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GIORNO 2. A Salvador de Bahia, tra fede, storia e festa

C’è un ritmo, in questi giorni di missione, che si sta facendo riconoscibile: si comincia sempre in silenzio, con la preghiera, e si finisce sempre in festa, tra volti nuovi diventati in poche ore quasi familiari. Anche oggi è andata così.

Una lezione capovolta

La giornata è iniziata con le lodi, e con una riflessione del nostro vescovo Daniele che ci portiamo dietro da stamattina. Siamo abituati a pensare che sia la Scrittura ad aiutarci a leggere la realtà che viviamo. Ma è vero anche il contrario, ci ha ricordato: è la realtà di ogni giorno ad aiutarci, spesso, a interpretare correttamente la Scrittura. Qui a Bahia lo abbiamo capito in modo molto concreto: il Vangelo che ci parla di un Dio che si fa carne non è un’immagine astratta, è qualcosa che possiamo vedere accadere anche in questa terra, in questi volti, in questa gente.

Tra fari, scogli e case colorate

Dopo la riflessione del mattino, ci siamo concessi qualche ora da semplici visitatori. Prima tappa il faro che per secoli ha guidato le navi lontano dagli scogli nascosti sotto le acque insidiose dell’oceano — un punto fermo silenzioso, non troppo diverso, a pensarci, dal ruolo che la fede gioca in questi giorni per noi.

Da lì siamo scesi verso il centro della città, dove le case colorate si alternano a banchi pieni di cibo di strada dai profumi intensi. In mezzo a questo intreccio di colori e sapori, si apre come un gioiello la Cattedrale della Trasfigurazione del Signore, nel cuore del Pelourinho — il quartiere del mercato, oggi patrimonio storico della città.

Una sera da non dimenticare

Ma la parte più intensa della giornata ci aspettava la sera, nella parrocchia di San Cristoforo. Abbiamo celebrato la messa insieme al vescovo Daniele, a Don Davide, Don Gianni, Don Joao e al diacono Simone: una celebrazione che ha riunito il nostro gruppo e la comunità locale in un unico momento di preghiera condivisa.

Dopo la messa, la comunità ci ha accolti per una cena ricchissima di piatti tipici locali. E da lì la serata si è trasformata: abbiamo ballato, cantato, chiacchierato con chi ci ospitava, lasciando che la festa dicesse quello che le parole, tra lingue diverse, a volte non riescono a dire fino in fondo.


GIORNO 1. Atterraggio a Salvador de Bahia.

Ci sono partenze che iniziano con una preghiera, prima ancora che con una valigia. La nostra è cominciata così: una messa di mezzanotte nella chiesa di San Giovanni dei Boschi, e poi il buio della notte a scandire un viaggio lunghissimo — un pullman verso Malpensa, un volo fino a Parigi, e infine undici ore d’aria per arrivare qui, dall’altra parte del mondo. Oggi siamo a Salvador de Bahia. Prima di raccontarvi cosa abbiamo trovato ad aspettarci, però, una cosa va detta subito: grazie. A chi ci segue da mesi, a chi ci ha sostenuto in questi mesi di preparazione. Se siamo qui oggi, lo dobbiamo anche a voi.

Un viaggio nella notte

Partire di notte ha un suo significato, quasi simbolico: si lascia un luogo mentre tutti dormono, per ritrovarsi al risveglio in un altro mondo. Tra la messa di mezzanotte, gli scali e le ore di attesa, il tragitto fino a Salvador de Bahia è stato un piccolo pellegrinaggio nel pellegrinaggio — la parte silenziosa e faticosa che raramente si racconta, ma che prepara il cuore a quello che verrà.

Ad aspettarci, la pioggia

Ad accoglierci in aeroporto c’erano il Diacono Danilo Grindatto e Patrizia, che in questi giorni ci ospiteranno e ci faranno da guida. E con loro, una sorpresa che non ci aspettavamo: la pioggia. Un dettaglio che può sembrare banale, ma che per noi non lo è affatto — in Canavese non la vediamo cadere da mesi. Vederla scendere qui, sotto nuvole enormi e basse, è stato quasi un benvenuto in sé.

Un crocifisso, una missione

Al collo portiamo tutti lo stesso segno: un crocifisso, semplice, che ci accompagna in ogni tappa di questo viaggio. Non è un dettaglio, né un’abitudine: è la bussola silenziosa di questa missione, il punto fermo a cui torniamo ogni volta che il viaggio si fa lungo o le distanze sembrano troppe.

