IVREA – Il viaggio missionario, che una trentina di giovani della nostra Diocesi intraprenderanno ad agosto insieme al vescovo Daniele, si avvicina a grandi passi. In questi mesi abbiamo avuto la possibilità di conoscere i giovani che partiranno e di seguirli durante i loro incontri di preparazione, tutti raccontati nei numeri passati di questo giornale, senza dimenticare il “mandato” ricevuto in Cattedrale nella solenne Veglia di Pentecoste che pure abbiamo raccontato. A meno di due mesi dalla partenza possiamo dirvi che le domande, le curiosità, le emozioni e la voglia di partire di tutti i componenti del gruppo si sono fatte sempre più forti.
Dietro ad ogni ragazzo del gruppo si nasconde una storia diversa, una storia che l’ha portato, quest’anno, a dire di sì alla proposta di far parte del viaggio missionario. Ogni giovane partirà con aspettative diverse e sta vivendo in modo differente l’avvicinarsi della partenza. In tutti, però, c’è la consapevolezza che camminare insieme ad un gruppo, avere qualcuno con cui condividere le gioie e le difficoltà che incontreranno è certamente un aspetto fondamentale e motivo di crescita umana e spirituale. Allo stesso modo, in molti non vedono l’ora di conoscere le persone che
incontreranno e che li ospiteranno, insieme alla loro cultura e alle loro tradizioni.
Proponiamo una seconda tornata di interviste, per conoscerli meglio e prepararci anche noi ad accompagnarli, idealmente, in questo viaggio di cui ora conosciamo l’itinerario: partenza da Ivrea in piena notte del 17 agosto, aeroporto di Milano e poi Parigi e arrivo a Salvador de Bahia nel pomeriggio dello stesso giorno (il fuso orario è di 5 ore in meno rispetto all’Italia). Pernottamento presso il Centro di formazione nel Quartiere di Itapuã, gestito dalle Suore della Congregazione Figlie dell’Amore Divino. Il giorno successivo sarà dedicato alla visita della città (foto 1 di repertorio). Mercoledì 19 agosto al mattino presto partenza per Barra in bus, che si raggiunge dopo circa 10 ore di viaggio; accoglienza, visita, incontri, celebrazione della Messa, serata e sistemazione organizzata dalla comunità locale. Il giorno successivo alle 7 del mattino partenza per Mansidȃo (foto 2 di repertorio) con arrivo previsto dopo 4 ore di bus e accoglienza all’Asilo Laura Pasqua. Anche qui visita, incontri, Messa, serata e sistemazione organizzata dalla comunità locale. Venerdì 21 agosto alle 8 partenza per Santa Rita de Cassia, con soste ad Aroeiras e S. Josè; per le ore 13 è previsto l’arrivo a Santa Rita; pranzo, visita, incontri, Messa, serata e sistemazione organizzata dalla comunità locale. La mattinata di sabato 22 agosto sarà dedicata al Sindacato locale mentre al pomeriggio ripartenza alla volta di Formosa do rio Preto con il consueto programma serale. Domenica 23 agosto, mattinata a Formosa e al pomeriggio partenza per Barreiras con arrivo previsto verso le 17. Sarà il diacono Danilo Grindatto che avrà in carico l’accoglienza, le visite e il pernottamento del gruppo di giovani che il giorno successivo
resteranno a Barreiras così come la mattinata seguente prima di risalire in bus verso Salvador de Bahia a cui si arriva dopo una notte di viaggio. La giornata servirà a riprendere le forze e prepararsi al viaggio di ritorno in Italia, passando sempre da Parigi con volo Air France, poi a Milano e quindi ad Ivrea dove il gruppo approderà verso le 20 di giovedì 27 agosto.
Che senso dai a questo viaggio missionario?
Questo viaggio missionario in Brasile lo considero come una chiamata di Dio: un’occasione concreta per testimoniare il Vangelo alle persone che incontrerò in una realtà completamente diversa – ci risponde il diacono Simone Mezzano –. Credo che la missione non consista soltanto nel portare qualcosa agli altri, ma anche nel lasciarsi evangelizzare da loro. Desidero che questa esperienza mi aiuti a comprendere meglio il valore del servizio gratuito, della carità, dell’umiltà e della fraternità: pilastri che sorreggono il mio servizio da diacono permanente. Non pretendo di cambiare la vita delle persone, ma vorrei essere uno strumento di Dio attraverso il mio carisma, capace di donare un sorriso, un gesto di vicinanza e la testimonianza sincera della mia fede. Per questo parto con il desiderio di servire, ma anche con il cuore aperto a tutto ciò che il Signore vorrà insegnarmi attraverso questa esperienza.
