Omelia per il conferimento del ministero del Lettorato Ivrea, Cattedrale, 2 Aprile 2022

02-04-2022

Sia lodato Gesù Cristo!

Carissimi Fratelli e Sorelle, siamo qui in Cattedrale per vivere un momento significativo nella vita della comunità diocesana: un momento che a me, personalmente, rinnova la gioia delle tante volte in cui, nei dieci anni del mio servizio episcopale, ho avuto la grazia – oltre che di ordinare preti e diaconi, e persino un vescovo – di conferire i ministeri, come ancora venerdì scorso, solennità della Annunciazione, quando ho istituito Lettore il seminarista Matteo Bessone, a S. Maria in Zinzolano, nella Fraternità di Nazaret.

Il servizio di cui questi nove fratelli stanno per ricevere l’incarico, avviati all’Ordinazione diaconale, che vivranno nella forma del Diaconato Permanente, riguarda loro in prima persona: la comunità cristiana è destinataria del loro servizio, ma non possiamo dimenticare che il loro servizio non sostituisce quello a cui tutti sono chiamati in virtù del Battesimo ricevuto. I nostri Lettori annunceranno la Parola di Dio per uno specifico mandato conferito dalla Chiesa, e nelle forme che la Chiesa stessa stabilisce, ma, a esercitarlo nelle modalità semplici e preziose della vita di ogni giorno, tutti, anche chi non ne ha ricevuto il ministero, sono chiamati. E ciò che la Chiesa dice, e che io ripeterò fra poco, nel Rito dell’Istituzione, offre a tutti una pista di riflessione.

Carissimi Angelo, Elio, Emanuele, Fiorenzo, Franco, Luca, Massimiliano, Maurizio, Moreno, “proclamerete la Parola di Dio nell’assemblea liturgica; educherete alla fede i fanciulli e gli adulti e li guiderete a ricevere degnamente i Sacramenti; porterete l’annunzio missionario del Vangelo di salvezza agli uomini che ancora non lo conoscono”.

Con queste parole la Chiesa delinea il compito che siete chiamati a svolgere, dentro e fuori la Liturgia. Ma con quelle che seguono vi dice la condizione essenziale per svolgerlo fedelmente:

“È necessario che, mentre annunziate agli altri la Parola di Dio, voi sappiate accoglierla in voi stessi con piena docilità allo Spirito Santo; meditatela ogni giorno per acquistarne una conoscenza sempre più viva e penetrante, ma soprattutto rendete testimonianza con la vostra vita al nostro Salvatore Gesù Cristo”.

Nella preghiera colletta abbiamo detto al Signore: “Senza di te non possiamo fare nulla che ti sia gradito”. A fondamento del servizio che renderete alla Parola di Dio c’è dunque il rapporto vivo e profondo con il Signore Gesù, poiché è Lui la Parola di Dio che siamo mandati ad annunciare.

Ascoltarlo attraverso la Sacra Scrittura, parlargli nella fedeltà della preghiera quotidiana, approfondire il Suo insegnamento attraverso lo studio (tenendo a riferimento il Catechismo della Chiesa Cattolica) per conoscere quello che davvero Egli dice e evitare così di attribuirGli idee nostre, crescere nel Suo Amore e nell’amore per coloro a cui siamo mandati, tutto questo vi farà sperimentare la beatitudine proclamata nel canto al Vangelo: “Beati coloro che custodiscono la parola di Dio con cuore integro e buono e producono frutto con perseveranza”.

Gesù nella mia mente, Gesù sulle mie labbra, Gesù n mio cuore: i tre piccoli segni di croce che tracciamo sulla fronte, sulla bocca e sul petto quando nella S. Liturgia viene proclamato il Vangelo del Signore, sono la sintetica espressione dell’impegno e del rapporto che rende autentico e fecondo il vostro ministero di Lettori.

Troverete anche voi chi dirà di Gesù le cose più diverse, come nel Vangelo (Gv 7,40-53) che abbiamo ascoltato… Voi annunciate chi Egli è per voi, che cosa produce nella vostra vita essere suoi. Seminate con fiducia. Noi siamo mandati a seminare: a raccogliere verranno gli angeli del Signore!

Buon cammino. Sia lodato Gesù Cristo!