L’abbraccio di San Cristobal

Ma il momento che più ci ha commossi è arrivato appena usciti dall’aeroporto: ad attenderci c’erano anche Padre Cristoforo e un gruppo di giovani della parrocchia di San Cristobal. Un’accoglienza calorosa, fatta di sorrisi e abbracci, che ha trasformato in un istante la stanchezza del viaggio in gioia pura. È stato il segno più chiaro che, per quanto la distanza sia grande, qui ci aspettava già una famiglia.

XLI Convegno Nazionale. La fragilità preziosa. Abitare il limite in un mondo che insegue la perfezione. 5-8 ottobre 2026

In una società che viaggia a passo spedito verso il mito della performance, dell’efficienza a tutti i costi e di una perfezione spesso artificiale, dove c’è spazio per la vulnerabilità?

L’Associazione Italiana di Pastorale della Salute (AIPAS) invita operatori, professionisti sanitari, collaboratori pastorali, ministri della Comunione, volontari e tutti coloro che hanno a cuore il mondo della cura, al XLI Convegno Nazionale, che si terrà ad Assisi dal 5 all’8 ottobre 2026.

Il titolo di quest’anno “La fragilità preziosa. Abitare il limite in un mondo che insegue la perfezione ” vuole essere una provocazione e, al tempo stesso, un manifesto di speranza. Non si tratta di rassegnarsi alla debolezza, ma di imparare ad abitare il limite custodendolo come un luogo di verità e di autentico incontro con l’altro e con Dio. Ispirandosi alla celebre espressione di San Paolo “Quando sono debole, è allora che sono forte” ( 2 Corinzi 12,10 ), ci si confronterà su come trasformare la vulnerabilità da “scarto” a “risorsa Pastorale, relazionale e terapeutica “. Assisi, terra di San Francesco, farà da sfondo ideale per riscoprire la bellezza della cura impressa nelle nostre ferite. È disponibile sul sito ( aipasalute.it) il programma dettagliato con le modalità di iscrizione e i relatori che accompagneranno in questo cammino.


Serata per il Brasile. Testimonianze della missione – 18 luglio

L’Ufficio per la Pastorale Giovanile e Vocazionale invita alla “Serata per il Brasile: testimonianze della missione” che si svolgerà sabato 18 luglio 2026 ore 19.00 presso l’Oratorio del Sacro Cuore (canton Maridon, 11 Ivrea).

Durante il corso della serata verranno raccolte offerte per aiutare i giovani che ad agosto partiranno per il Brasile.

Per adesioni contattare Francesca 3381883097.


Presentazione della Lettera Enciclica “Magnifica humanitas” – 13 giugno

Il 13 giugno 2026, dalle ore 10 alle ore 12 si svolgerà presso il monastero di Betania di Vische un evento di presentazione della Lettera Enciclica “Magnifica humanitas”, documento di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.

Presenterà il documento pontificio don Andrea Cavallini, professore alla Pontificia Università Gregoriana e assistente ecclesiastico del Centro Oratori Romani. Interverrà Mons. Daniele Salera, Vescovo di Ivrea, con una sua meditazione sul testo della Enciclica.

Ingresso gratuito.

Per quanti lo desiderano sarà possibile acquistare la Lettera Enciclica in loco. È possibile pranzare presso il monastero (lasciando un’offerta) con prenotazione entro l’11 giugno contattando la segreteria della Curia (dalle ore 9 alle ore 12 martedì, mercoledì, giovedì) telefonando al numero 0125.641138 oppure scrivendo a segreteriacuria@diocesivrea.it


Giovani e ricerca di senso oltre le appartenenze tradizionali

Seminario regionale sull’ecumenismo e il dialogo interreligioso alla Fraternità CISV di Albiano Sabato 30 maggio 2026, la Fraternità CISV di Albiano d’Ivrea ospiterà il seminario di formazione promosso dalla Commissione regionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, dedicato al tema: “Giovani e ricerca di senso oltre le appartenenze tradizionali.”

L’incontro, rivolto alle commissioni diocesane impegnate nel dialogo ecumenico e interreligioso, ma aperto a quanti sono interessati al tema, vedrà la partecipazione di Paola Bignardi, pedagogista e pubblicista, già presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana e oggi coordinatrice dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto di Studi Superiori Giuseppe Toniolo. La sua riflessione
offrirà spunti preziosi per comprendere come le nuove generazioni vivano la dimensione spirituale e la ricerca di significato in un tempo di trasformazioni culturali e religiose.

