Ci sono parole che, una volta ascoltate, restano addosso per tutta la giornata. Oggi è successo con una parola sola, portoghese: pedra. Pietra.
Essere pietre vive
Nel Vangelo di oggi, Gesù dice a Pietro: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa.” Da questo passo è partita l’omelia del vescovo Moacir di Barreiras, un’omelia che ci ha lasciato addosso più di una semplice riflessione: siamo chiamati a essere pietre vive, pietre di una Chiesa che cresce, che si rinnova, e che soprattutto si riempie di allegria e di accoglienza. Non pietre ferme, insomma, ma pietre che si lasciano ancora costruire.
Da Formosa a Barreiras
La giornata è cominciata con la messa, celebrata insieme a un’altra comunità di Formosa. Da lì abbiamo fatto un giro per la città: l’Università, la chiesa del Sacro Cuore, e un momento tranquillo lungo il fiume, prima di risalire sul pullman diretti a Barreiras. Il tragitto, tra canti e discorsi condivisi, è stato quasi un piccolo viaggio nel viaggio — di quelli che aiutano a scoprire lati di un Paese che, fino a quel momento, non conoscevamo ancora. Arrivati a destinazione, il pomeriggio lo abbiamo passato con le famiglie del posto, un’altra occasione preziosa per entrare in relazione, non solo in visita.
Due vescovi, un’unica Chiesa
Il momento più intenso della giornata è arrivato la sera, vicino alla chiesa: la messa concelebrata dal vescovo Daniele, di Ivrea, e dal vescovo Moacir, di Barreiras. Vedere due Chiese così lontane geograficamente riunirsi in un’unica celebrazione è stato un segno potente. E da lì è arrivato anche un invito che ci portiamo dentro: essere giovani missionari non significa solo partire, attraversare l’oceano, arrivare fin qui. Significa vivere la missione ogni giorno, nei luoghi in cui abitiamo, condividendo davvero la vita con chi ci sta accanto — a casa, non solo in Brasile.
Un grazie a chi ci accompagna
Prima di chiudere la giornata, un pensiero va al Diacono Danilo, che ci ha accompagnato per tutto questo viaggio e che questa sera ci ha anche aperto le porte di casa sua, per una cena che si è trasformata in un altro momento di condivisione — non solo tra noi, ma anche con i giovani del posto, che hanno voluto festeggiare insieme a noi la gioia di essere qui, oggi.
Pietre vive, capaci di costruire comunità anche a casa: forse è questo il pensiero più grande che ci portiamo da questa giornata. Ciao a tutti, e a domani con un nuovo racconto.








