Archivi della categoria: Archivio_2026

Quaresima 2026. Messe-cena per i giovani in Missione

Le Messe-cena con predicazione quaresimale del Vescovo potranno essere vissute come una sorta di pellegrinaggio nelle seguenti parrocchie:

  • Gio 19/2 ore 20.30 Chivasso (Madonna del Rosario)
  • Gio 26/2 ore 20.30 Ozegna
  • Mer 4/3 ore 20.30 Rivarolo (San Giacomo)
  • Gio 12/3 ore 20.30 Azeglio
  • Lun 23/3 ore 20.30 San Giusto
  • Ven 27/3 ore 20.30 Pavone

Le offerte raccolte durante le Messe (l’equivalente di una cena) sono destinate a sostenere il viaggio missionario dei giovani in Brasile.
Salvador – Barreiras. Dal 17 al 27 agosto 2026


Festa dei Fidanzati 2026: La Bellezza della Semplicità

L’Ufficio di Pastorale Familiare diocesana vi invita domenica 1° marzo a San Giovanni Canavese per una giornata di condivisione sulla scelta del matrimonio cristiano.
L’incontro è aperto a tutte le coppie: sia a chi sta frequentando (o ha già concluso) il percorso di preparazione, sia ai giovani fidanzati che desiderano semplicemente avvicinarsi a questa realtà.
Il programma della giornata:
Ore 10.45: Ritrovo presso la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Canavese.
Ore 11.00: Santa Messa comunitaria.
A seguire: Pranzo condiviso (ciascuna coppia è invitata a portare un piatto da mettere in comune).
Nel pomeriggio: Avremo la gioia di ricevere il saluto del nostro Vescovo Daniele e di ascoltare la testimonianza di una giovane coppia della Fraternità del Sermig di Torino.
Conclusione: Un momento di festa finale con merenda insieme.
Vi aspettiamo per riscoprire insieme quanto sia profonda e luminosa la bellezza del sacramento del matrimonio, vissuto con semplicità e gioia.


Pellegrinaggio giubilare ad Assisi e La Verna: 26-28 giugno 2026

Nel contesto dell’anno giubilare francescano 2026, la Diocesi di Ivrea promuove un intenso pellegrinaggio spirituale, guidato dal nostro Vescovo Daniele, ad Assisi e al Santuario de La Verna, in programma da venerdì 26 a domenica 28 giugno 2026.

Il viaggio prenderà il via il venerdì con la partenza al mattino presto. All’arrivo ad Assisi è prevista la visita alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e alla Porziuncola, luogo di nascita dell’Ordine dei Frati Minori e della morte di San Francesco. La giornata di sabato sarà interamente dedicata alla scoperta dei luoghi più significativi di Assisi: la Basilica di San Francesco, la Basilica di Santa Chiara, il Santuario della Spogliazione presso cui si potrà venerare il corpo di San Carlo Acutis, e il santuario di San Damiano dove il giovane Francesco in preghiera davanti al Crocifisso fece l’esperienza che segnò in modo decisivo la sua vocazione.

Domenica 28 giugno, prima del rientro in diocesi, il pellegrinaggio proseguirà verso il Santuario de La Verna, nel Casentino, luogo delle stimmate di San Francesco.

La quota di partecipazione è di 430 euro a persona in camera doppia e comprende viaggio e sistemazione alberghiera in pensione completa dalla cena del primo giorno alla colazione dell’ultimo giorno.

Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi presso la Curia Diocesana telefonando allo 0125 641138 o scrivendo a segreteriacuria@diocesivrea.it
Un’occasione preziosa per vivere un’esperienza di fede, fraternità e approfondimento spirituale nei luoghi che hanno segnato la vita di San Francesco.


XXX Giornata mondiale della Vita Consacrata

Questa mattina, alle 10,30 i consacrati e le consacrate si sono ritrovati con monsignor Daniele Salera al Tempio dell’Immacolata a Ivrea per la preghiera del Rosario offerto per le vocazioni alla vita consacrata nella nostra Diocesi. E’ seguita la Messa presieduta dal vescovo. Oltre ai consacrati e alle consacrate, hanno partecipato i fedeli che si sono uniti nella preghiera di ringraziamento per il dono della presenza delle comunità religiose nella nostra Diocesi.


