Archivi della categoria: News

Mandato ai catechisti

  • Giovedì 23 settembre 2021: Vicaria Serra. Chiesa parrocchiale di Caravino
  • Venerdì 24 settembre 2021: Vicaria calusiese/strambinese. Chiesa parrocchiale di Tonengo di Mazzè
  • Mercoledì 29 settembre 2021: Vicaria urbana e Vicaria pedemontana/Valchiusella/Valle Dora. Chiesa parrocchiale del S. Cuore – Ivrea
  • Giovedì 30 settembre 2021: Vicaria chivassese. Santuario della Madonnina – Verolengo
  • Venerdì 1 ottobre 2021: Vicaria rivalorese. Chiesa parrocchiale di Bosconero
  • Lunedì 4 ottobre 2021: Vicaria castellamontese – Valli Orco e Soana. Chiesa parrocchiale di Castellamonte

La Santa Messa verrà celebrata alle ore 20:30


Il Signore ha chiamato a sé il Sacerdote Can. Tarcisio CUA

Il Signore ha chiamato a sé il Sacerdote

Can. Tarcisio CUA

Parroco emerito di Rondissone e di Mandria

Canonico della Collegiata di Chivasso

di anni 88

Alla luce della speranza cristiana

e ringraziando coloro che lo ricorderanno nella preghiera,

ne danno l’annuncio:

mons. Edoardo Cerrato, Vescovo di Ivrea,

mons. Luigi Bettazzi, Vescovo emerito,

unitamente al Presbiterio diocesano.

 

I funerali si svolgeranno

nella Chiesa Parrocchiale di Alice Castello,

mercoledì 14 luglio alle ore 16


Il nostro dono per la Terra Santa

Terra Santa, “quinto Vangelo” è stato detto: la terra che Dio ha scelto per compiere il mistero della nostra salvezza! La Parola di Dio che ogni giorno la Liturgia proclama ci richiama questi luoghi: la Galilea, con Nazareth, Cana, Cafarnao, Betzaida, Magdala, con il lago di Tiberiade e le sue colline; la Decapoli, la Samaria; la Giudea, con Gerusalemme, Betlemme, Gerico…

Gesù vi ha impresso tracce indelebili, che invasioni, guerre e distruzioni non hanno potuto cancellare. Lì, tutto ci parla di Lui. Lo troviamo ad attenderci ovunque noi siamo, ovunque viviamo il nostro rapporto di comunione con Lui, certamente; ma in quei luoghi, tanto cari ai discepoli di tutti i tempi, tutto assume una valenza particolare.

La Terra Santa, però, non è fatta solo di pietre e di luoghi. Ci sono dei nostri fratelli di fede che là vivono… E pensare alla Terra Santa significa pensare anche ad essi, alla loro situazione sempre difficile, precaria da tanti punti di vista, e oggi, a causa della epidemia, particolarmente provata anche dalla completa cessazione dei Pellegrinaggi che sostenevano, con il lavoro da essi prodotto, la vita di tante famiglie.

Sono questi nostri fratelli, le loro comunità, a far sì che, quando andiamo pellegrini in Terra Santa, non ci troviamo solo di fronte a monumenti. Essi sono la Chiesa vivente in quella terra! E sono là, per così dire, anche a nome nostro!

La Colletta pro Terra Sancta che ogni anno si fa il Venerdì Santo e nel Tempo pasquale nasce dalla volontà dei Papi di mantenere forte il legame tra tutti i cristiani del mondo e i Luoghi Santi; ed è la fonte principale per il sostentamento della vita di chi là vive.

San Paolo VI con l’Esortazione Apostolica Nobis in Animo diede una spinta decisiva in favore del sostegno che – attraverso tante attività di solidarietà, attraverso il mantenimento delle strutture pastorali, educative, assistenziali, sanitarie e sociali – permette il permanere della presenza cristiana nella terra delle origini cristiane.

Non dimentichiamo questi fratelli!

Ho scritto ai Sacerdoti che, dove la Collecta pro Terra Sancta – richiesta dalla Sede Apostolica – non si fosse già fatta il Venerdì Santo, può essere collocata nella domenica III di Pasqua, 18 aprile.

