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In preghiera per la salute del Papa

A tutte le comunità della Diocesi di Ivrea

Carissimi,

accogliendo l’invito della Presidenza CEI, siamo tutti chiamati a rinnovare la nostra vicinanza e il nostro affetto a Papa Francesco, ricoverato da venerdì 14 febbraio al Policlinico Gemelli di Roma, sostenendolo con la preghiera e affidando al Signore l’operato dei medici e del personale sanitario.

Invito pertanto tutte le comunità della Diocesi a unirsi nella preghiera per il Santo Padre, affinché il Signore lo custodisca e gli doni la salute e la forza necessarie per il suo servizio alla Chiesa.

A questo scopo, l’Ufficio liturgico nazionale ha predisposto alcune intenzioni di preghiera da inserire nella preghiera universale della Messa e nelle preci della Liturgia delle Ore. Raccomando inoltre, quando le norme liturgiche lo permettono, di celebrare la Messa «Per il papa» (Messale Romano, p. 856).

La Vergine Assunta, salute degli infermi, interceda per noi.

Vi benedico,
Il Vescovo Daniele


Chiesa Giubilare di San Giacomo Apostolo – Rivarolo

Le Chiese Giubilari sono le chiese segnalate da ogni Diocesi come luogo di ritrovo per i pellegrini In queste chiese si terranno le catechesi per riscoprire il senso dell’Anno Santo, ci sarà la possibilità di ricevere il sacramento della Riconciliazione e nutrire l’esperienza di fede con la preghiera.

ORARIO DELLE CONFESSIONI
  • Mercoledì 9.30-11.00
  • Giovedì 15.30-17.00
  • Sabato 9.30-11.00
CATECHESI GIUBILARI (1° semestre 2025)
  • SABATO 25 GENNAIO, ore 9.30- La Bolla di indizione del Giubileo “Spes non confundit”, Don Raffaele Roffino
  • SABATO 22 FEBBRAIO, ore 9.30. Commento all’Atto di Speranza, Padre Dino Cadonà O.M.l
  • SABATO 22 MARZO, ore 9.30. Credo la vita eterna: i Novissimi (morte, giudizio, inferno, paradiso) Don Gian Paolo Bretti
  • SABATO 31 MAGGIO, ore 9.30. La riparazione a partire dall’Enciclica “Dilexit nos” sull’Amore del Cuore di Cristo, Don Piermario Mainetti S.D.B
  • SABATO 28 GIUGNO, ore 9.30. Crescere nella santità di vita nell’Anno

Calendario incontri in preparazione al matrimonio cristiano. Anno 2025

Vicaria Urbana
Gennaio – Febbraio 2025 Parrocchia della Cattedrale
0125 424590 – Padre Samuele
Inizio venerdì 17 gennaio, h.21
Casa Parrocchiale S. Ulderico Via Cattedrale 5
Marzo – Aprile 2025 Parrocchia San Lorenzo Ivrea
tel. 0125 617927 – don Gianni
Inizio 7 marzo, a seguire: 14, 21 e 28 marzo, 4 e 11 aprile h.21
Oratorio San Lorenzo
Vicaria Calusiese/Strambinese
——- Parrocchia di Strambino
Per iscrizioni e info:
tel. 0125 637061 – don Morella
——-
Vicaria Castellamontese e Valli Orco E Soana
Marzo 2025 Parrocchia di Castellamonte
335 248083 – don Angelo
Venerdì 7-14-21-28, ore 20.30
Sala don Bosco – Castellamonte
Vicaria Calusiese/Strambinese
——- Parrocchia di Strambino
Per iscrizioni e info:
tel. 0125 637061 – don Morella
——-
Vicaria Pedemontana/Valchiusella e Valle Dora
Ottobre e Novembre 2025 Parrocchia di Borgofranco
335 6890276 – don Arnaldo
Inizio corso primo venerdì di ottobre,
h. 20,30
Vicaria Calusiese/Strambinese
——- Parrocchia di Strambino
Per iscrizioni e info:
tel. 0125 637061 – don Morella
——-
Vicaria Rivarolese

 

