8XMILLE

Entrato in vigore nel 1990, l’8xmille ha riscosso un alto interesse e partecipazione tra i contribuenti, segno della stima e della fiducia nella Chiesa cattolica e nel suo operato. Grazie alle libere scelte dei cittadini, ogni anno la Chiesa può contare su delle risorse che vengono utilizzate, nel rispetto della legge, per tre finalità: le esigenze di culto e pastorale della popolazione italiana, il sostentamento del clero diocesano (nella misura in cui le offerte intestate all’ICSC non coprono il fabbisogno annuale), e gli interventi caritativi in Italia e nel Terzo Mondo.

La C.E.I. dà annualmente pubblico rendiconto del modo in cui ha ripartito e gestito l’8xmille: ciò per favorire la trasparenza e per far crescere la coscienza di partecipazione dei fedeli e di tutti i cittadini alla missione spirituale e caritativa della Chiesa.

Per destinare l’8xmille alla Chiesa Cattolica basta una firma sul proprio modello fiscale:

  • MODELLO 730 E UNICO. Chi usufruisce di questi modelli può esprimere la propria scelta firmando nella casella “Chiesa cattolica”. Se ci si rivolge ad un CAF o al commercialista è importante ricordare loro la propria preferenza. Per le modalità di consegna del proprio 730 o unico si seguiranno le norme vigenti.
  • MODELLO CUD. Chi non è più obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi, in prevalenza pensionati e lavoratori dipendenti senza altri redditi né oneri deducibili, può, comunque destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica attraverso l’apposita scheda allegata al CUD. La scheda può, essere consegnata gratuitamente entro la data prevista dalla legge in busta chiusa che recherà cognome, nome, codice fiscale del dichiarante e la dicitura “Scelta per la destinazione dell’otto per mille e del cinque per mille dell’Irpef” presso tutti gli uffici postali. E’ possibile consegnarla anche ad un intermediario fiscale abilitato alla trasmissione telematica (commercialista, CAF) che può chiedere un corrispettivo per il servizio.

Firmare per destinare l’8xmille non comporta il pagamento di una ulteriore tassa. In sede di ripartizione ogni firma equivale ad una preferenza. E quindi non c’è differenza tra la firma dì un imprenditore e quella di un operaio.

In tutti e tre i modelli (730, Unico e CUD) si trova anche lo spazio per destinare il cinque per mille. Quest’ultimo non è assolutamente alternativo all’8xmille, né gli fa concorrenza, E’ una possibilità in più che non esclude o modifica la firma dell’8xmille.