La giornata si aprirà alle 9.30 con il caffè di benvenuto, seguito dalla preghiera proposta dalla Fraternità e dall’introduzione del vescovo Daniele e del vescovo di Pinerolo Derio, delegato CEP per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Alle 10.30 è prevista la relazione di Paola Bignardi e il successivo dialogo con i partecipanti. Dopo gli aggiornamenti su ecumenismo e dialogo interreligioso in regione, a cura di fratel Guido Dotti di Bose (ore 12.15), il programma si concluderà con il pranzo comunitario e la visita guidata al castello vescovile di Albiano, sede
dell’incontro.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di formazione e confronto che la Commissione regionale promuove per favorire una pastorale del dialogo capace di ascoltare le domande di senso dei giovani e di costruire ponti tra le diverse tradizioni di fede.

Per informazioni sulla giornata e prenotazioni del pranzo (entro il 26-05) è possibile contattare fratel Guido Dotti (ecumenismoedialogo@diocesi.biella.it) o la Fraternità CISV (cisvfraternita.albiano@gmail.com – tel. e WhatsApp 3471307197).

La Fraternità CISV


Veglia di Pentecoste – 23 maggio 2026

IVREA – Cattedrale.

  • Ore 20.30
    • S. Messa presieduta dal vescovo Daniele,
    • mandato missionario ai giovani in partenza per il Brasile.
    • accoglienza dei candidati al diaconato permanente

A seguire pizzata

L’invito è rivolto a tutti, consacrate/i, associazioni, movimenti e in particolare alle famiglie, agli amici e alle comunità di provenienza dei giovani “missionari” Per organizzare al meglio il momento della cena chiediamo di prenotarsi entro il 20 maggio sul sito www.pgivrea.it


Crisi della Sanità pubblica, ricadute sul personale e sul cittadino. Aspetti organizzativi e etici

Il 23 Maggio p.v. presso la sala convegni dell’ex seminario minore in via Varmondo Arborio 9 l’Associazione Cattolica Operatori Sanitari e la Pastorale Salute della Diocesi di Ivrea organizzano un convegno dal titolo: CRISI DELLA SANITA’ PUBBLICA, RICADUTE SUL PERSONALE E SUL CITTADINO. Aspetti organizzativi ed etici.

Il convegno si prefigge di esplorare, alla luce delle attuali problematiche relative alla Sanità Pubblica, come viene vissuta la situazione dai soggetti coinvolti, ossia Operatori, Studenti del CLI e Cittadini, i relativi aspetti etici, alcune risposte che Amministrazioni e Istituzioni riescono a dare e quali strade nel concreto si possono percorrere insieme nel futuro prossimo.

L’ACOS, che esplica la sua attività in sinergia con la Pastorale della Salute, nasce negli anni ’70 del secolo scorso dalla fusione di precedenti associazioni cattoliche di diversi profili sanitari, ed è questo il suo valore aggiunto in quanto le analisi, le riflessioni e le proposte nascono da una visione d’insieme che tiene conto dell’apporto delle varie figure di soci: Medici, Infermieri, Tecnici, Religiosi, Psicologi, Oss, Studenti e Volontari, ossia tutti coloro che a vario titolo si occupano della persona inferma, considerata il CENTRO attorno al quale tutti concorrono a servizio, ciascuno con la propria capacità professionale.

L’Acos fonda il proprio percorso associativo sulla Parola di Cristo e della Chiesa e per questo è a difesa della vita, della giustizia e della dignità di ogni persona, sia di chi eroga sia di chi riceve le cure, considerati facenti parte di una relazione simmetrica in cui ognuno dà e riceve.

Prendersi cura di chi eroga le cure è preciso compito dell’Acos, nello specifico con vari momenti di formazione sui temi e sui problemi che lo investono, ma anche con la partecipazione a tavoli istituzionali, facendosi promotore di istanze presso i vari decisori in Sanità. Nel prendersi cura dei curanti non mancano poi “momenti forti” di approfondimento bioetico, spirituale e di preghiera, offerti agli associati per irrobustirsi, nutrirsi e sostenersi nel percorso professionale e umano che poi ciascuno porta avanti cercando di vivere concretamente i valori cristiani nella propria realtà lavorativa. Chi desiderasse avvicinarsi o partecipare a questa associazione potrà farlo direttamente in sede di convegno.

Milena Maria Battistino
vicepresidente Acos Piemonte e Valle d’Aosta