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Apertura straordinaria delle Sale Espositivi del Museo Diocesano

Appuntamento alle Sale Espositive del Museo Diocesano sabato 24 e domenica 25 settembre 2022. In occasione dell’iniziativa “Cultura a Porte Aperte“, è prevista un’apertura straordinaria, a ingresso libero, delle sale nell’ex Seminario Maggiore in Via Varmondo Arborio, 28.
Nel pomeriggio di domenica, inoltre, sarà possibile, su richiesta, visitare la chiesa di san Nicola da Tolentino.
ORARI:
  • sabato 24 settembre: 10.00-12.00 / 15.00-18.00
  • domenica 25 settembre: 15.00-18.00
Per info e prenotazioni: 3393323955

Lettera pastorale 2022/2023

Al Clero, ai Religiosi e ai Fedeli Laici

Lettera Pastorale per l’Anno 2022-2023

1. “Credere cristianamente”

Anche quest’anno, carissimi Fratelli e Sorelle, saliti numerosi ad Oropa per affidare alla Madre di Cristo e della Chiesa ciò che abbiamo vissuto nell’anno pastorale terminato e per chiedere la Sua intercessione sui passi che compiremo nel nuovo, abbiamo chiesto a Maria che sia nuovo davvero, convinti che tale può essere nella misura in cui nuovi siamo noi se rinnoviamo la nostra adesione a Gesù Cristo nel modo di pensare e di valutare la realtà, nel vivere e nell’operare.

Questa fedele adesione si chiama, semplicemente, fede cristiana, «il fiducioso affidarsi – scrive nella sua prima enciclica, “Lumen fidei”, il Santo Padre Francesco – a un “Tu”, che è Dio, il quale si è mostrato a noi in Cristo, ha fatto vedere il suo volto e si è fatto realmente vicino a ciascuno di noi». «Avere fede, credere cristianamente, è incontrare questo “Tu”».

L’inizio del mio servizio alla Diocesi eporediese, dieci anni fa, coincise con l’apertura del Sinodo dei Vescovi su “La Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana” e con l’inizio dell’Anno della Fede indetto da Papa Benedetto XVI; considerando che «non è più possibile farsi illusioni, troppo evidenti essendo diventati i segni della scristianizzazione nonché dello smarrimento dei valori umani e morali fondamentali», il Papa ci chiamava, nella Lettera Apostolica “Porta fidei”, a rinnovare profondamente la nostra fede e a dare nuovo slancio alla missione. 

Ritenni mio prioritario impegno tenere desta e far crescere la convinzione che a fondamento di tutto sta il nostro incontro con Cristo: una concreta adesione alla Sua Persona, alla Sua Presenza salvifica, a tutto ciò che ci ha insegnato, a tutto ciò che ha fatto e ci ha trasmesso; una comunione che è sorgente anche delle vere relazioni fraterne tra noi, dentro le nostre comunità e tra di esse, e dell’impegno di testimoniare Colui in cui crediamo. 

 2. La S. Liturgia 

A questa luce, fin dall’inizio del mio servizio e lungo il corso di esso, ho sottolineato quanto insegna il Concilio Vaticano II: la S. Liturgia «è la prima e per di più necessaria sorgente dalla quale i fedeli possano attingere uno spirito veramente cristiano» (S.C.14). «In quanto opera di Cristo sacerdote e del suo corpo, che è la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun’altra azione della Chiesa ne uguaglia l’efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado» (S.C.7); «è il culmine verso cui l’azione della Chiesa tende e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia. Il lavoro apostolico, infatti, è ordinato a che tutti, diventati figli di Dio mediante la fede e il battesimo, si riuniscano in assemblea, lodino Dio nella Chiesa, prendano parte al sacrificio e alla mensa del Signore» (S.C.10). 

Negli ultimi tre anni pastorali, in particolare, proponendo le catechesi di Papa Francesco sulla S. Messa, ho chiesto alla Diocesi di compiere un cammino di formazione sulla SS.ma Eucaristia celebrata nella S. Messa, per comprendere che cosa effettivamente è, che cosa i momenti costitutivi della celebrazione, le sue parole, i gesti, i simboli, il sacro silenzio ci insegnano, come singoli e come comunità, sulla fondamentale impostazione del vivere cristiano:  

2019-2020: Eucaristia: convocati alla presenza del Signore. Tema: la vocazione; 

2020-2021: Eucaristia: Parola e Pane di vita. Tema: la Parola al centro della catechesi; il pane spezzato nella condivisione con i più poveri;

2021-2022: Eucaristia: dalla celebrazione alla testimonianza. Tema: la nuova evangelizzazione e l’impegno di testimonianza nella carità.

