Ci sono nomi che raccontano già da soli una storia. Oggi ne abbiamo incontrato uno: CataVento, che significa letteralmente “catturare il vento” — e che a Barreiras è molto più di un’immagine poetica.
Un nome, una missione
I progetti CataVento sono nati con i primi missionari arrivati qui a Barreiras, mossi da un obiettivo preciso: dare un’alternativa, e soprattutto una speranza, ai bambini che vivevano per strada. Bambini che, senza un luogo diverso in cui stare, sarebbero finiti quasi inevitabilmente in giri pericolosi. Da quella intuizione è nato un progetto che, negli anni, si è moltiplicato.
Quattro progetti, un obiettivo
Oggi lo abbiamo visto con i nostri occhi, visitando tutti e quattro i progetti CataVento attualmente attivi — tra cui strutture pre e post scuola pensate per dare ai bambini un luogo vero, alternativo alla strada: un posto dove giocare, divertirsi, imparare. È interessante notare come sia cambiata la storia di questi progetti nel tempo: uno di essi, all’inizio, era pensato principalmente per le ragazze di strada. Oggi, come gli altri tre, è diventato un progetto misto, aperto a tutti i bambini che hanno bisogno di quella stessa alternativa e di quella stessa speranza.
Una giornata che si chiude in comunità
La giornata si è chiusa, come spesso accade in questo viaggio, con la messa. Ma non è finita lì: subito dopo abbiamo avuto un ultimo incontro speciale, con la pastorale giovanile, i giovani e le famiglie che ci hanno accolto in queste due giornate a Barreiras — un modo per chiudere il capitolo di questa tappa nello stesso spirito di comunità con cui lo avevamo aperto.
Catturare il vento, dare un futuro diverso a chi rischierebbe di non averne uno: forse è questa l’immagine più bella che ci portiamo da questa giornata. Grazie a tutti, ci vediamo al prossimo racconto.













