paese sudamericano: nell’occasione, attraverso le parole di don José Bergesio e di don Gianni Giachino (missionari di lungo corso), hanno potuto rivivere le tappe principali della storia delle missioni che la nostra Diocesi ha sostenuto e sostiene tuttora in Brasile.

Domenica 10 maggio, invece, è stato il momento del primo vero incontro con le realtà che accoglieranno questi giovani una volta atterrati oltreoceano. Infatti, in un confronto durato più di un’ora e vissuto all’interno dell’oratorio della Parrocchia del Sacro Cuore di Ivrea, i giovani missionari hanno avuto la possibilità di collegarsi in videochiamata con il diacono Danilo Grindatto. Danilo, canavesano che vive in pianta stabile in Brasile da ormai quasi trent’anni, ha illustrato nel dettaglio il programma del viaggio soffermandosi, in particolare, sulle realtà e le persone che i giovani incontreranno. Di fondamentale importanza sono stati anche i suoi avvisi e i racconti delle esperienze da lui vissute.

Un’altra tappa fondamentale, in vista delle partenza, è la partecipazione alla veglia di Pentecoste che avrà luogo sabato 23 maggio, alle 20.30 in Cattedrale di Ivrea. La celebrazione, che sarà presieduta dal nostro vescovo Daniele e che i giovani aiuteranno ad animare, oltre all’accoglienza dei candidati al diaconato permanente, prevederà la consegna del mandato missionario. Un mandato che i giovani riceveranno non solo per quanto riguarda i giorni che vivranno in Brasile, ma anche per la testimonianza che saranno in grado di dare una volta tornati ad Ivrea e nelle loro realtà di vita quotidiana. “Sarà un momento importante, che rafforzerà la nostra scelta e il nostro gruppo, e guiderà i nostri prossimi passi”, ha detto uno di loro al termine dell’incontro con il diacono Danilo.

lorenzo e marian (Il Risveglio Popolare, 21 maggio 2026)


Veglia di Pentecoste. Il mandato missionario

[…] Il secondo momento, in programma dopo la Comunione, è il “mandato” ai 34 giovani che ad agosto andranno in viaggio-missione in Brasile accompagnati dal vescovo. E non sarà un semplice viaggio: il mandato missionario che il vescovo conferirà a questi giovani della diocesi rappresenta, per la Chiesa locale, un gesto dal forte valore spirituale ed ecclesiale: una consegna, una chiamata, ma anche una responsabilità.

Ad agosto i ragazzi partiranno insieme al vescovo per il Brasile, dove visiteranno alcune missioni legate alla presenza e alla storia missionaria della diocesi. Incontreranno comunità cristiane, missionari, famiglie, giovani e realtà segnate spesso da povertà materiale ma da una fede viva e profondamente radicata. Sarà un’esperienza di condivisione, ascolto e servizio, destinata a lasciare un segno nella loro vita umana e spirituale.

Ma che cos’è, concretamente, il “mandato”? Nella tradizione della Chiesa il mandato missionario è il gesto con cui la comunità cristiana invia alcuni suoi membri a testimoniare il Vangelo. Non si tratta di una semplice benedizione né di una formula simbolica: è un atto ecclesiale che esprime il legame tra chi parte e l’intera comunità che lo accompagna con la preghiera, l’affetto e la corresponsabilità. Ricevere il mandato significa esser riconosciuti come testimoni inviati.

È la Chiesa che, attraverso il vescovo, affida una missione e chiede ai giovani di vivere quell’esperienza non da turisti o osservatori esterni, ma con lo stile dell’incontro, dell’ascolto e del servizio. In questo senso il mandato missionario ha anche un significato che va oltre il viaggio stesso. La missione, infatti, non termina con il ritorno dal Brasile. Anzi, per molti aspetti, comincia proprio allora. I giovani saranno chiamati a riportare nelle loro case, nelle parrocchie, nei gruppi e nella vita quotidiana quanto visto e vissuto: i volti incontrati, le domande ascoltate, la ricchezza di una Chiesa universale che parla lingue diverse ma condivide la stessa fede.

Il mandato diventa così anche un impegno a lasciarsi cambiare dall’esperienza missionaria e a trasformarla in testimonianza concreta nella vita di ogni giorno. Per questo il rito del conferimento assume un valore importante per tutta la diocesi: non riguarda soltanto la trentina di ragazzi, ma una comunità intera che attraverso di loro rinnova la propria vocazione missionaria.

La missione, del resto, non appartiene solo a chi parte. Appartiene a tutta la Chiesa. E quei giovani, inviati dal vescovo verso il Brasile, porteranno con sé il volto, la preghiera e la speranza di tutta la diocesi.

carlo maria zorzi (Il Risveglio Popolare, 21 maggio 2026)

Il Brasile di don Josè e don Gianni

GRESSONEY SAINTJEAN – Prosegue il cammino di preparazione del gruppo di giovani della nostra Diocesi che, questa estate, partirà per il viaggio missionario in Brasile. Venerdì 1° maggio, presso la Casa Alpina diocesana di Gressoney Saint-Jean, si è svolto un intenso pomeriggio di formazione, inserito all’interno del campo animatori proprio alla “Gino Pistoni” dal 30 aprile al 2 maggio.

Ad accompagnare i ragazzi in questa vera e propria “immersione” nella storia del Brasile e nello spirito della missione sono stati don José Bergesio e don Gianni Giachino (forti della loro esperienza missionaria in Brasile e in Africa), affiancati da Patricia Oliveira, segretaria del Centro Missionario Diocesano. La loro storia era stata ripercorsa anche attraverso le pagine di “Quaresima di Fraternità” pubblicate nelle sette settimane di Quaresima su questo giornale.