L’epidemia ha creato a un largo tratto di questo cammino non poche difficoltà, ma non l’ha impedito del tutto, dove se ne è compresa l’importanza e c’è stata la volontà di compierlo. 

La necessità di continuarlo viene ora messa in evidenza da Papa Francesco nella Lettera Apostolica “Desiderio desideravi” del 29 giugno scorso. 

«Vorrei che questa lettera – scrive infatti il Santo Padre – ci aiutasse a ricordare la necessità di una formazione liturgica autentica e a riconoscere l’importanza di un’arte della celebrazione che sia a servizio della verità del mistero pasquale e della partecipazione di tutti i battezzati, ciascuno con la specificità della sua vocazione». «Perché la Liturgia sia efficace ci viene chiesto di riscoprire ogni giorno la bellezza della verità della celebrazione cristiana. Mi riferisco al suo senso teologico, come il n. 7 della Sacrosanctum Concilium ha mirabilmente descritto: la Liturgia è il sacerdozio di Cristo a noi rivelato e donato nella sua Pasqua, reso oggi presente e attivo attraverso segni sensibili (acqua, olio, pane, vino, gesti, parole) perché lo Spirito, immergendoci nel mistero pasquale, trasformi tutta la nostra vita conformandoci sempre più a Cristo». «Ogni aspetto del celebrare va curato (spazio, tempo, gesti, parole, oggetti, vesti, canto, musica…) e ogni rubrica deve essere osservata: basterebbe questa attenzione per evitare di derubare l’assemblea di ciò che le è dovuto». «I ministri ordinati svolgono un’azione pastorale di primaria importanza quando prendono per mano i fedeli battezzati per condurli dentro la ripetuta esperienza della Pasqua. Ricordiamoci sempre che è la Chiesa, Corpo di Cristo, il soggetto celebrante, non solo il sacerdote. La conoscenza che viene dallo studio è solo il primo passo per poter entrare nel mistero celebrato. È evidente che per poter condurre i fratelli e le sorelle, i ministri che presiedono l’assemblea devono conoscere la strada sia per averla studiata sulla mappa della scienza teologica sia per averla frequentata nella pratica di una esperienza di fede viva, nutrita dalla preghiera, di certo non solo come impegno da assolvere. Nel giorno dell’ordinazione ogni presbitero si sente dire dal vescovo: “Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai, conforma la tua vita al mistero della croce di Cristo Signore”». 

3. Il “cammino sinodale 

Nello scorso anno pastorale, il nostro programma si è inserito nel “cammino sinodale” di tutta la Chiesa che ha visto la partecipazione di non poche comunità parrocchiali agli incontri in cui si è stati chiamati a “narrare” la vita delle comunità stesse, il positivo e il problematico di esse… Un buon numero di relazioni è giunto al Vescovo attraverso il “Gruppo di coordinamento” (che ringrazio per il buon lavoro compiuto e per la ricca e chiara sintesi presentata e trasmessa, come richiesto, alla Conferenza Episcopale Italiana). 

Sulla base di questa relazione – che prossimamente sarà oggetto di riflessione e di confronto in una Assemblea del Clero e in un’altra aperta a tutti – proseguirà il “cammino sinodale”, strutturato nelle tre tappe fissate dalla Conferenza Episcopale: fase narrativa che continua nel 2022-2023; fase sapienziale (2023-2024); fase profetica (2025). 

