Author: admindiocesi

Il Vescovo incontra i Movimenti

Nelle domeniche di Quaresima il Vescovo Edoardo incontra i Movimenti Cattolici presenti e attivi nella Diocesi. Questo è il calendario:

“Il Vescovo incontra i Movimenti. CL 21.02.21”

“Il Vescovo incontra i Movimenti. RnS 28.02.21”

“Il Vescovo incontra l’Azione Cattolica 7.03.21”

“Il Vescovo incontra i Movimenti. Focolarini 14.03.21”

“Il Vescovo incontra i Movimenti. Gruppi P. Pio. 21.03.21”

“Il Vescovo incontra i Movimenti. Cammino Neocat. 27.03.21”


Orientamenti Settimana Santa 2021

Mercoledì 17 marzo è stata pubblicata una Nota del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (Prot. N. 96/21), al fine “di offrire alcune semplici linee guida per aiutare i Vescovi nel loro compito di valutare le situazioni concrete e di provvedere al bene spirituale di pastori e fedeli nel vivere questa grande Settimana dell’anno liturgico”.

Il testo della Nota rimanda al decreto, della stessa Congregazione, del 25 marzo 2020 (Prot. N. 154/20) e invita “a rileggerlo in vista delle decisioni che i Vescovi dovranno prendere circa le prossime celebrazioni pasquali nella particolare situazione del loro paese”.

Alla luce di tale invito, considerata la ripresa delle celebrazioni con la presenza dell’assemblea, tenendo conto delle indicazioni contenute nel Protocollo stipulato con il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro dell’Interno del 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, la Conferenza Episcopale Italiana offre alcune indicazioni per le celebrazioni della Settimana Santa.

Innanzitutto si esortino i fedeli alla partecipazione di presenza alle celebrazioni liturgiche nel rispetto dei decreti governativi riguardanti gli spostamenti sul territorio e delle misure precauzionali contenute del richiamato Protocollo; solo dove strettamente necessario o realmente utile, si favorisca l’uso dei social media per la partecipazione alle stesse. Si raccomanda che l’eventuale ripresa in streaming delle celebrazioni sia in diretta e mai in differita e venga particolarmente curata nel rispetto della dignità del rito liturgico. La Nota chiede “di facilitare e privilegiare la diffusione mediatica delle celebrazioni presiedute dal Vescovo, incoraggiando i fedeli impossibilitati a frequentare la propria chiesa a seguire le celebrazioni diocesane come segno di unità”. I media della CEI – a partire da Tv2000 e dal Circuito radiofonico InBlu – copriranno tutte le celebrazioni presiedute dal Santo Padre.

Nello specifico, si suggerisce:

1. Per la Domenica delle Palme, la Commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme sia celebrata con la seconda forma prevista dal Messale Romano. Si evitino assembramenti dei fedeli; i ministri e i fedeli tengano nelle mani il ramo d’ulivo o di palma portato con sé; in nessun modo ci sia consegna o scambio di rami. Dove si ritiene opportuno si utilizzi la terza forma del Messale Romano, che commemora in forma semplice l’ingresso del Signore in Gerusalemme.

2. La Messa crismale sia celebrata la mattina del Giovedì Santo o, secondo la consuetudine in alcune Diocesi, il mercoledì pomeriggio. Qualora fosse impedita “una significativa rappresentanza di pastori, ministri e fedeli”, il Vescovo diocesano valuti la possibilità di spostarla in un altro giorno, entro il tempo di Pasqua.

  1. Il Giovedì Santo, nella Messa vespertina della “Cena del Signore” sia omessa la lavanda dei piedi. Al termine della celebrazione, il Santissimo Sacramento potrà essere portato, come previsto dal rito, nel luogo della reposizione in una cappella della chiesa dove ci si potrà fermare in adorazione, nel rispetto delle norme per la pandemia, dell’eventuale coprifuoco ed evitando lo spostamento tra chiese al di là della propria parrocchia.
  2. Il Venerdì Santo, riprendendo l’indicazione del Messale Romano (“In caso di grave necessità pubblica, l’Ordinario del luogo può permettere o stabilire che si aggiunga una speciale intenzione”, n. 12), il Vescovo introduca nella preghiera universale un’intenzione “per chi si trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti”. L’atto di adorazione della Croce mediante il bacio sia limitato al solo presidente della celebrazione.
  3. La Veglia pasquale potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito, in orario compatibile con l’eventuale coprifuoco.

