Rincorrendo la tua voce, io ti raggiungerò. Messaggio per la Quaresima 2026

Carissimi,

Il 2 febbraio abbiamo celebrato la Festa della Presentazione al Tempio, attraverso questo rito abbiamo fatto memoria di Cristo Luce del mondo. Anche noi come Simeone ed Anna siamo stati mossi dallo Spirito nel desiderare di incontrare Cristo-Luce, abbiamo chiesto che quel desiderio non si spegnesse in noi e contestualmente (in particolar modo nella processione che ha preceduto la celebrazione eucaristica) ci siamo impegnati a custodire quella luce e a portarla alle genti, ci siamo ricordati che quella Luce ricevuta può essere una Luce portata, annunciata, condivisa.

In questo Tempo di Quaresima siamo invitati a considerare che non è mica detto che quella Luce continui a splendere “automaticamente” in noi, non è mica detto che il nostro desiderio sia ancora vivo. La Quaresima serve per tornare ad essere consapevoli di una luce che si è fatta troppo fioca o addirittura non splende più, si è spenta.

Come già ricordavo nel messaggio di Quaresima dello scorso anno, è bene tener presente che questo tempo – che ha inizio con il Mercoledì delle Ceneri – non sta ad indicare il fine del cammino bensì lo strumento concreto e incarnato attraverso cui noi vogliamo che la Luce del Salvatore torni a splendere nella nostra vita e la sua Pasqua ci induca a condurre un’esistenza pasquale, a vivere da redenti. La Quaresima serve per ricordarci che non è proprio così vero – come pensiamo – che lo Sposo viva con noi (Mc 2,20); e non è altrettanto vero che vediamo bene dove indirizzare i nostri passi (Mt 15,14); così anche servirà per aiutarci a vegliare e pregare per non cedere alla tentazione, arrivando così a pensare che la tristezza non è poi così inesorabile (Mt 26,37-40). Ci aiuteranno i digiuni, le elemosine, le preghiere, le Viae Crucis: quelle celebrate rimanendo impressionati da quell’Amore/Dolore che ci ha sottratti alla morte prendendola su di sé, e quelle vissute nella nostra carne, sopportate pazientemente, e infine offerte per la salvezza di qualcun altro.

Ma in questa Quaresima riceveremo anche un ulteriore aiuto: i testi della Liturgia della Parola nelle domeniche dell’anno A, e in particolare i brani del Vangelo. Se nelle prime due domeniche troveremo – nella versione di Matteo – i ben noti episodi delle tentazioni di Gesù nel deserto e della Trasfigurazione, nelle altre tre ci saranno proposti i brani giovannei della samaritana, del cieco nato e della risurrezione di Lazzaro. Attraverso questi testi potremo scorgere ciò che ha dato origine alla Quaresima: accompagnare l’iniziazione cristiana. Questo tempo santo è stato voluto come preparazione immediata alla celebrazione dei sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia e quest’anno sarà particolarmente sentito da tutti noi poiché proprio nella Veglia Pasquale in Cattedrale, ben otto catecumeni della nostra Diocesi saranno uniti a Cristo nella Chiesa. Le domeniche di Quaresima dell’anno A sono le domeniche che – più di ogni altro ciclo annuale – sono dunque connesse al Catecumenato (κατηχούμενος, participio passivo di κατηχέω: istruire a viva voce, catechizzare): proprio questo tempo che precede la ricezione dei sacramenti dell’iniziazione, ha dato origine alla Quaresima. Quaranta saranno i giorni donati per vivere il nostro esodo, numero che da sempre nella Scrittura è connesso al cambiamento, alla trasformazione, alla conversione: quaranta i giorni del diluvio, quaranta gli anni di cammino nel deserto, i giorni in cui Mosé sarà sul Sinai prima di ricevere le dieci tavole, i giorni in cui Elia camminerà fino a convertire la sua missione profetica, infine quaranta i giorni in cui Gesù ha dimorato nel deserto all’inizio della sua vita pubblica. Ricordiamo inoltre quanto il tempo quaresimale sia servito per permettere a coloro, che a motivo dei peccati commessi si erano separati dalla Chiesa (i paenitentes), di rientrarvi. Costoro, il giovedì santo, venivano riammessi alla piena comunione con i fratelli in Cristo. In questo modo, dai percorsi del catecumenato e della riammissione nella Chiesa, è sorta la Quaresima. Essa non si configura dunque come un itinerario volto al raggiungimento della perfezione personale, quanto piuttosto un aiuto per una più salda comunione con il Signore e la comunità cristiana.

Per crescere in una comunione più piena, frutto dello Spirito, ci aiuteranno anche i momenti di formazione pensati per i Consigli Pastorali Parrocchiali (CPP). Riuniti per Vicaria, mediteremo sui fondamenti biblici del discernimento comunitario, tornando a quanto la Scrittura ci insegna circa le modalità con cui le prime comunità cristiane hanno imparato a rimanere fedeli al Signore Gesù, trovando risposte a quelle novità che, con l’avanzare del tempo incontravano lungo il cammino. Scopriremo come lo Spirito voglia ancora dare vita alle nostre comunità e proveremo sempre di più a sintonizzarci con Lui. Gli Atti degli Apostoli ci guideranno in questo percorso e avremo così modo di considerare come il cammino della Chiesa non sia mai stato semplice. In tutto ciò il Signore non ci ha mai abbandonati: ha preparato i suoi pastori, invitandoli ad una progressiva conversione rispetto a ciò che per la Sua sposa aveva previsto.

Con la chiusura dell’Anno Santo inoltre, avevamo accennato a quanto fosse opportuno ritrovarci per condividere ciò che gli operatori della Caritas diocesana e i referenti delle Caritas di Vicaria stanno osservando e sperimentando nel loro servizio. Il 24 gennaio abbiamo avuto questa opportunità, i medici volontari della Caritas diocesana ci hanno riferito di quanti chiedono di essere curati non avendo la possibilità di ricevere questo specifico aiuto attraverso le vie ordinarie. Molti bambini stranieri non hanno la possibilità di procurarsi degli occhiali da vista o ricevere le necessarie cure ortodontiche, in alcune località della Diocesi abbiamo famiglie (anch’esse non italiane) che vivono assiepate in case troppo piccole e senza mobilio: ne è emersa la necessità di chiamare nuovi volontari a lavorare in questo ambito e a tal fine segnalo il n. 3516068422 (disponibile nelle mattine del martedì, mercoledì e giovedì) per offrire la propria disponibilità al servizio presso la Caritas diocesana, o invito i fedeli – che sentono questa, come una possibile strada per vivere a pieno la Quaresima – a contattare le Caritas delle parrocchie (in ogni Vicaria vi è almeno una parrocchia con il servizio Caritas) per offrire la propria disponibilità al servizio o quella competenza che deriva dalla propria professione che può essere messa a disposizione di chi vive nel bisogno.

Infine vorrei chiedere a tutte le comunità di dare spazio al silenzio e alla preghiera (anche aiutati da quei testi che le liturgie quaresimali ci propongono). Fare silenzio è condizione indispensabile per un ascolto che favorisca la conversione e la revisione di vita, per tornare a cercare lo Sposo, accorgendoci che da tempo cercavamo altro/i: “Ci hai fatti per te (Signore), e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te. Di’ all’anima mia: «La salvezza tua io sono». Rincorrendo questa voce, io ti raggiungerò” (S. Agostino,  Le Confessioni, 1,1.5).

Buon cammino quaresimale

il vescovo Daniele

18-02-2026