Author: admindiocesi

Calendario incontri in preparazione al matrimonio cristiano. Anno 2025

Vicaria Urbana
Gennaio – Febbraio 2025 Parrocchia della Cattedrale
0125 424590 – Padre Samuele
Inizio venerdì 17 gennaio, h.21
Casa Parrocchiale S. Ulderico Via Cattedrale 5
Marzo – Aprile 2025 Parrocchia San Lorenzo Ivrea
tel. 0125 617927 – don Gianni
Inizio 7 marzo, a seguire: 14, 21 e 28 marzo, 4 e 11 aprile h.21
Oratorio San Lorenzo
Vicaria Calusiese/Strambinese
——- Parrocchia di Strambino
Per iscrizioni e info:
tel. 0125 637061 – don Morella
——-
Vicaria Castellamontese e Valli Orco E Soana
Marzo 2025 Parrocchia di Castellamonte
335 248083 – don Angelo
Venerdì 7-14-21-28, ore 20.30
Sala don Bosco – Castellamonte
Vicaria Calusiese/Strambinese
——- Parrocchia di Strambino
Per iscrizioni e info:
tel. 0125 637061 – don Morella
——-
Vicaria Pedemontana/Valchiusella e Valle Dora
Ottobre e Novembre 2025 Parrocchia di Borgofranco
335 6890276 – don Arnaldo
Inizio corso primo venerdì di ottobre,
h. 20,30
Vicaria Calusiese/Strambinese
——- Parrocchia di Strambino
Per iscrizioni e info:
tel. 0125 637061 – don Morella
——-
Vicaria Rivarolese

 

Gennaio 2025 Parrocchie di San Giorgio e San Giusto
347 4146622 San Giusto (don Marco) 328 7871122 San Giorgio (don Luca)
Primo incontro con il parroco di San Giorgio o di San Giusto, nel mese di gennaio;
in quell’occasione verrà comunicata la data di inizio del corso.
Gennaio/Aprile 2025 Parrocchie di Rivarolo
0124 29124
Occorre iscriversi attraverso un colloquio personale con il parroco chiamando o inviando in SMS al 366 8948017.
Vicaria Pedemontana/Valchiusella e Valle Dora
Ottobre e Novembre 2025 Parrocchia di Borgofranco
335 6890276 – don Arnaldo
Inizio corso primo venerdì di ottobre,
h. 20,30
Vicaria Calusiese/Strambinese
——- Parrocchia di Strambino
Per iscrizioni e info:
tel. 0125 637061 – don Morella
——-
Vicaria Rivarolese
Gennaio 2025 Parrocchie di San Giorgio e San Giusto
347 4146622 San Giusto (don Marco) 328 7871122 San Giorgio (don Luca)
Primo incontro con il parroco di San Giorgio o di San Giusto, nel mese di gennaio;
in quell’occasione verrà comunicata la data di inizio del corso.
Gennaio/Aprile 2025 Parrocchie di Rivarolo
0124 29124
Occorre iscriversi attraverso un colloquio personale con il parroco chiamando o inviando in SMS al 366 8948017.
Vicaria Chivassese
Ottobre 2025 Parrocchia del Duomo di Chivasso
011 9101282
Inizio il primo venerdì di ottobre, h. 20.45
Oratorio Beato Carletti – Chivasso
Febbraio-Marzo 2025 Parrocchia di S. Giuseppe Lavoratore di Chivasso
3662541979 – 011 9111956 – don Tonino tonino.pacetta@alice.it
Venerdì sera, cadenza settimanale
dalle 21.00 alle 22.30
Salone parrocchiale di S. Giuseppe Lavoratore via Blatta n 30, Chivasso

COMUNICATO STAMPA 2° lancio – 16 gennaio 2025

In attesa dell’arrivo del nuovo vescovo di Ivrea, Mons. Daniele Salera, sono stati organizzati a livello diocesano quattro incontri di preghiera in preparazione all’ingresso del 15 febbraio prossimo. Il primo incontro di preghiera è previsto per martedì 4 febbraio alle ore 18,30 presso il Duomo di Chivasso; il secondo sarà il giorno successivo mercoledì 5 febbraio alle 20,30 presso la Chiesa di Santa Maria in Doblazio a Pont Canavese; il terzo giovedì 6 febbraio alle ore 16 nella parrocchia di San Giacomo a Rivarolo e infine l’ultimo ad Ivrea venerdì 7 febbraio alle ore 21 presso la parrocchia del Sacro Cuore.

