Giorno 5: Una comunità semplice, ma non povera

Ci sono frasi che restano più di qualsiasi immagine. Oggi ce n’è stata una, detta quasi di passaggio, che ha finito per diventare la chiave di lettura di tutta la giornata.

Un pallone, una grande famiglia

La giornata è iniziata con i bambini e i giovani del posto. Abbiamo giocato a calcio — un gioco semplicissimo, lo stesso ovunque nel mondo — e in quel gioco abbiamo ritrovato qualcosa che va oltre lo sport: momenti unici, sorrisi veri, la sensazione precisa di essere accolti in una grande famiglia, anche se la comunità che ci ospita è piccola.

È proprio qui che suor Miria, suora brasiliana che da quattro anni vive a Roma e oggi fa parte della comunità di San José a Mansidão, ci ha lasciato la frase che ci portiamo a casa: essere una comunità semplice, ma ricca. Semplice, ma non povera. Perché se una comunità è unita, per quanto piccola, è ricca dei fratelli e delle sorelle su cui può contare ogni giorno, nelle difficoltà come nella gioia.

I semi di Don José e Don Gianni

Nel pomeriggio siamo arrivati a Santa Rita de Cássia, dove abbiamo incontrato i protagonisti di storie che affondano le radici in anni di presenza e di lavoro silenzioso: quello di Don José e Don Gianni. Semi piantati tempo fa, che oggi sono diventati alberi.

Uno di questi frutti è il sindacato degli agricoltori, nato per aiutare le famiglie contadine a conoscere i propri diritti e a costruirsi un’autonomia che prima non avevano. Un altro è la comunità di Cointra, che abbiamo potuto visitare: qui, grazie proprio al lavoro del sindacato, i contadini sono riusciti ad appropriarsi delle terre che coltivavano da generazioni. E in mezzo a questa storia, un dettaglio che ci ha toccati particolarmente da vicino: a Cointra è stata costruita anche una chiesa, grazie ai fondi che negli anni sono arrivati proprio dalla nostra diocesi di Ivrea, con l’aiuto di Don Matteo Sumà, tuttora presbitero della nostra diocesi. Vedere con i propri occhi dove arriva, concretamente, il sostegno di chi è rimasto a casa, è stata una delle emozioni più forti di questo viaggio.

Uniti nella fede

La giornata si è chiusa di nuovo a Santa Rita de Cássia, con la messa presieduta dal nostro vescovo. In questi giorni la messa sta diventando per noi uno strumento sempre più importante: nonostante le differenze culturali e la difficoltà della lingua, in quel momento tutto si azzera. Siamo, semplicemente, uniti nella fede.

Una comunità semplice, ma non povera: forse è proprio questa la frase che ci accompagnerà per il resto del viaggio. Restate con noi: ci sono ancora tante storie da raccontare.