Confido nella generosità di tutti.

Il nostro dono per la Terra Santa

† Edoardo, vescovo


Santa Pasqua 2021

E’ risorto ed è qui!

E’ qui nella Sua Parola che risuona nel Vangelo; nel pane e nel vino che diventano il Suo Corpo e nel Suo Sangue; è qui nelle parole della assoluzione da cui i nostri peccati sono cancellati; è qui nelle nostre comunità, con il Suo amore indefettibile, nelle vicende liete e in quelle tristi della nostra esistenza!

Buona Pasqua!

+ Edoardo, vescovo


Messaggio alla Diocesi per la S. Pasqua 2021

Domenica delle Palme, 28 marzo 2021

1. Dalla “Coena Domini” alla Veglia pasquale rivivremo nella Santa Liturgia, che li rende presenti, i grandi eventi della Pasqua del Signore, la sua morte in croce e la sua risurrezione, su cui si fonda la nostra fede e che sono la sorgente del vivere cristiano.

Le donne che, per prime, la domenica mattina, andarono al sepolcro lo trovarono aperto e vuoto; Pietro e Giovanni che corsero là, quel mattino stesso, dopo l’annuncio portato da Maria Maddalena, videro intatto, ma privo del corpo di Gesù, il lenzuolo in cui era stato avvolto. Nessuno aveva sottratto il corpo del defunto, come testimoniarono anche i soldati posti di guardia. Colui che era indiscutibilmente morto sulla croce e fu deposto nel sepolcro la sera del venerdì, fin dalle prime ore della domenica iniziò a mostrarsi vivo a Maria Maddalena chiamandola per nome; nel pomeriggio, si unì al cammino dei due discepoli che scendevano da Gerusalemme ad Emmaus, spiegò loro la Scrittura in tutto ciò che a Lui si riferiva e spezzò il pane con essi; la sera stessa, andò ad incontrare gli apostoli nel cenacolo e mostrò loro le mani e i piedi feriti dai chiodi.

Questi uomini e queste donne non capivano tutto, ma constatavano che il loro Maestro, che avevano visto sconfitto e straziato sulla croce e deposto sulla fredda pietra, era di nuovo con loro: vivo non solo nel loro ricordo: vivo davvero, vivo nel Suo corpo. Tutto era misterioso, ma indiscutibilmente reale! I loro occhi vedevano, ed essi testimoniarono ciò che avevano visto: gli incontri con Lui durante quaranta giorni, fino all’ascensione al cielo dal monte degli Ulivi, quando li rassicurò: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

Tornarono al loro lavoro, ripresero le loro occupazioni, ma ora vivevano ogni cosa riconoscendo la Presenza del Salvatore – misteriosa ma reale – che dava a tutto un senso nuovo e li spingeva a compiere ciò che il Maestro aveva loro insegnato.

E’ l’esperienza di fede, Fratelli e Sorelle, che anche a noi oggi è dato di fare. Cristo è qui nella Sua Parola che risuona nel Vangelo; nel pane e nel vino consacrati che diventano e sono il Suo Corpo e il Suo Sangue; è qui nelle parole della assoluzione da cui i nostri peccati sono cancellati; è qui, con il Suo amore fedele, nelle nostre comunità, nelle vicende liete e in quelle tristi della nostra esistenza! Il dono della Pasqua è la possibilità di vivere tutto alla luce del fatto unico e straordinario allora accaduto e oggi misteriosamente presente.

2. Una fede da testimoniare e da trasmette.

Trent’anni fa, san Giovanni Paolo II pubblicava l’enciclica Redemptoris missio, con la quale chiedeva di prendere sul serio una realtà che conosciamo: i nostri non sono più i “tempi della cristianità”, quando i codici culturali della società e il modo di vivere da essi sostenuto aiutavano a trasmettere la fede: oggi respiriamo un’aria culturale che è ostile, non solo neutrale, nei confronti della fede. I nostri sono i “tempi apostolici”: come la Chiesa delle origini, siamo chiamati a vivere con nuova freschezza l’esperienza della fede e la passione per la missione, nella convinzione che ognuno di noi è un missionario e che il “territorio di missione” è ovunque si vive, poiché l’evangelo non è per pochi eletti, ma per tutti.