A Oropa, sotto lo sguardo della Madre di Dio e della Chiesa, abbiamo chiesto la grazia che questo “cammino” realizzi davvero lo scopo per cui è stato indetto: attraverso un sincero e fraterno confronto, un dialogo leale e fruttuoso, attenti anche ad evitare – come ci ha indicato la Sede Apostolica nel Vademecum offerto – «le insidie che potrebbero ostacolare il nostro procedere durante questo tempo di sinodalità”: 1) La tentazione di voler guidare le cose di testa nostra invece di lasciarci guidare da Dio. La sinodalità non è un esercizio strategico corporativo. È piuttosto un processo spirituale guidato dallo Spirito Santo. Possiamo essere tentati di dimenticare che siamo pellegrini e servitori sul cammino tracciato da Dio per noi. I nostri umili sforzi in termini di organizzazione e coordinamento sono al servizio di Dio che ci guida sul nostro cammino. Siamo argilla nelle mani del vasaio divino (Is.64,8).  2) La tentazione di concentrarci su noi stessi e sulle nostre preoccupazioni immediate. 3) La tentazione di vedere solo “problemi”. 4) La tentazione di concentrarsi solo sulle strutture. 5) La tentazione di non guardare oltre i confini visibili della Chiesa» (Synodus Episcoporum, Vademecum. Manuale ufficiale per l’ascolto e il discernimento nelle Chiese locali).

4. Gli Uffici Pastorali 

Alla luce di quanto ci è stato indicato, il nostro “cammino sinodale” non può non tenere in grande conto il fondamentale compito della evangelizzazione. 

Occorre però “ripensare” la missione: che cosa sia necessario perché essa non si riduca soltanto ad uno slogan; che cosa significa “Chiesa in uscita” e che cosa questa “uscita” comporti; quali aspetti della vita delle nostre comunità parrocchiali sono attraenti, se è vero che si diventa cristiani per attrazione e non per proselitismo. E si potrebbe continuare… 

Ritengo necessario, e urgente, in questo contesto, anche un “cammino sinodale” degli “Uffici diocesani”, ognuno dei quali, nel proprio specifico ambito, non può svolgere il suo servizio indipendentemente dagli altri, essendo unica per tutti la missione fondamentale della Chiesa.

All’Ufficio Catechistico e a quello Liturgico a cui ho proposto una reciproca attiva collaborazione, dal momento che non c’è catechesi senza la formazione liturgica e non c’è formazione liturgica che non contempli la catechesi, assegno il compito di fungere da coordinamento degli altri Uffici.

La formazione liturgica è, sì, una formazione che la Chiesa deve dare sulla Liturgia, ma è anche la formazione che la Liturgia offre alla intera vita della Chiesa. È fondamentale riscoprire il nesso che unisce le quattro Costituzioni del Concilio Vaticano II: Sacrosanctum Concilium, Lumen gentium, Dei verbum, Gaudium et spes.  

5. Il Consiglio Pastorale

Dal “cammino sinodale” dovrà nascere anche il nuovo Consiglio Pastorale, «al quale spetta, sotto l’autorità del Vescovo, studiare, valutare e proporre conclusioni operative su quanto riguarda le attività pastorali della diocesi” (CJC. 511); «composto da fedeli scelti in modo che attraverso di loro sia veramente rappresentata tutta la porzione di popolo di Dio che costituisce la diocesi, tenendo presenti le diverse zone della diocesi stessa, le condizioni sociali, le professioni e inoltre il ruolo che essi hanno nell’apostolato, sia come singoli, sia in quanto associati» (CJC. 512 §2).

È indispensabile che i suoi componenti siano, non solo in linea di principio, portatori di quanto realmente attingono dalle comunità e non solo da sé stessi o da ristrette cerchie di persone. E che siano scelti dunque dalle Vicarie e dagli altri organismi in considerazione del loro reale inserimento nella concreta vita delle comunità e capaci di ascolto delle reali istanze di esse.

Al nuovo Consiglio pastorale, come a quello Presbiterale, ognuno nel proprio ambito, sarà chiesto infatti di portare al Vescovo concrete e ponderate riflessioni sulla vita della Diocesi relativamente all’attività pastorale, alla distribuzione del Clero visibilmente ridotto di numero, alla stessa riduzione numerica dei fedeli che partecipano alla vita delle comunità parrocchiali e alla indispensabile opera missionaria nei confronti dei tanti che hanno abbandonato, o mai adeguatamente conosciuto, la bellezza e la forza della fede in Cristo.  

Carissimi Fratelli e Sorelle, 

so per esperienza – e non solo episcopale – che la Lettera Pastorale può essere ritenuta uno scontato adempimento annuale del Vescovo… 

Vi chiedo di leggere quanto vi scrivo e di pensarvi con la convinzione che la Diocesi siamo tutti, Vescovo, Preti, Diaconi e Laici, e che tutti siamo chiamati, ognuno secondo la sua vocazione, ad amare e servire questa Chiesa Particolare, anche quando ciò richiede la rinuncia a nostri interessi individuali.

