Giorno 4. Un asilo e una donna che ha lasciato tutto per i più bisognosi… oggi a Mansidão e Aroeiras

Ci sono giornate che si misurano in chilometri, e giornate che si misurano in volti incontrati. Oggi, a Mansidão, è stata decisamente la seconda: una giornata piena di comunità diverse, ognuna con una storia da raccontare, e noi nel mezzo, ad ascoltare.

Un nome che diventa un asilo

La prima tappa è stata l’asilo Laura Pasqua. Il nome non è casuale: è dedicato a una giovane di San Giorgio, che ha perso la vita quando era ancora bambina. Da quel nome, trent’anni fa, è nato un progetto che oggi accoglie decine di bambini. Abbiamo passato del tempo con loro, con le maestre e con le famiglie che portano avanti questa realtà giorno dopo giorno — e con tutti coloro che, in questi trent’anni, hanno scelto di sostenerla.

La storia di Zefa

Nel pomeriggio ci siamo spostati nella comunità di Aroeiras, dove abbiamo conosciuto una figura che difficilmente dimenticheremo: Zefa. Una donna che da più di quarant’anni ha scelto di dedicare la propria vita al sociale, proprio lì, ad Aroeiras. Prima di questa scelta, Zefa aveva un lavoro nel Ministero a Brasília — una posizione che molti non lascerebbero mai. Lei lo ha fatto, per stare vicino alla gente della sua comunità. Da allora porta avanti numerosi progetti, tra cui la costruzione di 43 case popolari destinate alle famiglie più povere della zona. Ascoltarla raccontare quarant’anni di scelte così coerenti è stato uno dei momenti più forti di questo viaggio.

Una giornata che si chiude in comunità

In serata ci siamo presi un momento tutto per il gruppo, insieme al nostro vescovo: un’occasione per condividere pensieri e riflessioni su come stiamo vivendo, dentro, queste giornate così dense. Poco dopo abbiamo celebrato la messa con la comunità di Mansidão, e la giornata si è chiusa a cena, ospiti del Sindaco della città — un ulteriore segno di come, in questi luoghi, l’accoglienza non conosca davvero confini.