Papa Francesco rinnova oggi questa chiamata sottolineando la necessità della “conversione missionaria”: espressione forte che contiene la necessità di testimoniare la novità che dalla fede scaturisce, il cambiamento reale della nostra vita: il passaggio – direbbe Newman – da un assenso nozionale all’assenso reale: dal credere in Dio in astratto, a credere in Dio che è realtà e che diventa la realtà della vita: Dio nel cuore, nei pensieri e nei sentimenti, nelle parole e decisioni, nel vivere la vita.

“Cristo è risorto e presente” non è una formula del nostro parlare. Quando è il modo di vivere, scatta la missione!

Buona Pasqua, Fratelli e Sorelle!

+ Edoardo, vescovo


Il Vescovo incontra i Movimenti

Nelle domeniche di Quaresima il Vescovo Edoardo incontra i Movimenti Cattolici presenti e attivi nella Diocesi. Questo è il calendario:

“Il Vescovo incontra i Movimenti. CL 21.02.21”

“Il Vescovo incontra i Movimenti. RnS 28.02.21”

“Il Vescovo incontra l’Azione Cattolica 7.03.21”

“Il Vescovo incontra i Movimenti. Focolarini 14.03.21”

“Il Vescovo incontra i Movimenti. Gruppi P. Pio. 21.03.21”

“Il Vescovo incontra i Movimenti. Cammino Neocat. 27.03.21”


Orientamenti Settimana Santa 2021

Mercoledì 17 marzo è stata pubblicata una Nota del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (Prot. N. 96/21), al fine “di offrire alcune semplici linee guida per aiutare i Vescovi nel loro compito di valutare le situazioni concrete e di provvedere al bene spirituale di pastori e fedeli nel vivere questa grande Settimana dell’anno liturgico”.

Il testo della Nota rimanda al decreto, della stessa Congregazione, del 25 marzo 2020 (Prot. N. 154/20) e invita “a rileggerlo in vista delle decisioni che i Vescovi dovranno prendere circa le prossime celebrazioni pasquali nella particolare situazione del loro paese”.

Alla luce di tale invito, considerata la ripresa delle celebrazioni con la presenza dell’assemblea, tenendo conto delle indicazioni contenute nel Protocollo stipulato con il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro dell’Interno del 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, la Conferenza Episcopale Italiana offre alcune indicazioni per le celebrazioni della Settimana Santa.

Innanzitutto si esortino i fedeli alla partecipazione di presenza alle celebrazioni liturgiche nel rispetto dei decreti governativi riguardanti gli spostamenti sul territorio e delle misure precauzionali contenute del richiamato Protocollo; solo dove strettamente necessario o realmente utile, si favorisca l’uso dei social media per la partecipazione alle stesse. Si raccomanda che l’eventuale ripresa in streaming delle celebrazioni sia in diretta e mai in differita e venga particolarmente curata nel rispetto della dignità del rito liturgico. La Nota chiede “di facilitare e privilegiare la diffusione mediatica delle celebrazioni presiedute dal Vescovo, incoraggiando i fedeli impossibilitati a frequentare la propria chiesa a seguire le celebrazioni diocesane come segno di unità”. I media della CEI – a partire da Tv2000 e dal Circuito radiofonico InBlu – copriranno tutte le celebrazioni presiedute dal Santo Padre.

Nello specifico, si suggerisce:

1. Per la Domenica delle Palme, la Commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme sia celebrata con la seconda forma prevista dal Messale Romano. Si evitino assembramenti dei fedeli; i ministri e i fedeli tengano nelle mani il ramo d’ulivo o di palma portato con sé; in nessun modo ci sia consegna o scambio di rami. Dove si ritiene opportuno si utilizzi la terza forma del Messale Romano, che commemora in forma semplice l’ingresso del Signore in Gerusalemme.

