La forma ordinaria del Matrimonio, in Italia, è quella del matrimonio concordatario, ossia il matrimonio canonico con trascrizione civile.
Per questo motivo, è richiesta la licenza dell’Ordinario Diocesano, nel caso in cui si presenti la necessità di celebrare il Matrimonio soltanto nella forma canonica.
In tutti i casi è necessaria una richiesta di licenza compilata dal Parroco, di cui i nubendi devono prendere visione e che sono tenuti a sottoscrivere: lo spazio sottostante al modulo di richiesta è riservato alla compilazione dell’Ordinario Diocesano e del Cancelliere per la concessione della licenza.
I documenti sono reperibili cliccando sui link sottostanti.
Author: sEEd_aDm_wP
Matrimonio Canonico dopo matrimonio civile
CASA ALPINA GINO PISTONI GP 2010
Parola di Dio: non stare lontano
Offriamo un breve resoconto, e alcune riflessioni a conclusione del ciclo di incontri per lettori della parola tenuto a Castellamonte. La buona partecipazione sottolinea sicuramente l’interesse e, potremmo dire, una certa curiosità nei confronti del tema della lettura all’interno della liturgia. In fondo, al di là di coloro che si offrono con fedeltà e perseveranza nel compito di leggere in Chiesa, prima o poi siamo tutti chiamati, anche occasionalmente a questo servizio. La professionalità e la competenza della professoressa Daniela Falconi si comincia a conoscere anche nella nostra diocesi, per il fatto che ormai da alcuni anni si sono organizzati alcuni incontri di presentazione sull’argomento. Certamente la novità di quest’anno è consistita nel fatto che si è affrontato un percorso attraverso i generi letterari e stilistici che differenziano i diversi tipi di letture nella messa: i racconti dell’antico testamento, i testi legislativi e profetici, il salmo, le lettere paoline; la lettura di ciò che non è propriamente parola di Dio, come il testo della preghiera dei fedeli, e il suo significato. Poco per volta, man mano che si proseguiva nel programma, ci si è resi conto della ampiezza, della varietà di messaggi che il lettore è chiamato a conoscere, per poterli comunicare adeguatamente all’assemblea. L’alternanza tra momento teorico, esperienza pratica, canto e preghiera finale, l’esercizio dell’ascolto della parola e dei fratelli, ha reso scorrevole l’ora e mezza serale.
Da parte di tutti si è scoperta la grande difficoltà nel rendere eloquente e trasparente il testo biblico, la fatica della pratica regolare degli esercizi, o solamente la premura di prepararsi le letture: in fondo, ci si è interrogati anche sulla normale prassi nelle nostre comunità: quanti sono i casi di veri e propri lettori istituiti, nelle diverse messe, oppure anche solo la varietà dei lettori richiesta espressamente dal rito? Chi mai ha sentito cantare abitualmente il salmo? In fondo –si dice- non basta semplicemente far arrivare il contenuto del messaggio, e fare in modo che ci sia un vero coivolgimento dei giovani, e -perchè no- far leggere ai ragazzini? Non è forse più saggio non preoccuparsi troppo, affidandosi alle presenze, anche occasionali dei fedeli disposti a leggere, chiamati qualche minuto prima dell’inizio della messa? O forse non bisogna anche saper leggere i segni dei tempi: oggi siamo in una stagione “mediatica”: occorre adeguarsi: perché non trovare soluzioni più originali? Un sottofondo musicale, magari proiezioni di immagini, e perchè no, fare una rappresentazione teatrale con i bambini?
Non si vuole vedere in faccia il problema: per fare bene una cosa, occorre non improvvisare. Prima di “inventare”, occorre valutare se ciò che il buon senso dice che andrebbe fatto (in qualsiasi altro ambito c’é una massima attenzione), lo si fa realmente.