Vi auguro buon cammino e, invocando l’intercessione di Maria Ss.ma e dei nostri Santi, vi benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Ivrea, Solennità di Maria SS. assunta in cielo.

† Edoardo, vescovo 


Adorazione eucaristica per la Pace

14 settembre, festa della S. Croce

Ci uniamo di cuore alla giornata di preghiera e spiritualità che la Cei, aderendo all’iniziativa lanciata dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), indice come gesto comunitario di solidarietà per l’Ucraina e che, a livello comunitario, chiedo alle nostre Parrocchie, alle Associazioni ed ai Movimenti, di vivere come momento di adorazione eucaristica del 14 settembre nel pomeriggio o nell’arco della giornata.

«In questo giorno in cui la liturgia della Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, ci uniamo con tutte le Chiese d’Europa per implorare da Dio il dono di una pace duratura nel nostro continente. In modo particolare, vogliamo pregare per il popolo ucraino perché sia liberato dal flagello della guerra e dell’odio», sono le parole della preghiera contenuta nel sussidio
preparato per l’occasione dall’Ufficio liturgico nazionale e scaricabile online. «Signore Dio di pace, ascolta la nostra supplica! Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite… Ma i nostri sforzi sono stati vani». «Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: “mai più la guerra!”; “con la guerra tutto è distrutto!”. Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace. Signore, Dio di Abramo e dei Profeti, Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli, donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace; donaci la capacità di guardare con benevolenza tutti i fratelli che incontriamo sul nostro cammino» (Papa Francesco).

+ Edoardo, vescovo


Solennità di San Savino

Solennità di San Savino, Vescovo e martire, Patrono di Ivrea.

Programma dalle celebrazioni:

  • Mercoledì 6 luglio 2022
    • ore 17,30 – Chiesa di S. Nicola da Tolentino (piazza Duomo): Investitura dei Priori alla presenza di mons. Vescovo e preghiera davanti all’Urna di San Savino in Cattedrale
    • ore 21 – Chiesa di S. Ulderico (piazza di Città: Lettura della Passione di San Savino e preghiera davanti all’Urna del Santo
  • Giovedì 7 luglio 20220
    • ore 9,45 – Chiesa di S. Ulderico: Canto dell’Ora Terza e Processione con l’Urna del Santo verso la Cattedrale
    • ore 10,30 – Chiesa Cattedrale: Santa Messa Pontificale presieduta da S.E.R. mons. Lorenzo Piretto O.P., Arcivescovo Emerito di Smirne

Pellegrinaggio diocesano ad Oropa

Carissimi Sacerdoti, Diaconi e Fedeli della Diocesi,

dopo due anni in cui, a motivo dell’epidemia, il nostro Pellegrinaggio diocesano al Santuario di Oropa, pur non sospeso, si è svolto in forma meno solenne e con una partecipazione più ridotta, siamo grati al Signore e alla Vergine Santa di poter riprendere quest’anno, in forma piena, questo momento, importante nella vita della Diocesi, che ha sempre visto una notevole partecipazione di fedeli. Saliremo al Santuario sabato 6 agosto, festa della Trasfigurazione del Signore.

Nei prossimi giorni sarà comunicato il programma, che seguirà, tuttavia, lo schema di sempre.

Confido che Parrocchie, Comunità ecclesiali, Movimenti ed Associazioni sentano l’importanza di questo atto significativo che idealmente chiude l’Anno Pastorale ed apre il nuovo; e chiedo loro, perciò, di iniziare a preparare la propria partecipazione.

“Insieme” non è un’espressione riservata a documenti e dichiarazioni: è lo stile del camminare ecclesiale anche con gesti concreti di partecipazione, di condivisione e di preghiera.

 

Ivrea, 9 giugno 2022.

