Come si riempie lo zaino di chi andrà in Brasile

IVREA – Sabato 18 luglio, nel salone parrocchiale del Sacro Cuore di Ivrea, è andato in scena lo spettacolo preparato dai giovani che partiranno per un viaggio missionario in Brasile il mese prossimo. La serata prevedeva un primo momento di apericena in condivisione, in cui i ragazzi si sono resi disponibili a raccontare le loro emozioni all’avvicinarsi della partenza. A sorpresa, inoltre, è stato possibile ascoltare le testimonianze di chi in missione ci era già stato. Una volta conclusa la cena, il vescovo Daniele ha dato avvio al momento centrale della serata. Attraverso la metaforica preparazione dello zaino necessario per la partenza, i giovani ci hanno accompagnato in un viaggio nel tempo tra il passato e il presente delle missioni della nostra Diocesi in Brasile. Alcuni di loro hanno raccontato le loro storie e le loro aspettative, richiamando le interviste che sono state pubblicate nelle settimane passate su questo giornale. Altri, insieme a don
Gianni Giachino e don Josè Bergesio (ex missionari Fidei donum), hanno descritto le realtà che incontreranno una volta atterrati e hanno ripercorso la storia che ha portato alla nascita delle singole iniziative missionarie. Il tutto è stato accompagnato da musiche e canti brasiliani e non solo, realizzate dagli stessi ragazzi.

Man mano che si avvicinava la conclusione dello spettacolo, lo zaino si riempiva di oggetti di varia natura: l’indispensabile antizanzare, la crema solare, gli strumenti musicali, un dizionario italiano-portoghese e perfino l’immancabile “Settimana Enigmistica”. Quello, però, che hanno voluto sottolineare i giovani, è stato che la preparazione del loro zaino personale, in realtà, procede ormai da parecchi mesi. Non vi hanno ancora inserito oggetti materiali, ma il loro bagaglio si è riempito di racconti, di consigli e ancor di più di amicizie e di incontri. “È importante – ha detto uno di loro – lasciare dello spazio anche per tutte le nuove amicizie e i nuovi legami che nasceranno una volta arrivati in Brasile”.

Nella riflessione conclusiva, accompagnata da alcuni canti di Taizè, i ragazzi hanno infine comunicato come andare in Brasile sarà per loro un modo per guardare il mondo con occhi diversi. La vera missione, però, li aspetta – come aspetta ognuno di noi – nelle nostre case, nelle nostre parrocchie e nelle nostre realtà. Ogni giorno siamo chiamati attraverso piccoli gesti ad essere missionari nella nostra vita quotidiana. “Non è indispensabile andare lontano: io, tu, tutti noi, possiamo essere missionari qui e ora”.

lorenzo di silvestro e marian sallam (Il Risveglio Popolare, 23 luglio 2026)