Non nascondiamoci di fronte alla realtà: dall’inchiesta regionale sulla liturgia domenicale in Piemonte del 2003, il 47% delle persone inchiestate trova di frequente difficoltà nel testo, un linguaggio a volte insolito, la mancanza di una introduzione che aiuti alla comprensione; mentre tra il 58,5 e il 70% , le persone denotano una scarsa cura del modo di leggere in Chiesa. Ripenso alle riflessioni di un famoso musicologo, il quale sottolineava che la differenza più evidente tra un gruppo musicale di scarsa qualità e un gruppo di professionisti, consiste nel fatto che nel primo caso, ciò che si ascolta sono essenzialmente i difetti esecutivi dei maldestri suonatori. Viceversa la caratteristica dei musicisti professionisti è la loro capacità di mutuare nel modo più puro e autentico, fino quasi a scomparire, il messaggio musicale dell’autore. Così diceva anche il famoso Arturo Toscanini, a proposito del suo assoluto rigore nel ricercare il rispetto dell’idea dell’autore.
Prima regola dunque per un buon lettore: rifiutarsi di improvvisare la lettura all’ultimo momento, anche quando ti viene chiesto con insistenza da chi – sacerdote o persona incaricata – deve reperire chi si presti a leggere: un “non posso farlo” motivato con chiarezza, delicatezza e fermezza, può essere un invito a migliorare le cose… Chi deve dare voce alla Scrittura ha il diritto e il dovere di prepararsi con la massima cura. Ciò che è in gioco è troppo serio “…la Chiesa annunzia l’unico e identico mistero di Cristo ogni qual volta nella celebrazione liturgica proclama sia l’Antico che il Nuovo Testamento…di tutta la Scrittura, come di tutta la celebrazione liturgica, Cristo è il centro e la pienezza: e quindi necessario che alle sorgenti della Scrittura attingano quanti cercano la salvezza e la vita.”(lez.dom.5) “…Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche…. È presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura.” (S.C.7) Il poeta francese Didier Rimaud, autore di molti testi per la liturgia, in un inno contempla l’azione di Dio nella storia mediante la sua Parola, e ad essa rivolge la sua invocazione, quale soggetto vivente.
“Parola di Dio, viva ed efficace” come ci viene attestato dalla lettera agli Ebrei: Parola che penetra, e scruta il nostro cuore. Ad essa si consacrano, nei due libri di Luca, il vangelo e gli atti degi apostoli, i discepoli, primi testimoni divenuti “servitori della Parola”(Lc1,2); la Parola è protagonista nel racconto di Luca della storia della Chiesa nascente. (At 6,2.7.12,24.15,7)
“Parola di Dio che fai l’universo, Parola di Dio, Parola di vita, Parola di Dio per l’uomo di oggi,
Parola di Dio, non stare lontano! Perché‚ stai assente? Parola di Dio, non stare lontano!”
Articolo Risveglio: giornata d’Avvento
Pomeriggio di intenso spessore quello proposto, domenica scorsa, dall’ufficio liturgico presso l’oratorio san Michele a Rivarolo. Tema: i canti dell’Avvento e del Natale. L’incontro ha avuto una scarsa partecipazione, per la coincidenza delle commemorazioni “ceciliane”, che in questi giorni coinvolgono un po’ tutti i gruppi corali. Ecco il resoconto.
Dopo aver cantato insieme il bell’Alleluia “Cieli e terra cantano”, quasi una ballata medievale, d.Tonino Pacetta ha introdotto l’incontro presentando i progetti di approfondimento e formazione dell’ufficio liturgico come vera e propria ricaduta nella nostra diocesi dell’inchiesta regionale sulla liturgia. A seguire la riflessione biblico-liturgica, tenuta da Paolo Bersano: un approfondimento necessario per poter offrire con competenza il servizio alla preghiera della comunità, per sentirsi non solo “per” il rito, ma “dentro” il rito; un modo per scoprire il mondo delle espressioni della preghiera liturgica, così cariche di densità teologica e affettiva, che non limitano per niente, ma anzi, danno ampio spazio alla poesia, così necessaria alla nostra profonda espressione di fede.