2. La Messa crismale sia celebrata la mattina del Giovedì Santo o, secondo la consuetudine in alcune Diocesi, il mercoledì pomeriggio. Qualora fosse impedita “una significativa rappresentanza di pastori, ministri e fedeli”, il Vescovo diocesano valuti la possibilità di spostarla in un altro giorno, entro il tempo di Pasqua.

  1. Il Giovedì Santo, nella Messa vespertina della “Cena del Signore” sia omessa la lavanda dei piedi. Al termine della celebrazione, il Santissimo Sacramento potrà essere portato, come previsto dal rito, nel luogo della reposizione in una cappella della chiesa dove ci si potrà fermare in adorazione, nel rispetto delle norme per la pandemia, dell’eventuale coprifuoco ed evitando lo spostamento tra chiese al di là della propria parrocchia.
  2. Il Venerdì Santo, riprendendo l’indicazione del Messale Romano (“In caso di grave necessità pubblica, l’Ordinario del luogo può permettere o stabilire che si aggiunga una speciale intenzione”, n. 12), il Vescovo introduca nella preghiera universale un’intenzione “per chi si trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti”. L’atto di adorazione della Croce mediante il bacio sia limitato al solo presidente della celebrazione.
  3. La Veglia pasquale potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito, in orario compatibile con l’eventuale coprifuoco.

Le presenti indicazioni sono estese a seminari, collegi sacerdotali, monasteri e comunità religiose.

Per quanto riguarda le espressioni della pietà popolare e le processioni, sia il Vescovo diocesano ad offrire le indicazioni convenienti.

Il sito https://unitinellasperanza.chiesacattolica.it/, rimane un possibile riferimento anche per la sussidiazione, offerta dall’Ufficio Liturgico Nazionale e con contributi provenienti dal territorio.

La Presidenza della CEI

Roma, 23 febbraio 2021


Messaggio alla Diocesi per la S. Quaresima 2021

«Tu ami tutte le tue creature, Signore, e nulla disprezzi di ciò che hai creato; tu dimentichi i peccati di quanti si convertono e li perdoni, perché tu sei il Signore nostro Dio (Cfr. Sap 11,23-26)».

Inizia con queste parole, carissimi Fratelli e Sorelle, la S. Messa del Mercoledì delle Ceneri. E la preghiera colletta ci fa chiedere: «O Dio, nostro Padre, concedi al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male. Per il nostro Signore Gesù Cristo…».

Siamo sulla soglia della annuale salita alla Pasqua e ringraziamo il Signore perché quest’anno, diversamente da quello trascorso, possiamo compiere il nostro cammino partecipando di presenza, nell’osservanza delle norme anticontagio, alle celebrazioni ed alle iniziative quaresimali.

Le Ceneri benedette imposte sul nostro capo richiamano la nostra fragile condizione di uomini, espressa, senza mezzi termini, dalla prima delle formule che accompagnano il gesto: «Ricordati, uomo, che sei polvere e in polvere ritornerai»; e richiamano la necessità del pentimento per i nostri peccati e la volontà di un cambiamento reale, espressi, con identica chiarezza, dalla seconda formula: «Convertitevi e credete al vangelo».

«Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, pianti e lamenti, laceratevi il cuore e non le vesti»; «Lasciatevi riconciliare con Dio… Non accogliete invano la sua grazia» è la Parola del Signore che risuona poco prima che le Ceneri siano poste sul nostro capo; questa stessa parola illumina anche i tre passi del ritorno a Dio – elemosina, preghiera e digiuno (Mt. 6,1-6.16-18) – riguardo ai quali il Signore stesso nel Vangelo ci dice: «State attenti…Non fate come gli ipocriti…».

Ci è chiesto un cammino di liberazione da tanti atteggiamenti che vengono da una “carne” che non si lascia toccare dalla Grazia di Cristo: di passare da una vita centrata su noi stessi ad una vita centrata su Dio, da una libertà che si difende e si arrocca ad una libertà che aderisce al Dio vivente, da uno sguardo miope ad uno sguardo che accoglie quello di Dio.