Le presenti indicazioni sono estese a seminari, collegi sacerdotali, monasteri e comunità religiose.

Per quanto riguarda le espressioni della pietà popolare e le processioni, sia il Vescovo diocesano ad offrire le indicazioni convenienti.

Il sito https://unitinellasperanza.chiesacattolica.it/, rimane un possibile riferimento anche per la sussidiazione, offerta dall’Ufficio Liturgico Nazionale e con contributi provenienti dal territorio.

La Presidenza della CEI

Roma, 23 febbraio 2021


Anno dedicato a S. Giuseppe

L’8 Dicembre scorso, carissimi Fratelli e Sorelle, 150° anniversario della Dichiarazione di S. Giuseppe quale Patrono della Chiesa Universale, il Santo Padre Francesco ci ha donato la Lettera Apostolica “Patris corde” con la quale ha indetto uno speciale Anno dedicato al Santo ed ha inteso «condividere alcune riflessioni personali su questa straordinaria figura, tanto vicina alla condizione umana di ciascuno di noi». «Tale desiderio – scrive il Papa – è cresciuto durante questi mesi di pandemia, in cui possiamo sperimentare, in mezzo alla crisi che ci sta colpendo, che le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia. […] Tutti possono trovare in San Giuseppe, l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà».

Chiedo a tutte le comunità parrocchiali di dedicare in ogni mese di quest’anno – ad esempio, il 19; o altro giorno conveniente – una iniziativa di preghiera e di proposta di riflessione sul testo della Lettera Apostolica la quale evidenzia della paternità di San Giuseppe alcune tratti fondamentali: 1. Padre amato – 2. Padre nella tenerezza – 3. Padre nell’obbedienza – 4. Padre nell’accoglienza – 5. Padre dal coraggio creativo – 6. Padre lavoratore 7. Padre nell’ombra.

Saranno comunicate le iniziative pensate a livello diocesano, nella speranza che l’evolversi della situazione consenta di attuarle interamente.

Nel frattempo invito tutti a pregare ogni giorno con l’orazione che Papa Francesco ci propone nella Lettera Apostolica :

«Salve, custode del Redentore, e sposo della Vergine Maria. A te Dio affidò il suo Figlio; in te Maria ripose la sua fiducia; con te Cristo diventò uomo. O Beato Giuseppe, mostrati padre anche per noi, e guidaci nel cammino della vita. Ottienici grazia, misericordia e coraggio, e difendici da ogni male. Amen».

O con quella di cui Egli stesso scrive: «Tutti i giorni, da più di quarant’anni, dopo le Lodi, recito una preghiera a San Giuseppe tratta da un libro francese di devozioni, dell’Ottocento»:

«Glorioso Patriarca San Giuseppe, il cui potere sa rendere possibili le cose impossibili, vieni in mio aiuto in questi momenti di angoscia e difficoltà. Prendi sotto la tua protezione le situazioni tanto gravi e difficili che ti affido, affinché abbiano una felice soluzione. Mio amato Padre, tutta la mia fiducia è riposta in te. Che non si dica che ti abbia invocato invano, e poiché tu puoi tutto presso Gesù e Maria, mostrami che la tua bontà è grande quanto il tuo potere. Amen».

Ivrea, 12 Gennaio 2021

+ Edoardo, vescovo

Considerare e desiderare

La raccolta delle riflessioni del vescovo Edoardo durante i mesi drammatici dell'epidemia

Nel suo uso più comune, “considerare” significa esaminare attentamente qualcosa nelle sue relazioni e conseguenze; di qui passa anche a esprimere una positiva valutazione: apprezzamento, stima. Interessante, tuttavia, la sua derivazione etimologica: da “sidus”, astro, stella: considerare è osservare gli astri; e il prefisso “con-” lascia intendere che il nostro sguardo abbraccia un insieme:  una costellazione.