Da ricordare, infatti, che tale evento è bene che sia accompagnato dalla preghiera per il vescovo e la sua missione, per la diocesi e per i diocesani, e che l’ingresso solenne è la festosa circostanza in cui il nuovo vescovo entra nella propria Cattedrale con l’autorità di cui è investito ed è la prima occasione in cui incontra il suo clero e il suo popolo. E’ necessario dunque anche capirne a fondo il senso e il significato per vivere in pienezza quel momento.

In occasione dell’ingresso del vescovo Daniele, l’Amministratore Apostolico Mons. Edoardo Cerrato ha emesso un decreto in cui ordina che “nel pomeriggio e serata di sabato 15 febbraio su tutto il territorio e in tutte le parrocchie, cappelle e chiese della Diocesi non siano celebrate né le S. Messe vigiliari della VI domenica del Tempo Ordinario, Anno C, né alcuna altra Messa o celebrazione liturgica e che tutti i presbiteri, diaconi, religiosi e fedeli partecipino, salvo cause di forza maggiore e legittimi impedimenti, alla presa di possesso del nuovo vescovo di Ivrea, Mons. Daniele Salera”.

Tutto il rito di ingresso sarà trasmesso in streaming sui social della diocesi di Ivrea e su quelli de Il Risveglio Popolare per facilitare la partecipazione ai lontani e a chi non ha possibilità di essere quel giorno ad Ivrea. L’ingresso del nuovo vescovo avverrà in Cattedrale e per chi non vi troverà posto potrà recarsi nella chiesa del Tempio dell’Immacolata dove sarà allestito appositamente un maxi schermo e dove il Vescovo Daniele rivolgerà un primo saluto. Per l’ingresso in Cattedrale il comitato organizzatore non ha previsto dei pass se non per i giornalisti al fine di facilitare il loro lavoro. Il saluto del Sindaco di Ivrea Matteo Chiantore a Mons. Daniele Salera, a nome di tutti i Sindaci del territorio che già in precedenza avranno preso posto all’interno della Cattedrale, avverrà sul sagrato della Cattedrale stessa.

Ricordo la sezione dedicata all’ingresso di Mons. Salera sul sito della diocesi di Ivrea raggiungibile dalla home page del sito www.diocesivrea.it mediante l’apposito banner oppure tramite il Qrcode qui in basso. L’Ufficio Comunicazioni Sociali diocesano ha previsto il rilascio di appositi pass per gli operatori degli organi di informazione; la procedura per l’accredito è pubblicata sulla pagina principale della sezione dedicata alla liturgia di ingresso.

Ufficio Comunicazioni Sociali – Diocesi di Ivrea

Carlo Maria Zorzi – 3494168283

ufficiocomunicazionisociali@risvegliopopolare.it


COMUNICATO STAMPA 1° lancio – 9 gennaio 2025

L’ingresso in Diocesi del nuovo Vescovo, monsignor Daniele Salera, è previsto per sabato 15 febbraio a partire dalle ore 15 in Cattedrale ad Ivrea. Per l’occasione sarà coinvolto anche il Tempio delle Suore dell’Immacolata di Via Varmondo nella forma che nelle prossime settimane potremo presentare con dovizia di particolari dal punto di vista del programma del pomeriggio e dell’accessibilità all’evento.

La settimana scorsa un comitato di una dozzina di persone tra preti e laici, con competenze diverse, si è installato per preparare l’ingresso del vescovo Daniele e curare tutti gli aspetti di accoglienza, comunicazione, liturgia, logistica, ordine pubblico, necessari per la buona riuscita di questo momento solenne per la vita della diocesi.

Il giornale diocesano Il Risveglio Popolare apre col numero odierno, una rubrica nella quale, settimana dopo settimana, saranno pubblicate le informazioni necessarie non solo per “saperne di più” sull’ingresso di monsignor Salera ma anche per permettere una preparazione e poi una partecipazione consapevole, ordinata e proficua anche dal punto di vista spirituale.

Quest’ufficio ha già predisposto una specifica sezione all’interno del sito web della diocesi di Ivrea completamente dedicato all’ingresso del vescovo Daniele. La sezione è raggiungibile dalla home page del sito www.diocesivrea.it mediante l’apposito banner, oppure semplicemente inquadrando con lo smartphone il QRcode qui sotto. I contenuti sono articolati in sei sezioni che verranno aggiornate progressivamente per permettere a tutti gli interessati di restare informati in tempo reale sulle ultime novità.

Di particolare interesse sono le pagine dedicate alle informazioni organizzative e alla liturgia (per i fedeli, per i sacerdoti, per le autorità, ecc…), e a quelle utili per il lavoro dei colleghi giornalisti. Per questi, infatti, sono state predisposte le sezioni dedicate ai comunicati stampa e al Press Kit che raccoglierà le informazioni essenziali per la cronaca e la narrazione dei protagonisti della liturgia dell’ingresso. L’Ufficio Comunicazioni Sociali diocesano, come già per altre occasioni, ha previsto il rilascio di appositi pass per gli operatori degli organi di informazione. I colleghi giornalisti interessati a partecipare potranno fare richiesta seguendo le informazioni pubblicate sulla pagina principale della sezione dedicata alla liturgia di ingresso.

Ufficio Comunicazioni Sociali – Diocesi di Ivrea

Carlo Maria Zorzi – 3494168283


Omelia nella S. Messa di apertura dell’Anno Santo Ivrea, Cattedrale, 29 dicembre 2024

Sia lodato Gesù Cristo!

Grazie, carissimi Fratelli e Sorelle, per la vostra numerosa presenza a questo atto solenne della apertura dell’Anno Santo del Giubileo nella nostra Diocesi, come avviene oggi in tutte le Diocesi del mondo.

  1. Questa S. Messa è iniziata non al termine del nostro cammino dal Tempio dell’Immacolata alla Cattedrale: la celebriamo dentro a questo cammino che è simbolo di ciò che la Chiesa ci chiede nell’Anno Santo, “tempo di rinnovamento della fede e della vita cristiana”, come ha detto il Santo Padre e come ci ha chiesto, nel suo primo saluto alla Diocesi, il nuovo Vescovo che attendiamo con gioia: “Saremo insieme – ha detto – pellegrini nel “tempo propizio” dell’anno giubilare, volendolo vivere non tanto come un evento – pur solenne -, quanto piuttosto come un cammino comunitario che permetta a tutti noi di essere confermati nel primato di Dio… Attingeremo insieme alla misericordia del PadreSeguiremo insieme le tracce di tutti quei testimoni che hanno compreso nella loro carne quanto la fede ricevuta non potesse essere intesa esclusivamente come un bene per se stessi, quanto piuttosto come una luce data “per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte”.

Di un cammino, anche la festa della S. Famiglia di Nazaret ci parla oggi nel Vangelo (Lc. 2,41-52): quello di Maria e di Giuseppe che “si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua”; e del cammino di Gesù che, dodicenne, salì al Tempio con loro, ma al momento della partenza, senza che i suoi se ne accorgessero, decise di fermarsi a Gerusalemme, costringendoli, mentre già stavano tornando a Nazaret, a ripercorrere la strada all’indietro, e ad ascoltare una domanda: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”; una domanda che li introdusse in un nuovo cammino durante il quale “sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore”.

L’Anno Santo, con la sua chiamata ad una conversione non di facciata, ad un cambiamento profondo della vita, ci immette in un cammino che non è di folklore… Il cammino di andata e quello di ritorno di Maria e di Giuseppe ci insegna che è importante salire a Gerusalemme, ma più importante è come dalla Città Santa si riparte… “Carissimi, vedete – abbiamo ascoltato dall’Apostolo (1Gv 3,1-2.21-24) – quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui”.

  1. Nella notte di Natale, nella Basilica di S. Pietro, il Successore dell’Apostolo ha detto: “Il cielo si apre sulla terra: Dio si è fatto uno di noi per farci diventare come Lui, è disceso in mezzo a noi per rialzarci e riportarci nell’abbraccio del Padre. Questa, sorelle e fratelli, è la nostra speranza. Dio è l’Emmanuele, è Dio-con-noi. L’infinitamente grande si è fatto piccolo; la luce divina è brillata fra le tenebre del mondo; la gloria del cielo si è affacciata sulla terra. E come? Nella piccolezza di un Bambino. E se Dio viene, anche quando il nostro cuore somiglia a una povera mangiatoia, allora possiamo dire: la speranza non è morta, la speranza è viva, e avvolge la nostra vita per sempre! La speranza non delude… Questa è la notte in cui la porta della speranza si è spalancata sul mondo… La speranza cristiana non è un lieto fine da attendere passivamente, non è l’happy end di un film: è la promessa del Signore da accogliere qui, ora, in questa terra che soffre e che geme. Essa ci chiede perciò di non indugiare, di non trascinarci nelle abitudini, di non sostare nelle mediocrità e nella pigrizia; ci chiede – direbbe Sant’Agostino – di sdegnarci per le cose che non vanno e avere il coraggio di cambiarle; ci chiede di farci pellegrini alla ricerca della verità, sognatori mai stanchi, donne e uomini che si lasciano inquietare dal sogno di Dio, che è il sogno di un mondo nuovo, dove regnano la pace e la giustizia. Il Giubileo, questo è il tempo della speranza! Esso ci invita a riscoprire la gioia dell’incontro con il Signore, ci chiama al rinnovamento spirituale e ci impegna nella trasformazione del mondo… Sorella, fratello, è per te che si apre la “porta santa” del cuore di Dio. Gesù, Dio-con-noi, nasce per te, per me, per noi, per ogni uomo e ogni donna. E, con Lui, fiorisce la gioia, con Lui la vita cambia, con Lui la speranza non delude”.

Ringrazio il Santo Padre per questa presentazione così semplice e bella del Giubileo.

  1. Carissimi Fratelli e Sorelle, considero significativo che con i primi passi dell’Anno Santo si concluda il mio ministero tra voi, iniziato, dodici anni fa, con l’apertura dell’Anno della Fede il quale è stato la grande luce – lumen fidei – a cui ho cercato di ispirare gli intenti, i metodi, le scelte del mio servizio, privilegiando l’essenziale più che altre cose che fanno notizia; il cambiamento interiore, più che manovre organizzative… Lo dicevo anche nell’ultima Lettera Pastorale: abbiamo bisogno di “una sincera conversione non solo nelle cose che si fanno, nelle attività e nei metodi pastorali, nelle dinamiche del vivere ecclesiale, ma in primo luogo nel “sottosuolo”, là dove affondano le radici del credere e del vivere da discepoli del Signore. Si tratta di chiederci se siamo disposti a conformare a Gesù Cristo la nostra vita personale, il nostro modo di pensare e di valutare le cose, il nostro parlare e il nostro agire; se siamo disposti ad accogliere tutto il Suo insegnamento, le verità della fede, la visione della realtà che da Lui ci viene; se è presente e vivo in noi un serio cammino di preghiera, di ascolto della Parola di Dio e del Magistero, di accoglienza della Grazia che il Signore ci offre attraverso i Sacramenti, e se c’è l’impegno di una concreta e vera carità fraterna…”.

Ho fatto quello che ho saputo fare e chiedo perdono delle mie incapacità e inadeguatezze.

Ringrazio i tanti, soprattutto i tantissimi laici, vicini alla Chiesa e anche lontani dalla pratica religiosa, che, con parole non di circostanza e in tanti modi, affettuosamente mi hanno espresso di aver compreso.

Continuerò ogni giorno, Amici, a pregare per voi e a chiedere che la Chiesa che è in Ivrea cresca nella fede, e viva nella pace vera!

Sia lodato Gesù Cristo!

Discorso alla Città per l’Offerta del Cero Votivo Ivrea, Chiesa Cattedrale, 6 Gennaio 2025

Carissimi Amici!

  1. Con questa parola, che mi è cara per la ricchezza dei suoi contenuti, vi do il più cordiale benvenuto in Cattedrale, salutando tutta la Città che sento mia e che voi rendete presente partecipando, numerosi come sempre, a questo tradizionale momento, bello ed atteso.

Fin dal mio arrivo a Ivrea mi sono rivolto a tutti chiamandovi “Amici”. E ora, alla ormai imminente conclusione del mio servizio alla Diocesi, desidero ringraziarvi per l’affetto e la benevolenza che in questi dodici anni ho trovato dentro la comunità cristiana e – con immenso piacere – anche fuori di essa.

Vi ringrazio di cuore, carissimi Eporediesi per essermi stati amici, e per aver donato la stessa l’amicizia anche alla mia cara mamma facendola sentire di casa in questa Città.

Vi ringrazio per le tante – tantissime! – espressioni di affetto che, dal giorno in cui è stato annunciato il mio Successore, ho ricevuto, anche nella semplicità degli incontri per strada…

Porterò con me, nella nuova fase che nella mia vita si apre, un tesoro prezioso di relazioni e di affetti che non coinvolgono solo la sfera dei sentimenti, poiché “volersi bene” è “volere il bene dell’altro” e io sono pienamente concorde su quanto diceva il grande Benedetto XVI che mi ha inviato a Ivrea come Vescovo: “Esserci è un bene”, ed è “un bene che l’altro ci sia”.

Ogni persona umana è un valore prezioso: un essere unico e irripetibile, chiamato a vivere la sua unicità nella comunità, dentro ad una rete di rapporti e nella ricerca del bene comune.

Grazie di cuore!

  1. Cari Amici, lo Storico Carnevale che oggi iniziamo, è l’ultimo a cui partecipo come Vescovo di Ivrea… Ad altro titolo spero di tornare a viverlo anche negli anni che verranno…

In occasione del primo che vissi con voi nel 2013 dissi che il Carnevale di Ivrea non è una “carnevalata”. Ne sono sempre stato convinto. Il suo spirito genuino è quello di una festa di popolo che rievoca momenti significativi della propria storia, alla quale la fede cristiana non solo non è estranea, ma è parte del suo stesso tessuto… Di qui nasce la presenza del Vescovo a tanti momenti della manifestazione: a partire dalla offerta del Cero alla Cattedrale.

In tutti questi anni, quella che potrebbe essere l’omelia di una celebrazione liturgica ho desiderato che avesse la forma di Discorso del Vescovo alla Città: rivolto non solo ai credenti e ai praticanti, ma a tutti, poiché la festa è la festa di tutti.

Così ho cercato, di anno in anno, di affrontare qualche tema: che significa oggi la liberazione dal tiranno? Che cos’è la vera libertà e che cosa comporta la battaglia di un popolo per la libertà? In che consiste l’unità del popolo, il nostro essere uniti? Qual è valore del sacrificio per essere liberi davvero? Quali le caratteristiche del nostro tempo, della sua cultura, della mentalità oggi diffusa?

Quest’anno vorrei proporre a tutti una riflessione a partire dal cammino dei Magi, i Tre Re alla cui chiesa, sul Monte Stella, siete saliti a portare omaggio.

Erano esperti di astronomia, e guardando una stella particolare, apparsa ai loro giorni nel cielo, sentirono di doversi mettersi in cammino per seguirne il corso!

Sono espressione, questi uomini, dell’uomo che ragionevolmente ascolta il desiderio più profondo del suo essere… Portavano in cuore – come ogni uomo, e proprio perché uomo – il desiderio di qualcosa a cui l’essere umano anela poiché sempre attende un “di più”, qualcosa che sta “oltre” tutto ciò che vedi, fai, dici, vivi…

È il desiderio profondamente umano cantato dai nostri poeti, riguardo ai quali possiamo dire ciò che il poeta latino Marziale affermava: “Pagina nostra sapit hominem”: ha sapore di uomo la nostra pagina

Eugenio Montale: «Sotto l’azzurro fitto del cielo / qualche uccello di mare se ne va / né sosta mai / perché tutte le immagini / portano scritto: “più in là”»; è ciò che Ungaretti ha espresso con il suo «M’illumino di immenso»; e che Clemente Rebora ha detto in versi bellissimi: «Qualunque cosa tu dica o faccia / c’è un grido dentro: / non è per questo, non è per questo! E così tutto rimanda / a una segreta domanda…».

«L’infinito – scriveva Dostoevskij – è indispensabile all’uomo… Tutta la legge dell’esistenza umana consiste solo in ciò: che l’uomo possa sempre inchinarsi dinanzi all’infinitamente grande…»; e St-Exupéry: «Se vuoi costruire una barca non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto, infinito».

Si potrebbe continuare per ore…

L’essere umano “attende”: è “proteso” verso una pienezza che sente di non avere, ma di cui è assetato…; è questo anelito che costituisce il “cuore” dell’uomo, le profondità dell’essere umano, il bisogno più radicato e forte che l’uomo porta in sé anche quando non lo sa.

Ecco, Amici, da questo sono stati spinti al cammino i Magi pagani di cui ci parla oggi il Vangelo! Erano cercatori di infinito; non si sono accontentati di guardare la superficie della realtà, hanno camminato con speranza, con fiducia… Hanno camminato ed hanno trovato che ciò che il cuore umano desidera non è qualcosa, ma Qualcuno e sono ripartiti prendendo “un’altra via”: sono rientrati nella vita di ogni giorno portando in cuore ciò che il cammino aveva fatto loro trovare.

Il mio augurio – esso stesso un atto di amicizia – è che tutti noi alla luce di ciò che è infinitamente grande comprendiamo il senso vero della vita!

Ad ognuno un forte abbraccio.


Comunicazione della data di ingresso di Mons. Salera

L’Amministratore Apostolico di Ivrea, Mons. Edoardo Cerrato, comunica la data dell’ingresso in diocesi del suo successore, Mons. Daniele Salera

Carissimi Fratelli e Sorelle, carissimi Amici,

ho portato ieri a Roma il primo omaggio della Diocesi a Sua Eccellenza monsignor Daniele Salera ed ho la gioia di trasmettervi il suo saluto.
Il Vescovo eletto farà l’ingresso solenne, entrando così nel pieno possesso del suo ufficio il 15 febbraio 2025. Nei prossimi giorni sarà data comunicazione degli orari e dello svolgimento di questo importante atto canonico. Ora, nell’attesa del suo arrivo, invito la diocesi a continuare la preghiera intensa e filiale per lui.

+ Edoardo, Amministratore Apostolico

Saluto di Mons. Salera alla Diocesi di Ivrea

Ai presbiteri,

ai consacrati e alle consacrate,

ai diaconi permanenti e ai laici

della Diocesi di Ivrea

Ai responsabili delle Istituzioni

civili e militari, presenti e operanti

nei 102 Comuni della Diocesi

 

Carissimi/e,

con grande gioia ho accolto dal Santo Padre Francesco la nomina a Vescovo di Ivrea; fin da ora attendo, con sincero entusiasmo e profonda consolazione, il giorno dell’ingresso in Diocesi.

Sono figlio della amata Diocesi di Roma, cresciuto nel suo territorio. Dalla Chiesa che è in Roma ho ricevuto il dono e la protezione dei sacramenti e della vita fraterna. Debbo molto ai suoi pastori e – insieme – al suo gregge. Essere presbitero e poi vescovo in questa città mi ha insegnato ad ampliare i naturali confini dell’appartenenza, osservando i tanti modi di essere Chiesa e di vivere la comune vocazione battesimale, in obbedienza al Magistero del Santo Padre e in ascolto del sensus fidei fidelium. Tutto ciò mi aiuta a non sentire fin da ora alcuna distanza con la terra eporediese, che vorrò servire come nuovo Vescovo.

Saremo insieme pellegrini nel “tempo propizio” dell’anno giubilare, volendolo vivere non tanto come un evento – pur solenne -, quanto piuttosto come un cammino comunitario che permetta a tutti noi di essere confermati nel primato di Dio sulla terra, sui beni, sulle nostre vite e vocazioni. Attingeremo insieme alla misericordia del Padre che attraverso il Figlio dona a noi lo Spirito al di là di ogni nostra umana aspettativa: “Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo” (1Pt 2,4-5). Seguiremo insieme le tracce di tutti quei testimoni che hanno compreso nella loro carne quanto la fede ricevuta non potesse essere intesa esclusivamente come un bene per se stessi, quanto piuttosto come una luce data per “per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte” (Lc 1,79). Al n. 42 dell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, papa Francesco ci ricorda che: “non potremo mai rendere gli insegnamenti della Chiesa qualcosa di facilmente comprensibile e felicemente apprezzato da tutti. La fede conserva sempre un aspetto di croce, qualche oscurità che non toglie fermezza alla sua adesione. Vi sono cose che si comprendono e si apprezzano solo a partire da questa adesione che è sorella dell’amore, al di là della chiarezza con cui se ne possano cogliere le ragioni e gli argomenti. Per questo occorre ricordare che ogni insegnamento della dottrina deve situarsi nell’atteggiamento evangelizzatore che risvegli l’adesione del cuore con la vicinanza, l’amore e la testimonianza”. Sperimento da tempo il profondo realismo di queste parole e sono convinto che questa sia la via attualissima e feconda della missione secondo lo stile di prossimità.

Fra qualche giorno sarà Natale e vi scrivo di ritorno da un campo di formazione per giovani capi dell’ A.G.E.S.C.I. Tra di essi vi era una capo di Ivrea che non poteva sapere della mia nomina, guardando a lei ho pensato a tutti i giovani della nostra Diocesi, al futuro della nostra Chiesa, ma anche a coloro che fra di essi avranno bisogno della “Luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9): come si illuminano i loro occhi quando gli si annuncia – anche con il canto che in questi giorni ci ha accompagnato – che il Signore è vicino, assume la nostra natura umana e in Lui tutto è possibile: “perché abbiamo udito le sue parole, perché abbiam veduto vite cambiare, perché abbiamo visto l’amore vincere, sì abbiamo visto l’amore vincere!”.

Ringrazio fin da ora il fratello Vescovo Edoardo Aldo Cerrato, che so mi sarà vicino in questo delicato passaggio di consegne, lo ringrazio per quanto ha seminato in mezzo a voi e perché so mi consegna una “bella” sposa, ricca di storia e di fede. Saluto gli Eminentissimi Cardinali Bertone, Bertello e Miglio, e i vescovi Farinella, Piretto e Debernardi, figli di questa terra, chiedendo loro di pregare per me. Mi affido all’ intercessione dell’Assunta e di san Savino, patrono della Diocesi.

A tutti voi, carissimi fratelli e sorelle, invio la mia benedizione e assicuro la mia preghiera, in attesa di vederci presto e di camminare insieme.

16 dicembre 2024

+ Daniele Salera

Vescovo eletto di Ivrea

 

Saluto di Mons. Cerrato alla Diocesi di Ivrea

Ai Presbiteri, ai Diaconi, ai Consacrati e ai Laici

della S. Chiesa che è in Ivrea

Ivrea, 16 Dicembre 2024

Carissimi Fratelli e Sorelle,

nel momento in cui diventa ufficiale la notizia della nomina di Sua Eccellenza Monsignor Daniele Salera, finora Vescovo Ausiliare di Roma, a nuovo Pastore di Ivrea, desidero dire grazie: al Signore che ce lo dona, al Santo Padre che lo ha scelto, a lui che ha accolto la chiamata e viene come Successore degli Apostoli in questa Chiesa che amiamo.

Accolgo con voi, pieno di gratitudine, il primo saluto che il nostro nuovo Vescovo ci indirizza e glielo ricambio con fraterno affetto.

Ho pregato per lui prima ancora di conoscere chi fosse e continuo a farlo ora, nell’attesa del suo arrivo, prevedibilmente in febbraio 2025, chiedendo a tutti di unirci nel domandare al Signore di colmarlo dei Suoi doni e di dargli anche la gioia di trovare, lungo tutto il suo cammino, cuori aperti alla vera comunione e capaci di quella sincera amicizia che rende più leggere le fatiche, come ho potuto personalmente sperimentare nell’incontro con tante persone – davvero tante: vicine e lontane dalla Chiesa – che me ne hanno fatto dono, e alle quali, ancora una volta, con tutto il cuore dico grazie.

Nell’attesa dell’ingresso in diocesi del Vescovo eletto, avrò l’occasione di congedarmi da voi nei modi più semplici dell’incontro personale, quelli che ho sempre preferito, ma ci sarà anche il momento dell’ufficialità. Fin d’ora però desidero dirvi che ringrazio il Signore per questi dodici anni vissuti con voi.

Fin dal mio arrivo vi ho salutati – e vi saluto ora, alla partenza – con quel “Sia lodato Gesù Cristo” che riprende l’acclamazione liturgica «Lode a Te, o Cristo» con cui affermiamo la nostra fede nella Sua presenza tra noi, e lo riconosciamo fondamento e centro della nostra vita, come dice san Paolo: «Per me vivere è Cristo»; «Vivo io, non più io, Cristo vive in me», e come la S. Liturgia ci fa pregare: «Ti lodino Signore, le nostre labbra, Ti lodi il nostro cuore, e poiché tuo è tutto ciò che noi siamo, sia tuo tutto ciò che noi viviamo».

Sinceramente vi posso dire che nel mio ministero ho avuto come intento e impegno fondamentale quello di  annunciarvi Gesù Cristo, di favorire l’incontro con Lui, di crescere – come vi scrissi nel primo saluto alla diocesi – nella «“intima amicizia con Gesù da cui tutto dipende”»… «Gesù Cristo diventi sempre più il centro della nostra vita; la nostra esistenza sia trasformata dalla Sua gloria che è la Sua presenza amata ed accolta; che a Ivrea sia da noi vissuta la vita nuova che avrà la sua pienezza nella Casa luminosa e bellissima del Padre. Tutto il resto ha senso solo in questo contesto. Tutto il resto lo vivremo – con l’aiuto di Dio – vivendo questa realtà da cui “tutto dipende”».

L’inizio del mio servizio in Ivrea coincise con l’inizio dell’Anno della fede, indetto da Sua Santità Benedetto XVI per il 50° di inizio del Concilio Vaticano II, il cui autentico insegnamento il Santo Padre ci riproponeva. Sull’intero mio cammino tra voi, preziosa fonte di luce è stata la Lettera Apostolica “Porta fidei”, con le sue chiare indicazioni: «La “porta della fede” che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa, è sempre aperta per noi. È possibile oltrepassare quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma. Attraversare quella porta comporta immettersi in un cammino che dura tutta la vita. Esso inizia con il Battesimo, mediante il quale possiamo chiamare Dio con il nome di Padre, e si conclude con il passaggio attraverso la morte alla vita eterna, frutto della risurrezione del Signore Gesù che, con il dono dello Spirito Santo, ha voluto coinvolgere nella sua stessa gloria quanti credono in Lui. Professare la fede nella Trinità – Padre e Figlio e Spirito Santo – equivale a credere in un solo Dio che è Amore: il Padre, che nella pienezza del tempo ha inviato suo Figlio per la nostra salvezza; Gesù Cristo, che nel mistero della sua morte e risurrezione ha redento il mondo; lo Spirito Santo, che conduce la Chiesa attraverso i secoli nell’attesa del ritorno glorioso del Signore. Fin dall’inizio del mio ministero come Successore di Pietro ho ricordato l’esigenza di riscoprire il cammino della fede per mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo».

Questo, con l’aiuto di Dio, ho cercato di fare in ogni atto – dal più semplice al più solenne – del mio ministero. Sono consapevole di essere stato inadeguato in tante cose e vi chiedo perdono. Mi conforta però la Lettera Enciclica “Dilexit nos” nella quale Sua Santità Papa Francesco ci invita ad un cammino che, con le mie povere forze, ho cercato di percorrere.

Filialmente grato al Vicario di Cristo, mi permetto di affidare l’Enciclica alla vostra riflessione e con cuore di padre e di fratello vi benedico invocando su tutti, per intercessione di Maria, nostra Ss. Madre, e dei nostri Santi, la Benedizione del Signore. Continuerò a farlo ogni giorno là dove sarò.

Nel Cuore di Cristo aff.mo

 

† Edoardo,

Amministratore Apostolico


Annuncio del nuovo Vescovo della Diocesi di Ivrea

Benedetto colui che viene nel nome del Signore

Monsignor Vescovo annuncia con gioia la nomina del Successore sulla Cattedra Eporediese:

Sua Eccellenza Reverendissima

Monsignor Daniele Salera

e invita tutte le Comunità cristiane a preparare l’arrivo del nuovo Vescovo con intensa preghiera.

Con sentimenti di fraterno affetto, porge a Sua Eccellenza, a nome di tutti il primo saluto.

Novena del Santo Natale 16-24 dicembre 2024 predicata dal Vescovo Edoardo

Novena del Santo Natale predicata dal Vescovo mons. Edoardo Cerrato dal 16 al 24 dicembre 2024.

  • da lunedì a sabato 21 ore 20,30 – chiesa di San Maurizio (via Arduino – Ivrea)
  • domenica 22 ore 17,30 – Cattedrale
  • lunedì 23 ore 20,30 – chiesa di san Maurizio
  • martedì 24 ore 17,30 – chiesa di San Maurizio

Avviso: lunedì 23, al termine della celebrazione, i sacerdoti saranno a disposizione per le Confessioni.