Gennaio 2025 Parrocchie di San Giorgio e San Giusto
347 4146622 San Giusto (don Marco) 328 7871122 San Giorgio (don Luca)
Primo incontro con il parroco di San Giorgio o di San Giusto, nel mese di gennaio;
in quell’occasione verrà comunicata la data di inizio del corso.
Gennaio/Aprile 2025 Parrocchie di Rivarolo
0124 29124
Occorre iscriversi attraverso un colloquio personale con il parroco chiamando o inviando in SMS al 366 8948017.
Vicaria Pedemontana/Valchiusella e Valle Dora
Ottobre e Novembre 2025 Parrocchia di Borgofranco
335 6890276 – don Arnaldo
Inizio corso primo venerdì di ottobre,
h. 20,30
Vicaria Calusiese/Strambinese
——- Parrocchia di Strambino
Per iscrizioni e info:
tel. 0125 637061 – don Morella
——-
Vicaria Rivarolese
Gennaio 2025 Parrocchie di San Giorgio e San Giusto
347 4146622 San Giusto (don Marco) 328 7871122 San Giorgio (don Luca)
Primo incontro con il parroco di San Giorgio o di San Giusto, nel mese di gennaio;
in quell’occasione verrà comunicata la data di inizio del corso.
Gennaio/Aprile 2025 Parrocchie di Rivarolo
0124 29124
Occorre iscriversi attraverso un colloquio personale con il parroco chiamando o inviando in SMS al 366 8948017.
Vicaria Chivassese
Ottobre 2025 Parrocchia del Duomo di Chivasso
011 9101282
Inizio il primo venerdì di ottobre, h. 20.45
Oratorio Beato Carletti – Chivasso
Febbraio-Marzo 2025 Parrocchia di S. Giuseppe Lavoratore di Chivasso
3662541979 – 011 9111956 – don Tonino tonino.pacetta@alice.it
Venerdì sera, cadenza settimanale
dalle 21.00 alle 22.30
Salone parrocchiale di S. Giuseppe Lavoratore via Blatta n 30, Chivasso

Omelia nella S. Messa di apertura dell’Anno Santo Ivrea, Cattedrale, 29 dicembre 2024

Sia lodato Gesù Cristo!

Grazie, carissimi Fratelli e Sorelle, per la vostra numerosa presenza a questo atto solenne della apertura dell’Anno Santo del Giubileo nella nostra Diocesi, come avviene oggi in tutte le Diocesi del mondo.

  1. Questa S. Messa è iniziata non al termine del nostro cammino dal Tempio dell’Immacolata alla Cattedrale: la celebriamo dentro a questo cammino che è simbolo di ciò che la Chiesa ci chiede nell’Anno Santo, “tempo di rinnovamento della fede e della vita cristiana”, come ha detto il Santo Padre e come ci ha chiesto, nel suo primo saluto alla Diocesi, il nuovo Vescovo che attendiamo con gioia: “Saremo insieme – ha detto – pellegrini nel “tempo propizio” dell’anno giubilare, volendolo vivere non tanto come un evento – pur solenne -, quanto piuttosto come un cammino comunitario che permetta a tutti noi di essere confermati nel primato di Dio… Attingeremo insieme alla misericordia del PadreSeguiremo insieme le tracce di tutti quei testimoni che hanno compreso nella loro carne quanto la fede ricevuta non potesse essere intesa esclusivamente come un bene per se stessi, quanto piuttosto come una luce data “per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte”.

Di un cammino, anche la festa della S. Famiglia di Nazaret ci parla oggi nel Vangelo (Lc. 2,41-52): quello di Maria e di Giuseppe che “si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua”; e del cammino di Gesù che, dodicenne, salì al Tempio con loro, ma al momento della partenza, senza che i suoi se ne accorgessero, decise di fermarsi a Gerusalemme, costringendoli, mentre già stavano tornando a Nazaret, a ripercorrere la strada all’indietro, e ad ascoltare una domanda: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”; una domanda che li introdusse in un nuovo cammino durante il quale “sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore”.

L’Anno Santo, con la sua chiamata ad una conversione non di facciata, ad un cambiamento profondo della vita, ci immette in un cammino che non è di folklore… Il cammino di andata e quello di ritorno di Maria e di Giuseppe ci insegna che è importante salire a Gerusalemme, ma più importante è come dalla Città Santa si riparte… “Carissimi, vedete – abbiamo ascoltato dall’Apostolo (1Gv 3,1-2.21-24) – quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui”.

