Author: admindiocesi

Pro missione diocesana Guinea Bissau – 29 marzo

Il Centro Missionario Diocesano e il Gruppo A.M.I.C.A. organizzano sabato 29 marzo 2025 un momento conviviale e di preghiera a sostegno della missione diocesana in Guinea Bissau presso l’oratorio di Casabianca di Verolengo. E’ previsto:

  • ore 19 Santa Messa con don José Bergesio
  • ore 20 Cena di solidarietà

Per informazione e prenotazione telefonare, entro e non oltre lunedì 24 marzo

  • ANTONELLA 3386922937 CARLO 3487999369
  • CENTRO MISSIONARIO IVREA: tel. 0125641097 Cell. 3477764707
  • E-mail: ivreamissio@hotmail.it

Chiesa Giubilare dei Santi Pietro e Paolo – Castellamonte

Inizio Giubileo Vicariale

Domenica 23 febbraio ore 16.00 Chiesa Giubilare Castellamonte. Santa Messa con i sacerdoti della Vicaria, cantorie e fedeli tutti.

Vita delle fede

Confessioni

  • tutti i martedì e sabati ore 10.00-11.00 parrocchia giovedì ore 16.00-17.00 chiesina invernale

Adorazione

  • tutti i giovedì ore 17.00-18.00 chiesina invernale s. Messa feriale
  • dal martedì al venerdì ore 18.00 recita dei vespri e s. Messa chiesina invernale

S. Messa prefestive e festve

  • orari normali in parrocchia
Primi incontri di formazione
  • Venerdì 7 marzo ore 20.30 chiesa parrocchiale sua eminenza reverendissima card. Arrigo miglio ci intrattera’ sul tema: Il giubileo nel popolo di israele.
  • Domenica 6 aprile ore 11.15 Sua Eccellenza Mons Daniele Salera vescovo di Ivrea visiterà la Chiesa Giubilare di Castellamonte e celebrerà la S. Messa.

Pellegrinaggio Giubilare a Roma guidato dal nostro Vescovo Daniele

9-11 SETTEMBRE 2025 – PULLMAN – 3 GIORNI/2 NOTTI

  • 1° giorno: arrivo a Roma nel pomeriggio, celebrazione penitenziale e visita guidata alla Basilica di San Pietro (cena inclusa).
  • 2° giorno: udienza papale, rinnovo delle promesse battesimali presso il battistero della Basilica di San Giovanni in Laterano, passaggio della Porta Santa e visita della basilica. Nel pomeriggio visita alla Basilica di San Bartolomeo sull’Isola Tiberina (pensione completa).
  • 3° giorno: visita della Basilica di Santa Maria Maggiore, di Santa Croce in Gerusalemme e di San Lorenzo. Rientro (colazione e pranzo inclusi).

Quota in doppia Euro 435 (più Euro 35 di gestione della pratica). Acconto Euro 150 (non rimborsabile in caso di ritiro).

Posti limitati. TERMINE ISCRIZIONI 31 MARZO 2025. 

Per info e prenotazioni: Curia Diocesana: 0125 641138 e-mail: segreteriacuria@diocesivrea.it

Scarica il volantino in formato PDF.

Omelia del Vescovo Edoardo per l’apertura dell’Anno Santo 2025

Sia lodato Gesù Cristo!

Grazie, carissimi Fratelli e Sorelle, per la vostra numerosa presenza a questo atto solenne della apertura dell’Anno Santo del Giubileo nella nostra Diocesi, come avviene oggi in tutte le Diocesi del mondo.

  1. Questa S. Messa è iniziata non al termine del nostro cammino dal Tempio dell’Immacolata alla Cattedrale: la celebriamo dentro a questo cammino che è simbolo di ciò che la Chiesa ci chiede nell’Anno Santo, “tempo di rinnovamento della fede e della vita cristiana”, come ha detto il Santo Padre e come ci ha chiesto, nel suo primo saluto alla Diocesi, il nuovo Vescovo che attendiamo con gioia: “Saremo insieme – ha detto – pellegrini nel “tempo propizio” dell’anno giubilare, volendolo vivere non tanto come un evento – pur solenne -, quanto piuttosto come un cammino comunitario che permetta a tutti noi di essere confermati nel primato di Dio… Attingeremo insieme alla misericordia del Padre… Seguiremo insieme le tracce di tutti quei testimoni che hanno compreso nella loro carne quanto la fede ricevuta non potesse essere intesa esclusivamente come un bene per se stessi, quanto piuttosto come una luce data “per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte”.