Poi, il momento pratico: non capita spesso di poter essere diretti da un maestro di grande competenza come Alessandro Ruo Rui il quale, con grande semplicità, ci ha trasformati, in poco più di un’ora, un piccolo “ensemble” corale. Interessanti anche i laboratori strumentali: organo, con il pr. Marco Limone, e chitarra con P. Bersano: vere e proprie lezioni di strumento applicate ai brani di repertorio presentati. I partecipanti hanno potuto portare a casa alcune proposte musicali per le domeniche di avvento e natale: un repertorio vario, dagli autori classici a D.Machetta, in cui ciascuno ha potuto trovare brani adatti al proprio organico (gruppo giovanile, coro polifonico, guida dell’assemblea). Insomma, veramente una proposta ricca di contenuti, per i partecipanti.
Il prossimo appuntamento, con proposte per il repertorio della settimana santa, domenica 11 febbraio a Tonengo.
uff. lit.
Conferenza Episcopale ItalianaNota del Consiglio Episcopale Permanente a riguardo della famiglia fondata sul matrimonio e di iniziative legislative in materia di unioni di fatto (28/03/2007)
VI capitolo della ‘Prolusione’ del Cardinale Cammillo Ruini al Consiglio Permanente CEI del Settembre 2005.
Decreto Vescovile di determinazione degli atti di straordinaria amministrazione – 1 maggio 2006
Proposte per le omelie festive della Quaresima 2006.
Il programma pastorale di questo anno 2005-2006 prevede un’attenzione particolare al Sacramento del Battesimo: cfr. p.4 n.2 del libretto blu ‘Battesimo’.
La Quaresima ed il Tempo Pasquale sono tempi privilegiati per approfondire questo tema, seguendo il percorso che la Liturgia ci fa compiere dall’inizio della Quaresima alla Pentecoste, dal Deserto alla pienezza del Dono dello Spirito, passando attraverso la Croce e la Resurrezione con il Signore Gesù.
In questo itinerario si inserisce come momento forte il Sacramento della Penitenza, in antico detto anche Secondo Battesimo, che ci ridona la pienezza della Grazia Battesimale e ci fa crescere nella nostra configurazione a Cristo:’ quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo'(Gal.3,27).
Possiamo trovare una sintesi essenziale sul Sacramento del Battesimo anzitutto nei Catechismi a nostra disposizione: il Catechismo della Chiesa Cattolica ne tratta in una quindicina di pagine dal n.1212 al 1284, cui possiamo aggiungere le tre pagine, dal n.251 al n. 264, del Compendio del medesimo Catechismo.
Il Catechismo degli adulti della CEI ‘La Verità vi farà liberi’ ne tratta in cinque pagine, dal n.664 al n.678. Si può utilizzare anche quanto viene detto negli Orientamenti Pastorali 2005-2008 ‘Non Servi ma Amici’ ai nn.15-28.
Questi riferimenti possono essere utili anzitutto per noi, per aiutarci ad essere attenti ai diversi aspetti del Sacramento, per rivedere e ripensare il nostro linguaggio, per le catechesi pre-battesimali e per la formazione dei nostri collaboratori nell’accompagnamento delle famiglie che chiedono il Battesimo.
Un rilievo particolare hanno le omelie domenicali, sia per la centralità dell’Eucaristia nella vita della comunità cristiana sia per il numero di persone che possiamo raggiungere in tali occasioni.
Per questo anno pastorale seguiremo le letture dell’Anno B nella prima e nella seconda Domenica di Quaresima; le letture dell’Anno A nella terza, quarta e quinta Domenica di Quaresima, a motivo del più evidente richiamo battesimale che tali letture hanno; quindi torneremo alle letture dell’Anno B per le seguenti Domeniche, fino a Pentecoste compresa.
Senza dimenticare le letture bibliche della celebrazione e senza fare violenza ai testi medesimi, è possibile evidenziare qualche tema battesimale in ciascuna domenica, sviluppando una catechesi che richiami i diversi aspetti del dono ricevuto e prepari i già battezzati a rinnovare seriamente gli impegni battesimali durante la Veglia Pasquale.
Ecco dunque alcuni spunti per le prime cinque domeniche di Quaresima.