Stessa derivazione ha il termine “desiderare”, il cui prefisso “de-” ha anche, in latino, un valore privativo: desiderare è avvertire la mancanza delle stelle e quindi cercare appassionatamente quelle stelle che da sempre hanno esercitato un forte fascino sull’uomo. Alzare lo sguardo e contemplarle è un gesto iscritto dentro di noi.  

Allude a tutto questo il titolo del presente volumetto in cui mi è stato chiesto di raccogliere le riflessioni attraverso le quali ho cercato di essere quotidianamente vicino alla mia Diocesi nei mesi drammatici della prima fase dell’epidemia di Coronavirus, quando, “tutti in casa”, i fedeli hanno vissuto la Quaresima, la Pasqua e poi il Tempo pasquale partecipando, solo in unione spirituale, alle celebrazioni.

Le stelle non sono scomparse neppure in quei giorni in cui il cielo era plumbeo, come non si sono spente nella seconda fase dell’epidemia. 

Soprattutto, per i discepoli di Cristo, unico Salvatore degli uomini, non è scomparsa la più lucente, «ille lucifer qui nescit occasum» come canta il Preconio pasquale: quella stella che non conosce tramonto; e con essa la stella a cui un antico inno di origine francescana canta: «O piissima Stella Maris, a peste succurre nobis; audi nos, Domina, nam Filius tuus nihil negans Te honorat»: O piissima Stella del mare, scampaci dalla peste. Ascoltaci, o Signora,  perché il tuo Figlio, che nulla a Te nega, ti onora.

Abbiamo contemplato queste Stelle al centro della costellazione di Santi e di Sante; al centro del firmamento delle verità luminose della nostra fede e delle azioni liturgiche che mai sono mancate, anche se molti, forzatamente, hanno dovuto parteciparvi da lontano…   

Le brevi meditazioni inviate in video ogni giorno a centinaia di persone che, a loro volta, le hanno trasmesse ad altri, testimoniano questo sguardo alzato.  

Fatte ogni giorno per me, le ho condivise nella consapevolezza che «Vobis episcopus, vobiscum christianus», come diceva sant’Agostino: per voi sono vescovo, con voi sono cristiano. 

Natale dell’Anno del Signore 2020

† Edoardo, vescovo 


Auguri di Natale del vescovo

S. Natale 2020

“E’ apparsa la grazia di Dio apportatrice di salvezza per tutti gli uomini”.

E’ l’annunzio, Signore, che accogliamo anche quest’anno, come in ogni altro Natale. Tante situazioni, non solo l’epidemia, stendono un velo di tristezza, ma il dono che Tu ci offri colma di gioia il nostro cuore. In Te, divenuto umanamente incontrabile, noi troviamo la pace. La gratuità del Tuo amore ci dà la certezza di essere amati. E noi Ti diciamo, con il grande Michelangelo:

“ma che poss’io, Signor, se a me non vieni con la tua usata, ineffabil cortesia?”

Buon Natale!

+ Edoardo, vescovo


Novena del Santo Natale

Predicata dal Vescovo mons. Edoardo Cerrato. Dal 16 al 24 dicembre. Calendario e orari.

Novena del Santo Natale predicata dal Vescovo mons. Edoardo Cerrato.

  • Da mercoledì 26 a sabato 19 dicembre 2020: alle ore 20,30 nella chiesa di San Maurizio
  • Domenica 20 dicembre 2020 alle ore 17,15 in Cattedrale
  • Da lunedì a mercoledì 23 dicembre 2020 alle ore 20,30 nella chiesa di San Maurizio
  • Giovedì 24 dicembre 2020 alle ore 17,30 nella chiesa di San Maurizio


Messaggio per la “Giornata del Seminario” 2020

Ivrea, 10 Dicembre 2020

Carissimi Fratelli e Sorelle,

«Cristo comunica il sacerdozio regale a tutto il popolo dei redenti – canta il Prefazio della Messa Crismale – e con affetto di predilezione sceglie alcuni tra i fratelli che mediante l’imposizione delle mani fa partecipi del suo ministero di salvezza. Tu vuoi che nel suo nome rinnovino il sacrificio redentore, preparino ai tuoi figli la mensa pasquale, e, servi premurosi del tuo popolo, lo nutrano con la tua parola e lo santifichino con i sacramenti. Tu proponi loro come modello il Cristo, perché, donando la vita per te e per i fratelli, si sforzino di conformarsi all’immagine del tuo Figlio, e rendano testimonianza di fedeltà e di amore generoso».