Di un cammino, anche la festa della S. Famiglia di Nazaret ci parla oggi nel Vangelo (Lc. 2,41-52): quello di Maria e di Giuseppe che “si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua”; e del cammino di Gesù che, dodicenne, salì al Tempio con loro, ma al momento della partenza, senza che i suoi se ne accorgessero, decise di fermarsi a Gerusalemme, costringendoli, mentre già stavano tornando a Nazaret, a ripercorrere la strada all’indietro, e ad ascoltare una domanda: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”; una domanda che li introdusse in un nuovo cammino durante il quale “sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore”.

L’Anno Santo, con la sua chiamata ad una conversione non di facciata, ad un cambiamento profondo della vita, ci immette in un cammino che non è di folklore… Il cammino di andata e quello di ritorno di Maria e di Giuseppe ci insegna che è importante salire a Gerusalemme, ma più importante è come dalla Città Santa si riparte… “Carissimi, vedete – abbiamo ascoltato dall’Apostolo (1Gv 3,1-2.21-24– quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui”.

  1. Nella notte di Natale, nella Basilica di S. Pietro, il Successore dell’Apostolo ha detto: “Il cielo si apre sulla terra: Dio si è fatto uno di noi per farci diventare come Lui, è disceso in mezzo a noi per rialzarci e riportarci nell’abbraccio del Padre. Questa, sorelle e fratelli, è la nostra speranza. Dio è l’Emmanuele, è Dio-con-noi. L’infinitamente grande si è fatto piccolo; la luce divina è brillata fra le tenebre del mondo; la gloria del cielo si è affacciata sulla terra. E come? Nella piccolezza di un Bambino. E se Dio viene, anche quando il nostro cuore somiglia a una povera mangiatoia, allora possiamo dire: la speranza non è morta, la speranza è viva, e avvolge la nostra vita per sempre! La speranza non delude… Questa è la notte in cui la porta della speranza si è spalancata sul mondo… La speranza cristiana non è un lieto fine da attendere passivamente, non è l’happy end di un film: è la promessa del Signore da accogliere qui, ora, in questa terra che soffre e che geme. Essa ci chiede perciò di non indugiare, di non trascinarci nelle abitudini, di non sostare nelle mediocrità e nella pigrizia; ci chiede – direbbe Sant’Agostino – di sdegnarci per le cose che non vanno e avere il coraggio di cambiarle; ci chiede di farci pellegrini alla ricerca della verità, sognatori mai stanchi, donne e uomini che si lasciano inquietare dal sogno di Dio, che è il sogno di un mondo nuovo, dove regnano la pace e la giustizia. Il Giubileo, questo è il tempo della speranza! Esso ci invita a riscoprire la gioia dell’incontro con il Signore, ci chiama al rinnovamento spirituale e ci impegna nella trasformazione del mondo… Sorella, fratello, è per te che si apre la “porta santa” del cuore di Dio. Gesù, Dio-con-noi, nasce per te, per me, per noi, per ogni uomo e ogni donna. E, con Lui, fiorisce la gioia, con Lui la vita cambia, con Lui la speranza non delude”.

Ringrazio il Santo Padre per questa presentazione così semplice e bella del Giubileo.

  1. Carissimi Fratelli e Sorelle, considero significativo che con i primi passi dell’Anno Santo si concluda il mio ministero tra voi, iniziato, dodici anni fa, con l’apertura dell’Anno della Fede il quale è stato la grande luce – lumen fidei – a cui ho cercato di ispirare gli intenti, i metodi, le scelte del mio servizio, privilegiando l’essenziale più che altre cose che fanno notizia; il cambiamento interiore, più che manovre organizzative… Lo dicevo anche nell’ultima Lettera Pastorale: abbiamo bisogno di “una sincera conversione non solo nelle cose che si fanno, nelle attività e nei metodi pastorali, nelle dinamiche del vivere ecclesiale, ma in primo luogo nel “sottosuolo”, là dove affondano le radici del credere e del vivere da discepoli del Signore. Si tratta di chiederci se siamo disposti a conformare a Gesù Cristo la nostra vita personale, il nostro modo di pensare e di valutare le cose, il nostro parlare e il nostro agire; se siamo disposti ad accogliere tutto il Suo insegnamento, le verità della fede, la visione della realtà che da Lui ci viene; se è presente e vivo in noi un serio cammino di preghiera, di ascolto della Parola di Dio e del Magistero, di accoglienza della Grazia che il Signore ci offre attraverso i Sacramenti, e se c’è l’impegno di una concreta e vera carità fraterna…”.