Qual è stata la prima cosa che hai pensato quando hai saputo che saresti partito proprio per il Brasile?
Con il giusto discernimento ho pensato che Dio mi stesse proponendo un pellegrinaggio dell’anima – continua Simone –. È una vera e propria sfida che vivrò per la prima volta, andando oltre le mie abitudini e le mie sicurezze, per veder splendere negli occhi delle persone, soprattutto dei bambini, la bellezza del Signore. Proprio in loro risiedono la vera essenza e l’umiltà che contraddistinguono quella terra. Partirò con il pensiero di Madre Teresa: “Sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient’altro. È Lui che pensa. È Lui che scrive”. Lascerò a Dio il compito di scrivere la storia, giorno per giorno, con i colori della vita.
Perché hai scelto un viaggio missionario e non una vacanza al mare?
Quando ho saputo della possibilità di partire per la missione – ci racconta Andrea –, ammetto che avevo già mezzo organizzato un’estate al mare. Quelle classiche ferie prese per rilassarsi e staccare dalla quotidianità ma che nulla hanno a che vedere con la gioia e la bellezza di poter dire di sì ad un’esperienza speciale come quella missionaria. La scelta di un viaggio missionario nasce dalla volontà di conoscere un nuovo pezzo di mondo e fare esperienza di Chiesa una volta di più! Oggi è importante per noi giovani essere del mondo portando, anche con queste piccole azioni, la Parola di Dio e la nostra gioia ai tanti che incontreremo, cercando di creare un mondo pieno di ponti e non di muri e diffidenza. La scelta della missione ha subito fatto breccia e ancor di più quando ho visto il gruppo popolarsi di tanti giovani che come me avevano scelto di lasciare il mare… a quando andremo in pensione!
Che importanza dai al guardare per imparare a conoscere?
Penso sia uno dei tratti fondamentali per vivere il mondo odierno – risponde Andre –. La nostra esperienza missionaria passerà tanto dal conoscere una cultura diversa dalla nostra ma che ha
tanto da insegnarci e da donarci. Credo che la bellezza della missione sia proprio quello di volersi accostare ad un mondo nuovo e tornare a casa cambiati. Tutto questo vivendolo con giovani del nostro territorio e accompagnati da chi le missioni le ha viste nascere e sicuramente ci racconterà la storia della nostra Chiesa diocesana in un luogo distante ma sempre cresciuto in comunione.
Cosa ti entusiasma di più? Il viaggio, la compagnia, l’esperienza, l’incontro con persone di altre culture e tradizioni?
Sono molto entusiasta per questa esperienza in generale – ci dice Vittoria – innanzitutto perché non ho mai viaggiato al di fuori dell’Europa. Mi affascina molto l’idea di incontrare persone di una cultura e lingua diverse dalla mia. Infatti, non vedo l’ora di immergermi nella loro quotidianità e poter imparare qualcosa dalle loro abitudini e tradizioni. Ho sempre voluto affrontare un’esperienza del genere anche per mettermi alla prova e scoprire qualcosa in più su me stessa. Inoltre, la compagnia sarà fondamentale e orienterà l’andamento dell’intero viaggio: spero
infatti di poter stringere nuove amicizie con i miei compagni di missione e con la gente del posto.
Cosa ne pensano i tuoi genitori? Che supporto hai avuto?
I miei genitori sono molto felici che io e mio fratello Alessandro abbiamo deciso di nostra iniziativa di intraprendere questa esperienza – continua Vittoria –. Sono consapevoli che non sarà un viaggio facile da affrontare e che ci vorrà molto impegno e spirito di adattamento per abituarsi ad una realtà molto diversa dalla nostra. Pensano entrambi che sarà un’esperienza faticosa ma costruttiva, che ci farà crescere e ci cambierà nel profondo. Devo però ammettere che sono anche un po’ preoccupati per la nostra sicurezza ma li rassicura il fatto che non saremo da soli, bensì in gruppo. In questi mesi di preparazione i nostri genitori ci hanno supportato in ogni modo possibile e continuano a farlo ogni giorno. Dal punto di vista economico hanno fatto dei sacrifici per permetterci di affrontare questo viaggio, inoltre ci hanno aiutato con le iniziative di autofinanziamento nella nostra Parrocchia di Montanaro. Ci hanno anche sostenuto partecipando ad alcune Messe-cena organizzate dal nostro vescovo e alla Messa della Veglia di Pentecoste, durante la quale abbiamo ricevuto il mandato missionario.
marian sallam e lorenzo di silvestro (Il Risveglio Popolare, 25 giugno 2026)