Nell’imminenza della Giornata del Seminario, che celebriamo nella III domenica di Avvento, trovate sul nostro settimanale diocesano l’intervento del Rettore e la testimonianza dei seminaristi della nostra Diocesi.

Da parte mia, solo una parola: quella che, nei messaggi dedicati, di anno in anno, alla “Giornata” e nei quali ho cercato di delineare vari aspetti della vita del Seminario, sempre ho sottolineato: la preghiera e l’impegno delle comunità cristiane ad diventare terreno fecondo al sorgere delle vocazioni.

Pregare perché coloro che Dio chiama siano capaci di una risposta generosa e lieta è importantissimo. «Non potrà mai esserci – ci ricorda il Santo Padre Francesco – né pastorale vocazionale, né missione cristiana senza la preghiera assidua e contemplativa, l’adorazione eucaristica, luogo privilegiato di incontro con Dio. Per implorare dall’alto nuove vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, chiedo alle comunità parrocchiali, alle associazioni e ai numerosi gruppi di preghiera presenti nella Chiesa: contro la tentazione dello scoraggiamento, continuate a pregare il Signore perché mandi operai nella sua messe».

E’ in quest’ottica che ho chiesto esplicitamente che in tutte le chiese, ogni settimana, vi sia una giornata dedicata alla Adorazione eucaristica.

Ma pregare non è tutto. A far maturare la risposta dei chiamati la comunità cristiana contribuisce testimoniando, nella varietà dei suoi componenti, la freschezza della propria adesione a Cristo, l’umanità vera che fiorisce nell’incontro con Lui; l’attrattiva che promana dalla vita di un prete convinto e contento della bellezza della sua vocazione.

L’impegno della preghiera e quello di crescere come comunità vive e testimoni di vita evangelica dichiarano quanto siamo convinti che «nel servizio ecclesiale del ministero ordinato è Cristo stesso che è presente alla sua Chiesa in quanto Capo del suo corpo, Pastore del suo gregge, Sommo Sacerdote del sacrificio redentore, Maestro di verità” e che “è grazie al Sacerdozio che la missione affidata da Cristo ai suoi Apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa sino alla fine dei tempi» (CCC 1548; 1536).

Chiedo al Signore, per intercessione della S. Madre di Dio e dei nostri santi, che in questi tempi non facili, in cui non mancano i motivi di preoccupazione, nessuno ceda allo sconforto. Non siamo un cantiere in disarmo! Siamo il campo del Signore!

«Una delle tentazioni più serie che soffocano il fervore e l’audacia – scrive il Santo Padre Francesco (“Evangelii gaudium”, 85) – è il senso di sconfitta, che ci trasforma in pessimisti scontenti e disincantati dalla faccia scura. Nessuno può intraprendere una battaglia se in anticipo non confida pienamente nel trionfo… Anche se con la dolorosa consapevolezza delle proprie fragilità, bisogna andare avanti senza darsi per vinti, e ricordare che la forza si manifesta pienamente nella debolezza (2 Cor 12,9)».

Con la più cordiale Benedizione

Vostro, nel Cuore di Cristo Sommo Pastore,

+ Edoardo, vescovo


Al Clero e ai Diaconi della Diocesi

Carissimi Confratelli Sacerdoti e Diaconi,

quanto vi comunico era prevedibile da giorni, ma ora, dopo l’ultimo odierno Dpcm, è anche ufficiale: il “coprifuoco” varrà anche per la sera del 24 dicembre a partire dalle ore 22.
La celebrazione della “S. Messa in nocte” – come già peraltro dichiarato dal Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana il 2. 12 – dovrà essere collocata in modo da consentire il rientro a casa dei Fedeli “in orario compatibile con il coprifuoco”. “Le liturgie e gli incontri comunitari – continua il comunicato – sono soggetti a una cura particolare e alla prudenza. Questo, però, non deve scoraggiarci: in questi mesi è apparso chiaro come sia possibile celebrare nelle comunità in condizioni di sicurezza, nella piena osservanza delle norme”. Da qui “la certezza che sarà così anche per le celebrazioni del Natale, come peraltro avvenuto finora”. “Tenuto conto delle diverse situazioni sarà cura dei vescovi suggerire ai parroci di ‘orientare’ i fedeli a una presenza ben distribuita, ricordando la ricchezza della liturgia per il Natale che offre diverse possibilità: Messa vespertina nella vigilia, nella notte, dell’aurora e del giorno”.