Don José ha offerto ai ragazzi un’infarinatura generale sulla storia del Brasile, arricchendo il racconto con alcuni aneddoti divertenti e “stra-ordinari”. Dopo un momento di confronto per definire le ultime date e gettare le basi per nuovi progetti, il gruppo ha ripreso focalizzandosi sulla storia della missione: don Gianni e don José hanno ripercorso la storia dei centri aperti, delle iniziative portate avanti e dei loro sogni che hanno animato tutti questi anni.

In questo percorso sono stati circondati da amici che li hanno supportati durante questo lungo viaggio, ai quali don José ha voluto dedicare un pensiero speciale: “Que Deus Ihes pague”, ovvero “che Dio li ricompensi”. È emerso come il legame creato sia un’amicizia viva e profonda e che continua ancora oggi, nonostante il Brasile che i giovani visiteranno sia profondamente diverso da quello conosciuto inizialmente dai 2 sacerdoti.

L’incontro si è infine concluso con la Santa Messa presieduta dal Vescovo Daniele, e concelebrata da don Gianni, don José e don Davide Rossetto, responsabile della Pastorale Giovanile diocesana, con l’assistenza del diacono Simone Mezzano.

marian sallam (Il Risveglio Popolare, 7 maggio 2026)


Concluso, venerdì scorso a Pavone, il ciclo delle “Messe-cena” per finanziare il viaggio missionario dei giovani in Brasile

PAVONE – Si è concluso, con l’ultima Messa-cena tenutasi venerdì 27 marzo a Pavone, il ciclo di celebrazioni per l’autofinanziamento organizzate dal gruppo di giovani della diocesi in preparazione al Viaggio Missionario in Brasile del prossimo agosto. Le iniziative, che hanno accompagnato il tempo di Quaresima in diverse parrocchie insieme al vescovo Daniele, hanno rappresentato non solo un aiuto concreto per sostenere i costi del viaggio, ma anche importanti momenti di incontro per tutta la comunità. I giovani desiderano ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e che hanno reso possibile questo primo tratto di cammino, che ha consentito di raccogliere un totale di 6mila295 euro. Durante l’ultimo appuntamento non sono mancati momenti di testimonianza e riflessione, che hanno aiutato a comprendere ancora più a fondo il valore dell’esperienza missionaria, non solo come viaggio ma come percorso di crescita.

Nell’omelia di venerdì, il vescovo Daniele ha ricordato l’importanza della preghiera, non solo per le missioni, ma anche per le guerre: il cristiano, infatti, è “rivoluzionario” perché prega affinché il nemico diventi fratello. Inoltre, in conclusione della celebrazione, Ilaria, una ragazza che fa parte dei giovani missionari, ha condiviso la propria esperienza vissuta in Brasile durante la GMG di Rio de Janeiro del 2013, sottolineandone il valore formativo e l’impatto che ha avuto sulla sua vita quotidiana.

Ancor più nella Settimana Santa, i giovani rinnovano l’invito alla preghiera e alla riflessione. La missione, infatti, è già iniziata nel cammino condiviso di queste settimane. Il gruppo desidera
esprimere un sentito ringraziamento a tutte le persone e alle comunità che hanno sostenuto e sosterranno il percorso, contribuendo alla buona riuscita delle iniziative. Non da ultimo al nostro giornale diocesano che ha dato ampio spazio a queste iniziative di autofinanziamento, e che con le pagine settimanali dedicate alla Quaresima di Fraternità ha ripercorso alcuni momenti salienti della storia della nostra diocesi impegnata nelle missioni in particolare in Brasile. Per i circa trenta giovani che andranno in Brasile ad agosto, proseguirà nei prossimi mesi il cammino di preparazione alla partenza, con ulteriori iniziative in programma.

marian sallam (Il Risveglio Popolare, 2 aprile 2026)


Il perdono, autentico segno distintivo della nostra fede

SAN GIUSTO – Siamo ormai vicini alla conclusione della serie di appuntamenti delle Messe-cena, ideate per contribuire ai costi del viaggio missionario in Brasile che una trentina di ragazzi della nostra Diocesi intraprenderanno in agosto. Ricordiamo, infatti, che l’ultima celebrazione si terrà domani, venerdì 27 marzo, alle 20,30 presso la chiesa di Sant’Andrea Apostolo di Pavone Canavese.

Come di consueto, anche nel corso del penultimo incontro, tenutosi lo scorso lunedì a San Giusto Canavese, la Santa Messa è stata celebrata da monsignor Salera e animata dai giovani “missionari”. Durante la celebrazione eucaristica è stata posta al centro la preghiera per tutte le persone che si trovano a vivere in contesti di disagio e di difficoltà, e in particolare per tutti i popoli straziati dall’orrore della guerra. In chiara contrapposizione a tale orrore si è posta, invece, la predicazione quaresimale del vescovo Daniele, il quale ha sottolineato come il perdono, autentico e sincero, sia il vero elemento distintivo della vita cristiana, nonché segno di restituzione dell’immensa misericordia che abbiamo ricevuto da Dio.

Prima della benedizione finale, Alessandro, un giovane tornato da poco da una missione in Kenya, ha portato nuovamente la sua testimonianza dell’esperienza vissuta. Come lui stesso ha ammesso, la missione gli ha permesso di capire profondamente l’importanza delle relazioni e a guardare con occhi diversi la sua vita di tutti i giorni. Ha aggiunto inoltre, che per fare missione non c’è bisogno di andare lontano: si può iniziare ogni giorno valorizzando le persone che ci stanno intorno.

Un ringraziamento speciale per l’accoglienza va alla comunità parrocchiale di San Giusto Canavese, grazie alla quale è stato possibile raccogliere la somma di 671euro.

lorenzo di silvestro (Il Risveglio Popolare, 26 marzo 2026)