Con affetto

† Edoardo, vescovo


Annuncio della nomina di S.E. Mons. Arrigo Miglio a Cardinale di S. Romana Chiesa

Ivrea, 29 maggio 2022

Carissimi fratelli e Sorelle della Chiesa che è in Ivrea,

appena ricevuto l’annuncio, dato oggi, direttamente dal Santo Padre nel discorso del Regina Caeli, trovandomi a Chivasso per la celebrazione delle Sante Messe programmate a Castelrosso, a Boschetto, e poi al Duomo, ho inviato a Monsignor Arrigo, un messaggio stringato come lo possono essere i messaggi whatsapp: “Carissimo Monsignor Arrigo, dirti che sono contento è poco. Un grande abbraccio”. 

Avrei voluto telefonargli, ma conosco la mole di chiamate e di messaggi che in queste circostanze si ricevono… Per questo gli ho scritto solo due parole. È poco dire che sono contento; sono infatti contentissimo per il riconoscimento che da Sua Santità il mio predecessore ha avuto. 

Questa nomina premia Monsignor Arrigo per quanto ha fatto nelle diocesi che gli sono state affidate e che ha continuato a fare, a Roma, anche dopo aver terminato il suo servizio all’ultima di esse, la diocesi Cagliaritana; oltre che in diversi ambiti di responsabilità anche a livello nazionale. Meritatissimo riconoscimento che onora la diocesi di Ivrea e che, tra l’altro, fa risalire a tre, come è stato fino a non molto tempo fa, il numero dei Porporati canavesani presenti contemporaneamente nel Collegio cardinalizio.

Sono certo che questi sentimenti sono condivisi dalla intera diocesi che lo ha avuto Pastore per più di tredici anni. 

Lo accoglieremo con gioia, in forma ufficiale, dopo la celebrazione del Concistoro del 27 agosto; ma Monsignor Arrigo sarà presto da noi, di passaggio, avendo egli generosamente accettato fin dagli scorsi mesi – e anche di questo lo ringrazio – l’invito ad amministrare la S. Cresima in alcune Parrocchie.

Questa sera, al santuario del Monte Stella, nella S. Messa celebrata nella imminente conclusione del mese di maggio, ho affidato, insieme a tutti i presenti, Monsignor Arrigo al Cuore della Vergine Santa che veglia sulla nostra città.

† Edoardo, vescovo    


Messaggio per la Santa Pasqua 2022

Carissimi Fratelli e Sorelle della Diocesi di Ivrea,

ho la gioia ancora una volta – è la decima – di augurarvi “Buona Pasqua”!

Questo augurio che ci scambiamo in questi giorni sarebbe pura convenzione, usanza ereditata dalla storia di un popolo segnato dalla fede in Gesù Cristo risorto, se non fossimo convinti che “Surrexit Dominus vere”, che Egli è veramente risorto e quindi presente e vivo dentro la nostra esistenza, nei giorni faticosi e densi di preoccupazione che nel momento attuale stiamo vivendo.

Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” ci dice e, come più di venti secoli fa, ci ripete la promessa: “Chi vorrà salvare la propria vita la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amore mio la troverà. Chi perderà la sua vita per me la troverà”.

Perdere per Lui la vita significa donarGliela, viverla mettendo la nostra libertà e la nostra volontà nelle Sue mani; significa appartenerGli.

Nel biglietto di auguri preparato anche quest’anno per le feste pasquali ho riportato un pensiero di un grande sacerdote della nostra epoca.

Lo propongo a tutti, sacerdoti e laici, come luce sul cammino.

«Tutto si rinnova nel contatto con Lui. Oh, non aspettiamo di essere buoni per vivere insieme al Signore! È il vivere con Lui che ci farà buoni; è l’accogliere Lui che ci farà santi. Non c’è altra santità. Lo guarderò e mi basterà. Non vivrò che per il Signore e non saprò davvero che la mia vita è sacrificio. È una vita di sacrificio quella di una donna che ama veramente il vivere soltanto per colui che ama? Dovete avere soltanto una preoccupazione: credere e credere sul serio e credere che è qui, credere che vi ama e credere che siete con Lui. È il vivere con Lui che ci farà buoni; è l’accogliere Lui che ci farà santi» (Divo Barsotti)

Surrexit Dominus vere! Il Signore è veramente risorto! Alleluia

+ Edoardo, vescovo


Collette Terra Sante e Ucrania

La Terra Santa non è fatta solo di pietre e di luoghi. Ci sono dei nostri fratelli di fede che là vivono, in situazioni sempre difficili, precarie da tanti punti di vista. Sono essi, le loro comunità, a far sì che, quando andiamo pellegrini in Terra Santa, non ci troviamo solo di fronte a monumenti. Essi sono la Chiesa vivente in quella terra! 