Le nostre iniziative quaresimali sono veicolo all’incontro con Cristo presente per lasciarci conformare a Lui: in ogni situazione e quindi anche in questa dolorosa dell’epidemia che ha messo in ginocchio il mondo creando tanti problemi o manifestandoli, da latenti che erano, ed ha gettato nello sconforto e nello scoraggiamento tante persone di tutte le età, che vediamo penosamente demotivate ed avvilite.

La fede vissuta illumina l’agire e sorregge l’impegno: strappa dalle paure e dal panico abbondantemente seminato; libera dall’abbattimento e dalla sterile tristezza. Non “magicamente”, ma attraverso la luce e la forza che infondono la certezza che non siamo soli, che, pur soggetti alle leggi della natura e in balìa di tanti eventi naturali o provocati, «tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio» (Rom 8,28); che le norme di salvaguardia dal contagio sono da rispettare, ma il bene supremo non è la salute, il benessere, la lunga vita, ma Dio e la vita eterna in Lui.

La bussola che la fede ci offre è Cristo crocifisso e risorto, che ci dice: “Non abbiate para!”; “Io ho vinto il mondo”; “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”!

Partecipare alla vita della Chiesa nella S. Liturgia, negli altri momenti di preghiera e di ascolto della Parola di Dio, nelle attività a tutto questo connesse, non è per noi un “di più”: è essenziale e non possiamo farne a meno.

E’ essenziale anche per l’impegno nella vita della società da alcuni areopaghi della quale ci viene la chiamata a “ricostruire”, a “essere costruttori”. Anche in questo impegno la fede cristiana ci illumina e ci sostiene, oggi come da venti secoli. Avviarsi ad una meta esige che si sappia dove siamo e se la visione del mondo, dell’uomo, della vita, la concezione dell’amore, della giustizia, della libertà che ci vengono proposte – in molti casi persino imposte – sono terreno che regga la costruzione di una società in cui l’uomo non sia mortificato e distrutto.

Per noi cristiani la costruzione non può prescindere da Gesù Cristo e da tutto ciò che da Lui ci viene poiché è Lui “la via, la verità e la vita”, il solo che salva tutto di noi nella misura in cui lo accogliamo e viviamo la comunione con Lui.

«Dio onnipotente e misericordioso – ci fa pregare la Chiesa in una delle orazione del tempo quaresimale – concedi ai tuoi fedeli di essere intimamente purificati dall’impegno penitenziale della Quaresima, per giungere con spirito nuovo alle prossime feste di Pasqua».

Buona Quaresima, Fratelli e Sorelle!

+ Edoardo, vescovo


Anno dedicato a S. Giuseppe

L’8 Dicembre scorso, carissimi Fratelli e Sorelle, 150° anniversario della Dichiarazione di S. Giuseppe quale Patrono della Chiesa Universale, il Santo Padre Francesco ci ha donato la Lettera Apostolica “Patris corde” con la quale ha indetto uno speciale Anno dedicato al Santo ed ha inteso «condividere alcune riflessioni personali su questa straordinaria figura, tanto vicina alla condizione umana di ciascuno di noi». «Tale desiderio – scrive il Papa – è cresciuto durante questi mesi di pandemia, in cui possiamo sperimentare, in mezzo alla crisi che ci sta colpendo, che le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia. […] Tutti possono trovare in San Giuseppe, l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà».

Chiedo a tutte le comunità parrocchiali di dedicare in ogni mese di quest’anno – ad esempio, il 19; o altro giorno conveniente – una iniziativa di preghiera e di proposta di riflessione sul testo della Lettera Apostolica la quale evidenzia della paternità di San Giuseppe alcune tratti fondamentali: 1. Padre amato – 2. Padre nella tenerezza – 3. Padre nell’obbedienza – 4. Padre nell’accoglienza – 5. Padre dal coraggio creativo – 6. Padre lavoratore 7. Padre nell’ombra.

Saranno comunicate le iniziative pensate a livello diocesano, nella speranza che l’evolversi della situazione consenta di attuarle interamente.