Consiglio Pastorale Parrocchiale: organo primario di partecipazione

Nell’incontro di venerdì 6 febbraio 2026 per l’insediamento del Consiglio Pastorale Diocesano, viene presentato lo Statuto recentemente redatto del Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP).
Il CPP, “organo primario di partecipazione, strumento di comunione e corresponsabilità – come si legge nell’introduzione dello Statuto – è uno degli obiettivi connessi alla custodia della comunione e all’accoglienza di uno stile di lavoro sinodale che la Chiesa di Ivrea vuole darsi” nasce da alcune intuizioni del periodo post conciliare circa una più attiva partecipazione dei laici alla pastorale delle parrocchie e trovano attuazione pratica negli anni ’80 con la riforma del Codice di Diritto Canonico, che prevede la costituzione del CPP nel canone 536. Se il CPD rappresentava il popolo di Dio in diocesi, il CPP rappresenta “l’intera comunità parrocchiale nell’unità della fede e nella varietà dei carismi e ministeri”.
Il CPP dura in carica 5 anni. Membri di diritto sono il parroco, i sacerdoti e i diaconi suoi collaboratori. Tra i membri nominati dal parroco figurano una coppia di sposi (elemento di novità), un membro dell’ufficio degli affari economici, una rappresentante della vita consacrata. Sono membri eletti, invece, un operatore della liturgia, uno della catechesi, uno della carità e, (anche qui due elementi di novità), un rappresentante di chi in parrocchia organizza eventi e due giovani tra i 16 e i 35 anni, infine un rappresentante di movimenti e associazioni.
Lo Statuto del CPP passa in rassegna i temi gestionali e organizzativi di questo organo nonché le finalità; “progettare, accompagnare e sostenere le attività pastorali, ascoltare la voce dello Spirito Santo, riflettere sulla situazione della comunità, individuare le esigenze pastorali e culturali, studiare le modalità di attuazione delle indicazioni contenute nella Lettera Pastorale del vescovo, favorire la comunione tra cristiani, fornire indicazioni e criteri per l’amministrazione dei beni e delle strutture della parrocchia”.

Il vescovo monsignor Daniele Salera incontrerà i neo-costituiti Consigli Pastorali Parrocchiali con il seguente calendario:

  • Sabato 28 febbraio, a Vische con i CPP della Vicaria Calusiese- Strambinese dalle 14,30 alle 16,30.
  • Domenica 1 marzo, a Borgofranco con i CPP della Vicaria Pedemontana – Val Chiusella – Valle Dora dalle 15 alle 17.
  • Sabato 7 marzo, a San Giusto con i CPP della Vicaria Rivarolese dalle 10 alle 12.
  • Sabato 14 marzo, a Castellamonte con i CPP della Vicaria Castellamontese – Valle Orco – Valle Soana dalle 15 alle 17.
  • Sabato 21 marzo, a Chivasso con i CPP della Vicaria Chivassese dalle 10 alle 12.
  • Sabato 28 marzo, a Settimo Rottaro con i CPP della Vicaria Serra dalle 14,30 alle 16,30.
  • Domenica 29 marzo, ad Ivrea dalle 15 alle 17, l’ultimo incontro, con i CPP della Vicaria Urbana .

Consiglio Pastorale Diocesano: organo rappresentativo del “popolo di Dio” che costituisce la diocesi

Ritorna il Consiglio Pastorale Diocesano convocato per la prima volta nella serata di venerdì 6 febbraio, in vescovado, per la presentazione dei componenti, delle finalità che gli sono proprie indicate dallo Statuto appena redatto – e anche per la presentazione dello Statuto del Consiglio Pastorale Parrocchiale, che ogni parrocchia dovrà aver formato entro l’inizio della ormai vicina Quaresima. Infatti nei sabati e domeniche di Quaresima il vescovo Daniele incontrerà tutti i Consigli Pastorali Parrocchiali divisi per Vicaria. L’ultimo Consiglio Pastorale Diocesano era stato creato, con decreto vescovile, il 15 novembre 2014 e aveva validità di 5 anni. Al vescovo Daniele Salera è parso dunque che fosse giunto il tempo per ripristinare questo strumento di partecipazione alla vita della Diocesi.