Con i migliori auguri per le SS. Feste ormai vicine, fraternamente vi saluto.

+ Edoardo, vescovo


Alle Comunità cristiane per l’inizio del nuovo Anno Liturgico

Ivrea, 19 Novembre 2020

La pace del Signore sia con voi, carissimi Fratelli e Sorelle!

Sia con voi anche in questo tempo in cui l’epidemia mette a repentaglio tanti aspetti della nostra vita, incide negativamente sullo stato d’animo di molti e rende più faticoso quell’essere “sempre lieti” (I Tess, 5,16) che è caratteristica del cristiano e nasce e si alimenta dal percepire, in un reale rapporto di comunione con Dio, che siamo amati e possiamo rispondere amando a nostra volta.

1. Domenica prossima, ultima dell’Anno Liturgico, celebreremo la solennità di N. S. Gesù Cristo Re dell’universo volgendo lo sguardo e innalzando il cuore a Colui «per mezzo del quale e in vista del quale tutto è stato creato», e nel quale «tutto sussiste» (cfr. Col, 1,16-17). «Principio della creazione, Egli lo è anche della redenzione. Elevato alla gloria del Padre, ha “il primato su tutte le cose” (Col 1,18), principalmente sulla Chiesa, per mezzo della quale estende il suo regno su tutte le cose» (CCC, 792).

In questa solennità si conclude l’Anno Liturgico di cui Egli, presente e vivo in mezzo a noi, come ci ha promesso, è il centro.

Nel corso l’Anno Liturgico, di tempo in tempo, di festa in festa, la Chiesa, infatti, «ricorda tutto il mistero di Cristo, dall’Incarnazione al giorno della Pentecoste e all’attesa del ritorno del Signore» (Concilio Vaticano II, SC,2): e questo “ricordare” non è un semplice richiamare alla mente; è la “memoria”, il “memoriale”, di cui san Paolo VI diceva: «celebrando i misteri del Signore nello svolgimento dell’Anno liturgico, la Chiesa li rende come presenti affinché i fedeli possano venirne a contatto ed essere ripieni della grazia del Salvatore» (Lett. Apost. Mysterii paschalis).

Ai “misteri” – i fatti principali della vita di Cristo – non ci accostiamo dunque come ad avvenimenti circoscritti al passato. La Liturgia «non è una rappresentazione, ma è Cristo stesso che vive nella Sua Chiesa e prosegue il Suo cammino di immensa misericordia» (Pio XII, Mediator Dei). Lo insegnava, con mirabile sintesi, san Leone Magno: «Quod Redemptoris nostri conspicuum fuit, in sacramenta transivit: ciò che era visibile nel nostro Salvatore è passato nei sacramenti»; e sant’Ambrogio diceva ai suoi fedeli: «Vidimus et nos, sicut maiores nostri, mirabila Dei: anche noi, come quelli che ci hanno preceduto, abbiamo visto le meravigliose azioni salvifiche del nostro Dio»; «In tuis te invenio sacramentis: nei tuoi sacramenti io ti trovo» poteva dire rivolgendosi al Signore.

Il cammino che ci è proposto attraverso i passi dell’Anno Liturgico è, semplicemente, vivere la vita cristiana che si apre ad accogliere – non in astratto, ma nell’essenziale rapporto con Cristo realmente presente – la grazia del Salvatore, la novità che Egli imprime in noi con il Suo agire, la luce della Sua Parola, la capacità di pensare e di agire secondo il Suo insegnamento.

E’ indispensabile, perciò, che il cammino dell’Anno Liturgico plasmi profondamente anche l’itinerario catechistico che si trasforma in poveri tentativi di trasmettere nozioni se rimane ai margini di questa sostanziale esperienza di fede.