Nel frattempo invito tutti a pregare ogni giorno con l’orazione che Papa Francesco ci propone nella Lettera Apostolica :

«Salve, custode del Redentore, e sposo della Vergine Maria. A te Dio affidò il suo Figlio; in te Maria ripose la sua fiducia; con te Cristo diventò uomo. O Beato Giuseppe, mostrati padre anche per noi, e guidaci nel cammino della vita. Ottienici grazia, misericordia e coraggio, e difendici da ogni male. Amen».

O con quella di cui Egli stesso scrive: «Tutti i giorni, da più di quarant’anni, dopo le Lodi, recito una preghiera a San Giuseppe tratta da un libro francese di devozioni, dell’Ottocento»:

«Glorioso Patriarca San Giuseppe, il cui potere sa rendere possibili le cose impossibili, vieni in mio aiuto in questi momenti di angoscia e difficoltà. Prendi sotto la tua protezione le situazioni tanto gravi e difficili che ti affido, affinché abbiano una felice soluzione. Mio amato Padre, tutta la mia fiducia è riposta in te. Che non si dica che ti abbia invocato invano, e poiché tu puoi tutto presso Gesù e Maria, mostrami che la tua bontà è grande quanto il tuo potere. Amen».

Ivrea, 12 Gennaio 2021

+ Edoardo, vescovo

Considerare e desiderare

La raccolta delle riflessioni del vescovo Edoardo durante i mesi drammatici dell'epidemia

Nel suo uso più comune, “considerare” significa esaminare attentamente qualcosa nelle sue relazioni e conseguenze; di qui passa anche a esprimere una positiva valutazione: apprezzamento, stima. Interessante, tuttavia, la sua derivazione etimologica: da “sidus”, astro, stella: considerare è osservare gli astri; e il prefisso “con-” lascia intendere che il nostro sguardo abbraccia un insieme:  una costellazione.

Stessa derivazione ha il termine “desiderare”, il cui prefisso “de-” ha anche, in latino, un valore privativo: desiderare è avvertire la mancanza delle stelle e quindi cercare appassionatamente quelle stelle che da sempre hanno esercitato un forte fascino sull’uomo. Alzare lo sguardo e contemplarle è un gesto iscritto dentro di noi.  

Allude a tutto questo il titolo del presente volumetto in cui mi è stato chiesto di raccogliere le riflessioni attraverso le quali ho cercato di essere quotidianamente vicino alla mia Diocesi nei mesi drammatici della prima fase dell’epidemia di Coronavirus, quando, “tutti in casa”, i fedeli hanno vissuto la Quaresima, la Pasqua e poi il Tempo pasquale partecipando, solo in unione spirituale, alle celebrazioni.

Le stelle non sono scomparse neppure in quei giorni in cui il cielo era plumbeo, come non si sono spente nella seconda fase dell’epidemia. 

Soprattutto, per i discepoli di Cristo, unico Salvatore degli uomini, non è scomparsa la più lucente, «ille lucifer qui nescit occasum» come canta il Preconio pasquale: quella stella che non conosce tramonto; e con essa la stella a cui un antico inno di origine francescana canta: «O piissima Stella Maris, a peste succurre nobis; audi nos, Domina, nam Filius tuus nihil negans Te honorat»: O piissima Stella del mare, scampaci dalla peste. Ascoltaci, o Signora,  perché il tuo Figlio, che nulla a Te nega, ti onora.

Abbiamo contemplato queste Stelle al centro della costellazione di Santi e di Sante; al centro del firmamento delle verità luminose della nostra fede e delle azioni liturgiche che mai sono mancate, anche se molti, forzatamente, hanno dovuto parteciparvi da lontano…   

Le brevi meditazioni inviate in video ogni giorno a centinaia di persone che, a loro volta, le hanno trasmesse ad altri, testimoniano questo sguardo alzato.  

Fatte ogni giorno per me, le ho condivise nella consapevolezza che «Vobis episcopus, vobiscum christianus», come diceva sant’Agostino: per voi sono vescovo, con voi sono cristiano. 

Natale dell’Anno del Signore 2020

† Edoardo, vescovo