Non si tratta quindi di qualcosa che nasce oggi, ma di una struttura interna alle Chiese particolari che trova giustificazione e sostegno nel Diritto Canonico che attribuisce al CPD il compito di “studiare, valutare e proporre conclusioni operative su quanto riguarda le attività pastorali della diocesi”, stabilendo che l’organo dev’essere “composto da fedeli che siano in piena comunione con la Chiesa cattolica, sia chierici, sia membri di istituti di vita consacrata, sia soprattutto laici; essi vengono designati nel modo determinato dal Vescovo diocesano”. I membri del CPD devono rappresentare “tutta la porzione di popolo di Dio che costituisce la diocesi, tenendo presenti le diverse zone della diocesi stessa, le condizioni sociali, le professioni e inoltre il ruolo che essi hanno nell’apostolato, sia come singoli, sia in quanto associati”.

Sempre secondo il Diritto Canonico, “spetta unicamente al vescovo diocesano, secondo le necessità dell’apostolato, convocare e presiedere il Consiglio Pastorale, che ha solamente voto consultivo; a lui pure unicamente compete rendere di pubblica ragione le materie trattate nel consiglio”.
Lo Statuto del CPD di Ivrea prende le mosse proprio dal Diritto Canonico ed integra scopi, funzionalità e compiti che sono propri della realtà della Chiesa locale; l’attenzione agli ultimi, la ricerca della dimensione comunitaria, missionaria ed ecumenica, l’apporto di Vicarie e Parrocchie, la rappresentatività del “popolo di Dio che è nella diocesi di Ivrea”. Lo statuto affronta ovviamente tutti gli aspetti della gestione e della funzionalità del CPD; dalla partecipazione dei membri al consiglio di presidenza, dalle sessioni di lavoro all’assemblea.

Lunga la lista del lavoro e dei compiti del CPD: studia la realtà pastorale della Diocesi, cerca di discernere “i segni dei tempi”, elabora e propone il piano pastorale, promuove il coordinamento diocesano tra settori pastorali, Vicarie, parrocchie e gruppi ecclesiali operanti in Diocesi, verifica e valuta l’attuazione delle varie iniziative pastorali, esamina tutto ciò che il Vescovo ritiene opportuno di sottoporgli e con lui matura le decisioni, si impegna a realizzare una Chiesa Comunione, promuove la vocazione, che è propria dei laici, di essere come tali chiamati a cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio, realizza una spiritualità di comunione, si impegna per migliorare l’attuazione del Concilio Vaticano II, promuove e coordina iniziative rivolte alla fede, la famiglia, l’educazione, la giustizia, la pace e la nonviolenza, il mondo del lavoro, i problemi sociali e la salvaguardia del creato, le relazioni interpersonali, l’emarginazione e l’integrazione in tutti i suoi aspetti e in generale la promozione umana.

Il CPD sarà convocato 4 volte nell’arco dell’anno pastorale, e la convocazione tocca al Vescovo.

Consiglio Pastorale Diocesano e Consiglio Pastorale Parrocchiale: vivere un’esperienza di comunione