Ho fatto quello che ho saputo fare e chiedo perdono delle mie incapacità e inadeguatezze.

Ringrazio i tanti, soprattutto i tantissimi laici, vicini alla Chiesa e anche lontani dalla pratica religiosa, che, con parole non di circostanza e in tanti modi, affettuosamente mi hanno espresso di aver compreso.

Continuerò ogni giorno, Amici, a pregare per voi e a chiedere che la Chiesa che è in Ivrea cresca nella fedee viva nella pace vera!

Sia lodato Gesù Cristo!

Le indicazioni di Mons. Cerrato per l’apertura dell’Anno Santo 2025

In appendice alla Lettera Pastorale del Vescovo Edoardo, troviamo alcune indicazioni:

a) Apertura Anno Santo in Diocesi: domenica 29 dicembre S. Messa in Cattedrale.

b) Chiese giubilari: entro la fine di ottobre le Vicarie foranee sono impegnate a indicare quanto hanno deciso circa le rispettive scelte.

c) Pellegrinaggio diocesano a Roma. Don Marco Marchiando lo sta programmando per il settembre 2025. Appena possibile saranno date indicazioni precise.

d) Pellegrinaggio diocesano ad Oropa: si effettuerà il sabato 9 agosto e sarà un momento importante di preparazione al cammino verso la Porta Santa di Roma.

e) Ritiri del Clero. In Avvento; Quaresima; tempo Pasquale. I temi saranno quelli del Giubileo. Le date saranno comunicate.

f) Una importante iniziativa del Santuario della Madonnina di Verolengo – l’Anno Eucaristico, aperto il 30 agosto scorso – è inserita tra le attività della Diocesi per l’Anno Santo.

Messaggio di Mons. Cerrato per l’apertura dell’Anno Santo 2025

tratto dalla Lettera Pastorale 2024/2025 di S.E. Mons. Cerrato

Carissimi Fratelli e Sorelle, nel cammino verso e nell’Anno Santo volgiamo lo sguardo alla Vergine Madre di Dio. «La speranza – scrive il Santo Padre – trova in lei la più alta testimone. In lei vediamo come la speranza non sia fatuo ottimismo, ma dono di grazia nel realismo della vita… Ai piedi della croce, mentre vedeva Gesù innocente soffrire e morire, pur attraversata da un dolore straziante, ripeteva il suo “sì”, senza perdere la speranza e la fiducia nel Signore. In tal modo cooperava per noi al compimento di quanto suo Figlio aveva detto, annunciando che avrebbe dovuto “soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere” (Mc 8,31), e nel travaglio di quel dolore offerto per amore diventava Madre nostra, Madre della speranza. Non è un caso che la pietà popolare continui a invocare la Vergine Santa come Stella maris, un titolo espressivo della speranza certa che nelle burrascose vicende della vita la Madre di Dio viene in nostro aiuto, ci sorregge e ci invita ad avere fiducia e a continuare a sperare» (§ 24).

Invoco la Benedizione del Signore sul nostro cammino e chiedo alla Vergine Maria ed ai nostri Santi Patroni di accompagnare i nostri passi.

Ivrea, 14 settembre 2024, festa della Esaltazione della S. Croce.

Fraternamente

† Edoardo, vescovo

In preghiera per la salute del Papa

A tutte le comunità della Diocesi di Ivrea

Carissimi,

accogliendo l’invito della Presidenza CEI, siamo tutti chiamati a rinnovare la nostra vicinanza e il nostro affetto a Papa Francesco, ricoverato da venerdì 14 febbraio al Policlinico Gemelli di Roma, sostenendolo con la preghiera e affidando al Signore l’operato dei medici e del personale sanitario.

Invito pertanto tutte le comunità della Diocesi a unirsi nella preghiera per il Santo Padre, affinché il Signore lo custodisca e gli doni la salute e la forza necessarie per il suo servizio alla Chiesa.

A questo scopo, l’Ufficio liturgico nazionale ha predisposto alcune intenzioni di preghiera da inserire nella preghiera universale della Messa e nelle preci della Liturgia delle Ore. Raccomando inoltre, quando le norme liturgiche lo permettono, di celebrare la Messa «Per il papa» (Messale Romano, p. 856).

La Vergine Assunta, salute degli infermi, interceda per noi.

Vi benedico,
Il Vescovo Daniele