La Colletta pro Terra Sancta che ogni anno si fa il Venerdì Santo nasce dalla volontà dei Papi di mantenere forte il legame tra tutti i cristiani del mondo e i Luoghi Santi; ed è aiuto indispensabile per chi là vive, permettendo il permanere della presenza cristiana nella terra delle origini cristiane. 

Non dimentichiamo questi fratelli!  Confidando nella generosità di tutti, ricordo ai Sacerdoti che la Colletta – richiesta dalla Sede Apostolica – può essere collocata anche in una domenica del Tempo pasquale. 

*

In costante collegamento con le Caritas in Ucraina, la Caritas Italiana resta accanto alla popolazione coinvolta, supportando anche le Caritas dei Paesi confinanti per l’accoglienza delle persone in fuga dalla guerra, garantendo le azioni necessarie per rispondere ai bisogni più urgenti e contribuendo all’accoglienza di quanti arrivano in Italia. 

La Conferenza Episcopale Italiana ha esortato le Diocesi ad attivarsi, come segno della concreta solidarietà di tutti i credenti, per una giornata di raccolta fondi da inviare entro il 15 maggio p.v. Nella nostra Diocesi la domenica della raccolta sarà l’8 maggio.

I Parroci sono pregati di consegnare in Curia le offerte dei fedeli che saranno trasmesse alla Caritas Italiana, secondo le modalità dalla stessa comunicate.  Confido nella generosità di tutti.

† Edoardo, vescovo

Santa Pasqua 2022

«Tutto si rinnova nel contatto con Lui. Oh, non aspettiamo di essere buoni per vivere insieme al Signore! È il vivere con Lui che ci farà buoni; è l’accogliere Lui che ci farà santi. Non c’è altra santità. Lo guarderò e mi basterà. Non vivrò che per il Signore e non saprò davvero che la mia vita è sacrificio. È una vita di sacrificio quella di una donna che ama veramente il vivere soltanto per colui che ama? Dovete avere soltanto una preoccupazione: credere e credere sul serio e credere che è qui, credere che vi ama e credere che siete con Lui. È il vivere con Lui che ci farà buoni; è l’accogliere Lui che ci farà santi» (Divo Barsotti)

Surrexit Dominus vere! Alleluia!

+ Edoardo, vescovo


Consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria

AL CLERO E AI FEDELI DELLA DIOCESI

Ivrea, 16 marzo 2022

Consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria

“Venerdì 25 marzo, durante la Celebrazione della Penitenza che presiederà alle 17 nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco consacrerà all’Immacolato Cuore di Maria la Russia e l’Ucraina. Lo stesso atto, lo stesso giorno, sarà compiuto a Fatima dal cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, come inviato dal Santo Padre”.

(Dichiarazione del direttore della Sala Stampa della Santa Sede).

Carissimi Fratelli e Sorelle, 

ci uniamo al Santo Padre in questo atto solenne che la Vergine Santa, nell’apparizione del 13 luglio 1917 a Fatima, aveva chiesto domandando la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato; atto compiuto dal ven. Pio XII, il 7 luglio 1952, quando consacrò i popoli della Russia al Cuore Immacolato di Maria nella Lettera apostolica Sacro vergente anno; da san Paolo VI che rinnovò la consacrazione, il 21 novembre 1964, alla presenza di Padri del Concilio Vaticano II; e che  san Giovanni Paolo II compì come Atto di affidamento nella Basilica di Santa Maria Maggiore il 7 giugno 1981 e ancora durante l’Anno Santo della Redenzione, il 25 marzo 1984, in piazza San Pietro, in unione spirituale con tutti i Vescovi del mondo. 

Invito tutta la Diocesi ad un momento di Adorazione Eucaristica che chiedo ai Parroci di organizzare il 25 marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore, alla stessa ora o, se non è possibile, in altro momento della giornata. 

Il Vescovo presiederà la preghiera e l’Adorazione nella chiesa di S. Maurizio alle ore 17. Celebrerà la S. Messa, con la medesima intenzione, alle ore 20 nella chiesa di S. Maria in Zinzolano della Fraternità di Nazaret.

+Edoardo, vescovo