2. Dell’Anno Liturgico il primo Tempo – breve ma intenso – è l’Avvento, nel quale risuona l’invito di Gesù: «Fate attenzione, vegliate» (Mc 13,33).

Il rischio, sempre, è di vivere, infatti, senza chiedersi per che cosa davvero si vive.

Non sono le circostanze in cui viviamo a far la differenza, ma se vivo in comunione con Cristo ciò che sono chiamato a fare. La differenza sta nel “cuore” che ci portiamo dentro mentre facciamo ciò che c’è da fare…

L’Avvento ci è dato per ridestare in noi questo “cuore”. Il “dopo” – l’eternità – è già presente in questo “ora” in cui viviamo, come la luce del sole è già presente nel primo chiarore dell’alba!

«Elevare l’anima a Dio», come la Liturgia ci invita a fare, è affrontare da svegli il «compito» della vita per «andare incontro con le buone opere al Cristo che viene», prestando attenzione a che la nostra bussola sia Gesù Cristo con il Suo insegnamento trasmesso dalla Chiesa, e non il mondo che «non conosce Dio» (Gv.15,21) e rifiuta la luce (Gv.3,20).

«Signore, che io non sia confuso» ci fa chiedere la Chiesa sulla soglia di questo tempo liturgico che ci prepara a rivivere, nel Natale, la prima venuta del Salvatore, ma, ugualmente, ad incontrare Lui nel Suo ritorno glorioso alla fine dei tempi, e, per ognuno, alla fine della nostra esistenza terrena: il momento del Giudizio, quando saremo giudicati sull’amore.

Propongo a tutti, in questo Avvento, di meditare, attraverso le pagine del Catechismo della Chiesa Cattolica sulle tre virtù teologali: Fede, Speranza e Carità; e di impegnarsi ad esercitarle nella concretezza delle circostanze.

Propongo di intensificare la preghiera e l’ascolto della Parola di Dio.

Ringraziando di cuore tutti coloro che dalle proprie case si sono uniti in preghiera alle 21 di giovedì 12 e di venerdì 13, nelle feste della Dedicazione della chiesa Cattedrale e dei Ss. Pastori della Chiesa Eporediese, invito a continuare questa comunione orante nel S. Rosario, al termine del quale dalla cappella del Vescovado imparto alla diocesi la Benedizione con il SS. Sacramento: alle 21 di venerdì 27 (antivigilia della I Domenica di Avvento); di lunedì 7 dicembre (vigilia della solennità dell’Immacolata Concezione di Maria); di mercoledì 16 (inizio della Novena di Natale); di mercoledì 23 (antivigilia della Natività di N. Signore). L’intenzione della preghiera è quella che già ho comunicato: chiedere a Dio il Suo aiuto nel tempo difficile che stiamo vivendo e la grazia di un rinnovato slancio di fede, di speranza e di carità.

Aff.mo nel Cuore di Cristo, Fonte di ogni consolazione

Alla Diocesi di Ivrea – Messaggio del Vescovo Edoardo

Ivrea, 11 Novembre 2020

Carissimi Fratelli e Sorelle,

 

facendo seguito alla Lettera che vi ho inviato il 25 ottobre scorso invitandovi a continuare ad innalzare a Dio la preghiera per chiedere aiuto nella presente dolorosa situazione e a partecipare, con le dovute precauzioni anti-contagio, alla S. Messa ed alle celebrazioni liturgiche nelle nostre chiese, desidero oggi proporvi due momenti di preghiera invitandovi a viverli dalle nostre case in comunione spirituale tra noi.

Giovedì 12 novembre, festa della Dedicazione della nostra chiesa Cattedrale, e Venerdì 13, memoria dei Ss. Pastori della Chiesa Eporediese, alle ore 21, nella Cappella del Vescovado, esporrò il SS. Sacramento e mi unirò a voi nella preghiera del S. Rosario. Al termine impartirò a tutta la Diocesi la Benedizione Eucaristica.

Sono certo che molti vorranno unirsi in spirito e in orante comunione.

Aff.mo nel Cuore di Cristo

nostra pace e consolazione