  1. Nella notte di Natale, nella Basilica di S. Pietro, il Successore dell’Apostolo ha detto: “Il cielo si apre sulla terra: Dio si è fatto uno di noi per farci diventare come Lui, è disceso in mezzo a noi per rialzarci e riportarci nell’abbraccio del Padre. Questa, sorelle e fratelli, è la nostra speranza. Dio è l’Emmanuele, è Dio-con-noi. L’infinitamente grande si è fatto piccolo; la luce divina è brillata fra le tenebre del mondo; la gloria del cielo si è affacciata sulla terra. E come? Nella piccolezza di un Bambino. E se Dio viene, anche quando il nostro cuore somiglia a una povera mangiatoia, allora possiamo dire: la speranza non è morta, la speranza è viva, e avvolge la nostra vita per sempre! La speranza non delude… Questa è la notte in cui la porta della speranza si è spalancata sul mondo… La speranza cristiana non è un lieto fine da attendere passivamente, non è l’happy end di un film: è la promessa del Signore da accogliere qui, ora, in questa terra che soffre e che geme. Essa ci chiede perciò di non indugiare, di non trascinarci nelle abitudini, di non sostare nelle mediocrità e nella pigrizia; ci chiede – direbbe Sant’Agostino – di sdegnarci per le cose che non vanno e avere il coraggio di cambiarle; ci chiede di farci pellegrini alla ricerca della verità, sognatori mai stanchi, donne e uomini che si lasciano inquietare dal sogno di Dio, che è il sogno di un mondo nuovo, dove regnano la pace e la giustizia. Il Giubileo, questo è il tempo della speranza! Esso ci invita a riscoprire la gioia dell’incontro con il Signore, ci chiama al rinnovamento spirituale e ci impegna nella trasformazione del mondo… Sorella, fratello, è per te che si apre la “porta santa” del cuore di Dio. Gesù, Dio-con-noi, nasce per te, per me, per noi, per ogni uomo e ogni donna. E, con Lui, fiorisce la gioia, con Lui la vita cambia, con Lui la speranza non delude”.

Ringrazio il Santo Padre per questa presentazione così semplice e bella del Giubileo.

  1. Carissimi Fratelli e Sorelle, considero significativo che con i primi passi dell’Anno Santo si concluda il mio ministero tra voi, iniziato, dodici anni fa, con l’apertura dell’Anno della Fede il quale è stato la grande luce – lumen fidei – a cui ho cercato di ispirare gli intenti, i metodi, le scelte del mio servizio, privilegiando l’essenziale più che altre cose che fanno notizia; il cambiamento interiore, più che manovre organizzative… Lo dicevo anche nell’ultima Lettera Pastorale: abbiamo bisogno di “una sincera conversione non solo nelle cose che si fanno, nelle attività e nei metodi pastorali, nelle dinamiche del vivere ecclesiale, ma in primo luogo nel “sottosuolo”, là dove affondano le radici del credere e del vivere da discepoli del Signore. Si tratta di chiederci se siamo disposti a conformare a Gesù Cristo la nostra vita personale, il nostro modo di pensare e di valutare le cose, il nostro parlare e il nostro agire; se siamo disposti ad accogliere tutto il Suo insegnamento, le verità della fede, la visione della realtà che da Lui ci viene; se è presente e vivo in noi un serio cammino di preghiera, di ascolto della Parola di Dio e del Magistero, di accoglienza della Grazia che il Signore ci offre attraverso i Sacramenti, e se c’è l’impegno di una concreta e vera carità fraterna…”.

Ho fatto quello che ho saputo fare e chiedo perdono delle mie incapacità e inadeguatezze.

Ringrazio i tanti, soprattutto i tantissimi laici, vicini alla Chiesa e anche lontani dalla pratica religiosa, che, con parole non di circostanza e in tanti modi, affettuosamente mi hanno espresso di aver compreso.

Continuerò ogni giorno, Amici, a pregare per voi e a chiedere che la Chiesa che è in Ivrea cresca nella fede, e viva nella pace vera!

Sia lodato Gesù Cristo!

Discorso alla Città per l’Offerta del Cero Votivo Ivrea, Chiesa Cattedrale, 6 Gennaio 2025

Carissimi Amici!

  1. Con questa parola, che mi è cara per la ricchezza dei suoi contenuti, vi do il più cordiale benvenuto in Cattedrale, salutando tutta la Città che sento mia e che voi rendete presente partecipando, numerosi come sempre, a questo tradizionale momento, bello ed atteso.

Fin dal mio arrivo a Ivrea mi sono rivolto a tutti chiamandovi “Amici”. E ora, alla ormai imminente conclusione del mio servizio alla Diocesi, desidero ringraziarvi per l’affetto e la benevolenza che in questi dodici anni ho trovato dentro la comunità cristiana e – con immenso piacere – anche fuori di essa.

Vi ringrazio di cuore, carissimi Eporediesi per essermi stati amici, e per aver donato la stessa l’amicizia anche alla mia cara mamma facendola sentire di casa in questa Città.

Vi ringrazio per le tante – tantissime! – espressioni di affetto che, dal giorno in cui è stato annunciato il mio Successore, ho ricevuto, anche nella semplicità degli incontri per strada…

Porterò con me, nella nuova fase che nella mia vita si apre, un tesoro prezioso di relazioni e di affetti che non coinvolgono solo la sfera dei sentimenti, poiché “volersi bene” è “volere il bene dell’altro” e io sono pienamente concorde su quanto diceva il grande Benedetto XVI che mi ha inviato a Ivrea come Vescovo: “Esserci è un bene”, ed è “un bene che l’altro ci sia”.