Con il nuovo anno solare vivremo la seconda fase del cammino diocesano, prefigurata nella mia Lettera pastorale “Vivere e annunciare la riconciliazione”. In questo tempo – che in parte coinciderà con la Quaresima – daremo vita a tutti gli organismi di partecipazione previsti dal Diritto canonico e richiesti dal Cammino sinodale che la Chiesa intera sta vivendo in questi anni.
Il legame fra la composizione dei vari Consigli (Presbiterale – già a dicembre 2025 -, Pastorale Diocesano, Pastorale Parrocchiale, Diocesano e Parrocchiale per gli Affari Economici) e il cammino indicato nella Lettera pastorale è espresso dal desiderio che questi organismi di partecipazione non favoriscono tanto il moltiplicarsi di strutture e “processi burocratici”, quanto piuttosto l’unità dei carismi, il dialogo, il confronto costruttivo, e dunque stiano vissuti da chi ne fa parte come vere e proprie “scuole” di comunione e riconciliazione.
Imparare a dialogare, a confrontarsi anche con chi non la pensa come noi, valorizza i carismi di tutti riconoscendo in essi un dono che Dio ha fatto alla nostra Chiesa locale: ecco uno degli obiettivi di questi organismi; il secondo corrisponde alla possibilità che queste esperienze daranno a tutti noi di interrogarci – in un clima di preghiera e ascolto della Parola e della realtà – circa la volontà di Dio per noi.

Spesso procediamo per automatismi o abitudini, andiamo avanti facendo sempre le stesse cose e ci lamentiamo perché non otteniamo più quanto ricordiamo del nostro passato, perché siamo sempre di meno e sempre meno giovani. Questo tipo di lamentele sono piuttosto l’effetto di un cammino ecclesiale che non si lascia illuminare dalla Parola e animare dalla grazia, che non legge più “i segni dei tempi”.
A tal proposito mi piace riprendere un passaggio tratto dal Documento con cui San Giovanni XXIII indiceva il Concilio: “Noi invece amiamo riaffermare la Nostra incrollabile fiducia nel divin Salvatore del genere umano, che non ha affatto abbandonato i mortali da lui redenti. Anzi, seguendo gli ammonimenti di Cristo Signore che ci esorta ad interpretare “i segni dei tempi” (Mt 16,3), fra tanta tenebrosa caligine scorgiamo indizi non pochi che sembrano offrire auspici di un’epoca migliore per la Chiesa e per l’umanità” (Humanae salutis 4).

Rileggendo questo profetico documento (del 1961), sembra arrivare anche a noi la medesima raccomandazione che il “papa buono” volle offrire alla Chiesa e al mondo: il Signore non è assente, non sta altrove, non è in silenzio, ha salvato il mondo e continua a farlo anche attraverso la nostra collaborazione (e sembra anche attraverso le nostre infedeltà). Sarà importante formare coloro che faranno parte di queste nuove realtà: formarli/le ad intraprendere questa nuova missione con una mentalità nuova, che non applichi gli schemi di sempre, che non imponga il suo pensiero e le sue idee, bensì si disponga all’ascolto, al discernimento, all’elaborazione di proposte.

Per questo siamo decisi e confidenti nel partire, per questo abbiamo fiducia che il lavoro di questi organismi avrà molto a che fare con una rinnovata comunione che il Signore vorrà donare alla nostra Chiesa di Ivrea. Il Consiglio Pastorale Diocesano in particolare (composto da battezzati provenienti dall’intero territorio della Diocesi e da coloro che vivono parte del proprio servizio negli Uffici Pastorali della Curia, o da me direttamente nominati), dopo un iniziale percorso formativo, sarà chiamato a pregare insieme, a leggere la realtà diocesana, a trovarvi connessioni con le prossime Lettere pastorali, a vivere infine un’esperienza di comunione che aiuti tutta la Diocesi a seguire il Signore senza precederLo.

+ Daniele, Vescovo

Presentazione della Traduzione letteraria ecumenica del Nuovo Testamento – 30 gennaio 2026

L’Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e la Pace invita alla presentazione della Traduzione letteraria ecumenica del Nuovo Testamento che si terrà venerdì 30 gennaio 2026 ore 20.30 presso il Polo Universitario Officina H, via Monte Navale 2, Ivrea.

Intervengono:

  • Luca Maria Negro, pastore battista, segretario generale della società biblica in Italia
  • Gianluca Carrega, presbitero della diocesi di Torino, docente di Nuovo Testamento presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale