Ci sono partenze che iniziano con una preghiera, prima ancora che con una valigia. La nostra è cominciata così: una messa di mezzanotte nella chiesa di San Giovanni dei Boschi, e poi il buio della notte a scandire un viaggio lunghissimo — un pullman verso Malpensa, un volo fino a Parigi, e infine undici ore d’aria per arrivare qui, dall’altra parte del mondo. Oggi siamo a Salvador de Bahia. Prima di raccontarvi cosa abbiamo trovato ad aspettarci, però, una cosa va detta subito: grazie. A chi ci segue da mesi, a chi ci ha sostenuto in questi mesi di preparazione. Se siamo qui oggi, lo dobbiamo anche a voi.
Un viaggio nella notte
Partire di notte ha un suo significato, quasi simbolico: si lascia un luogo mentre tutti dormono, per ritrovarsi al risveglio in un altro mondo. Tra la messa di mezzanotte, gli scali e le ore di attesa, il tragitto fino a Salvador de Bahia è stato un piccolo pellegrinaggio nel pellegrinaggio — la parte silenziosa e faticosa che raramente si racconta, ma che prepara il cuore a quello che verrà.
Ad aspettarci, la pioggia
Ad accoglierci in aeroporto c’erano il Diacono Danilo Grindatto e Patrizia, che in questi giorni ci ospiteranno e ci faranno da guida. E con loro, una sorpresa che non ci aspettavamo: la pioggia. Un dettaglio che può sembrare banale, ma che per noi non lo è affatto — in Canavese non la vediamo cadere da mesi. Vederla scendere qui, sotto nuvole enormi e basse, è stato quasi un benvenuto in sé.
Un crocifisso, una missione
Al collo portiamo tutti lo stesso segno: un crocifisso, semplice, che ci accompagna in ogni tappa di questo viaggio. Non è un dettaglio, né un’abitudine: è la bussola silenziosa di questa missione, il punto fermo a cui torniamo ogni volta che il viaggio si fa lungo o le distanze sembrano troppe.
L’abbraccio di San Cristobal
Ma il momento che più ci ha commossi è arrivato appena usciti dall’aeroporto: ad attenderci c’erano anche Padre Cristoforo e un gruppo di giovani della parrocchia di San Cristobal. Un’accoglienza calorosa, fatta di sorrisi e abbracci, che ha trasformato in un istante la stanchezza del viaggio in gioia pura. È stato il segno più chiaro che, per quanto la distanza sia grande, qui ci aspettava già una famiglia.