Ogni persona umana è un valore prezioso: un essere unico e irripetibile, chiamato a vivere la sua unicità nella comunità, dentro ad una rete di rapporti e nella ricerca del bene comune.

Grazie di cuore!

  1. Cari Amici, lo Storico Carnevale che oggi iniziamo, è l’ultimo a cui partecipo come Vescovo di Ivrea… Ad altro titolo spero di tornare a viverlo anche negli anni che verranno…

In occasione del primo che vissi con voi nel 2013 dissi che il Carnevale di Ivrea non è una “carnevalata”. Ne sono sempre stato convinto. Il suo spirito genuino è quello di una festa di popolo che rievoca momenti significativi della propria storia, alla quale la fede cristiana non solo non è estranea, ma è parte del suo stesso tessuto… Di qui nasce la presenza del Vescovo a tanti momenti della manifestazione: a partire dalla offerta del Cero alla Cattedrale.

In tutti questi anni, quella che potrebbe essere l’omelia di una celebrazione liturgica ho desiderato che avesse la forma di Discorso del Vescovo alla Città: rivolto non solo ai credenti e ai praticanti, ma a tutti, poiché la festa è la festa di tutti.

Così ho cercato, di anno in anno, di affrontare qualche tema: che significa oggi la liberazione dal tiranno? Che cos’è la vera libertà e che cosa comporta la battaglia di un popolo per la libertà? In che consiste l’unità del popolo, il nostro essere uniti? Qual è valore del sacrificio per essere liberi davvero? Quali le caratteristiche del nostro tempo, della sua cultura, della mentalità oggi diffusa?

Quest’anno vorrei proporre a tutti una riflessione a partire dal cammino dei Magi, i Tre Re alla cui chiesa, sul Monte Stella, siete saliti a portare omaggio.

Erano esperti di astronomia, e guardando una stella particolare, apparsa ai loro giorni nel cielo, sentirono di doversi mettersi in cammino per seguirne il corso!

Sono espressione, questi uomini, dell’uomo che ragionevolmente ascolta il desiderio più profondo del suo essere… Portavano in cuore – come ogni uomo, e proprio perché uomo – il desiderio di qualcosa a cui l’essere umano anela poiché sempre attende un “di più”, qualcosa che sta “oltre” tutto ciò che vedi, fai, dici, vivi…

È il desiderio profondamente umano cantato dai nostri poeti, riguardo ai quali possiamo dire ciò che il poeta latino Marziale affermava: “Pagina nostra sapit hominem”: ha sapore di uomo la nostra pagina

Eugenio Montale: «Sotto l’azzurro fitto del cielo / qualche uccello di mare se ne va / né sosta mai / perché tutte le immagini / portano scritto: “più in là”»; è ciò che Ungaretti ha espresso con il suo «M’illumino di immenso»; e che Clemente Rebora ha detto in versi bellissimi: «Qualunque cosa tu dica o faccia / c’è un grido dentro: / non è per questo, non è per questo! E così tutto rimanda / a una segreta domanda…».

«L’infinito – scriveva Dostoevskij – è indispensabile all’uomo… Tutta la legge dell’esistenza umana consiste solo in ciò: che l’uomo possa sempre inchinarsi dinanzi all’infinitamente grande…»; e St-Exupéry: «Se vuoi costruire una barca non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto, infinito».

Si potrebbe continuare per ore…

L’essere umano “attende”: è “proteso” verso una pienezza che sente di non avere, ma di cui è assetato…; è questo anelito che costituisce il “cuore” dell’uomo, le profondità dell’essere umano, il bisogno più radicato e forte che l’uomo porta in sé anche quando non lo sa.

Ecco, Amici, da questo sono stati spinti al cammino i Magi pagani di cui ci parla oggi il Vangelo! Erano cercatori di infinito; non si sono accontentati di guardare la superficie della realtà, hanno camminato con speranza, con fiducia… Hanno camminato ed hanno trovato che ciò che il cuore umano desidera non è qualcosa, ma Qualcuno e sono ripartiti prendendo “un’altra via”: sono rientrati nella vita di ogni giorno portando in cuore ciò che il cammino aveva fatto loro trovare.

Il mio augurio – esso stesso un atto di amicizia – è che tutti noi alla luce di ciò che è infinitamente grande comprendiamo il senso vero della vita!

Ad ognuno un forte abbraccio.